
L'altro giorno ricevevo un messaggio tutto eccitato di un amichetto, che mi ricordava come si stessero avvicinando le date dei
'Gay pride' in tutta Italia, ricordandomi, fremente, quanto fosse impegnato a correre di qua e di là per manifesti politici, foto, riunioni e via con
'Egolandia'. Fermo restando che auguro a queste manifestazioni un grande successo e che, disturbi fisici permettendo, parteciperò al 'Gay pride' romano, come ho sempre fatto quando mi è stato possibile o non stavo all'estero, mi sono permesso di ricordare al mio amico che, se il 50% delle energie profuse per comunicare a terzi quanto si fosse impegnati nella preparazione di questa o quella cosa fossero state indirizzate a organizzare un movimento politico serio, forse qualche risultato in più la collettività
Lgbt di questo Paese lo avrebbe ottenuto. Non ha risposto al mio messaggio e devo ancora risentirlo. Perché anche così vanno le 'gaye cose'.