
C'è voluto l'assassinio di un italiano perché i nostri organi d'informazione, quelli che prendono atto delle cose solo dopo che queste sono accadute, ché "la cronaca nera tira", si accorgano e scrivano che i 'droni' americani ammazzano civili innocenti. Non è nostra abitudine fare 'sciacallaggio' giornalistico sulla morte altrui, che è sempre un po' anche la nostra. Ma l'uccisione del cooperante italiano - evento tristissimo - è l'ennesimo caso di assassinio di civili innocenti in operazioni di guerra con 'droni', eventi classificati da sempre come "danni collaterali". E' spietato scriverlo ora, ma delle migliaia di vittime in zone di guerra si è parlato assai meno. E una gran parte delle motivazioni che spingono, oggi, i terroristi islamici a 'vendicarsi' contro l'occidente nascono proprio da eventi di questo tipo. Poi si può discutere sulla giustezza di quelle motivazioni o meno: lo faranno gli organi d'informazione 'seri'. Ma il disprezzo della vita umana che soggiace sotto ogni conflitto, guerresco o no, produce effetti devastanti, come la morte violenta di chi non c'entra nulla. E da nessuna di queste morti, da nessuna delle sanguinose guerre combattute in nome della pace nel corso della storia dell'umanità, l'uomo - questo evoluto imbecille - ha mai imparato nulla. Dato che dubitiamo voglia cominciare a imparare ora, lasciamo da parte i commenti 'pietistici' sulla morte di un essere umano piuttosto che un altro. E cominciamo, possiamo farlo, a evitare che la guerra inizi ovunque, eliminandola prima di tutto dai nostri cuori, per capire, prima che il significato della vita, quello della morte.