
Ci sono
meraviglie che riescono a
pochi. Come scrivere una lettera di oltre
milletrecento parole al proprio
Partito, per comunicare al
proprio Partito che le
manifestazioni neofasciste del
proprio Partito non hanno cittadinanza nel
proprio Partito, senza mai scrivere le parole
“antifascismo” o
“antifascista”. Pare, ma non è certo, che arrivata alla
“sc” di
fascista, alla presidente del Consiglio, che di quel
Partito è anche
"lideressa et proprietaria" – la stessa che pretende di parlare a
Bruxelles come leader di
Erc e non come primo ministro italiano - si
blocchi il gomito a un punto tale da impedirle persino la digitazione. Lo dicono
ignobili pettegolezzi sinistri tra il
'poco serio e il faceto'. Un po’ come quelli delle
destre, che se hai il coraggio di dire che
“il diritto alla casa è sacrosanto” ti tacciano di essere
“figlioletto di Stalin”. Sono gli stessi per i quali la difesa a oltranza di
Mussolini potrebbe far parte del
contratto di lavoro, per quanto sono appassionati nel
difendere l’indifendibile senza argomenti e a suon di
grida e slogan, godendo di uno
spazio televisivo che definiremmo
eccessivo. Così
Meloni da
Fratelli d’Italia, la stessa che pretende di parlare in
Europa come
leader di Erc e non come
presidente del Consiglio italiano, talmente impegnata a dare la
colpa agli altri da non accorgersi di essere
"lideressa et proprietaria" di un
Partito unipersonale, all’interno del quale le
pulsioni liberticide e
nostalgiche hanno trovato casa
suo malgrado, rischia improvvisamente di rimanere
'strangolata' da se stessa e dai suoi alleati:
Salvini la
sorpassa a destra, alleandosi con
Orbàn nel gruppo dei
filoputiniani "figli di Putin" a
Bruxelles e, da sinistra,
"la Marina" si mette a parlare di
diritti, questa
sconsiderata e
'strizza l’occhio' a
sinistra, quasi a dire
“se battete un colpo, noi ci siamo”, in un processo di
'cannibalizzazione' di una
"Meloni votate Giorgia" che ha perso la
'bussola', impegnata com’è tra il
promettere cose a Bruxelles che non farà, lo stare in
perenne campagna elettorale dicendo cose che
non potrà fare, girare dei
video in cui sembra la
Madonna pellegrina, mentre le sfugge il muscolo del labbro inferiore e la bocca si contorce in un
smorfia di disgusto nei confronti degli
avversari politici, i quali hanno la
pretesa, addirittura, di
criticarla. Come se non bastasse, il
'badabum!' di quelli di
Fanpage, che decidono di commettere
'regicidio', fanno addirittura
un’inchiesta giornalistica e
la pubblicano pure - in sfregio alle
idee personali di troppi sulla
libertà di stampa, ma nel pieno delle
libertà di giornalisti e
giornali garantite dalla
Costituzione. Il resto è
cronaca: una
lettera di Meloni su una parte del
Partito di Meloni, che dovrà liberarsi di un
'pezzo' del
Partito di Meloni, dopo
'augusta missiva' della
presidente del Partito, Giorgia Meloni. Sono quelli che vorrebbero
cambiare l’Italia. In quale direzione, è sempre più chiaro. Vedremo se
‘mangeranno il panettone’.