
Ho assistito mio malgrado, pochi giorni fa, a un feroce scontro familiare tra padre e figlio. L'uno accusava l'altro di essere un incapace nullafacente; l'altro gli replicava sbattendogli nei denti tutte le sue mancanze come padre, vere o presunte. A un affondo particolarmente riuscito, il padre rispondeva dicendo al figlio: "Se le cose stanno così, da stanotte dormi sotto un ponte", dato che il frutto di un 'coitus' che forse si voleva 'interruptus' è momentaneamente ospite, suo malgrado, della casa paterna. E via e via, direbbe Bo Summer's, scrittore che amo. Fermo restando l'imbarazzo provato di fronte a una simile manifestazione di astio e rancore ingiustificato e di giudizi frettolosi, dettati da superficialità dell'uomo (mi riferisco al padre) che alla sua veneranda età avrebbe dovuto anche capire come si sta al mondo, qualcosa dentro di me si sganasciava dalle risa, pensando a tutte le idiozie sulla famiglia 'tradizionale' in quanto luogo di ogni bellezza, carezza e bontade, che si deve assolutamente salvare per non lasciare spazio ad altre famiglie, loro sì, malvagie e perverse e che, au contraire, porterebbero alla morte della società. Chi è che vorrebbe ammazzare chi?