Chiara GenoveseOgni anno la stessa storia: con la fine delle festività natalizie e il ritorno alla routine quotidiana, la malinconia tipica del periodo invernale torna a farsi sentire. Sarà per colpa del freddo, del buio che arriva già nelle prime ore del pomeriggio o dello stress per i nuovi inizi: qualunque sia la causa, tra gennaio e febbraio alcune persone sperimentano i sintomi di una vera e propria depressione.

Disturbo affettivo stagionale
Le feste sono finite, un nuovo anno è appena cominciato e già ci sembra di non riuscire a mantenere nessuno dei buoni propositi che avevamo stabilito: questo sarebbe sufficiente a far sentire chiunque stressato e giù di morale. Ma per alcuni, la brutta stagione porta con sé un vero e proprio disturbo depressivo. In inglese è chiamato 'Sad' (Seasonal Affective Disorder, ndr), mentre in Italia lo conosciamo col nome di Disturbo affettivo stagionale, o Disordine affettivo stagionale. E' maggiormente diffuso nei Paesi nordici, dove il freddo è più intenso e le giornate più brevi e dove chi ne soffre avverte i primi sintomi già all'inizio dell'autunno. Qui da noi, i mesi 'incriminati' sono dicembre, gennaio e febbraio e a soffrirne maggiormente sono le donne e gli anziani. I sintomi? Soprattutto spossatezza, ipersonnia, aumento dell'appetito (con una speciale predilezione per carboidrati e cibi grassi), difficoltà di concentrazione, ansia e, naturalmente, umore depresso per la maggior parte del tempo. Nei casi più gravi può manifestarsi una totale perdita di interesse per le attività quotidiane. E possono perfino presentarsi pensieri suicidi, esattamente come nella depressione maggiore. Non per niente, il Dsm-V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, ndr) lo classifica come 'Disturbo depressivo maggiore con pattern stagionale'. Ma quali sono le cause?

Le cause
Già Norman E. Rosenthal, lo psichiatra americano che per primo descrisse il disturbo, ipotizzò che i sintomi fossero legati alla scarsità di ore di luce durante le giornale invernali (con conseguente minore esposizione alla luce solare), oltre che alle basse temperature. La maggiore incidenza della depressione stagionale nei Paesi nordici sembrerebbe confermare questa teoria. Studi più recenti hanno però evidenziato, nei soggetti affetti da 'Sad', una difficoltà nella regolazione della serotonina, il neurotrasmettitore noto come 'ormone del buonumore'. Inoltre, è stata riscontrata anche una sovrapproduzione di melatonina, l'ormone che regola il ciclo 'sonno-veglia' e che, quando è troppa, provoca quello stato di letargia tipico del Disturbo affettivo stagionale.

Correre ai ripari
Una volta appurato di soffrire di questo particolare disturbo dell'umore, che cosa possiamo fare per stare meglio? No: aspettare la primavera non è la soluzione. Per quanto l'idea sia allettante, nemmeno approfittare dei saldi invernali per consolarsi abbandonandosi allo shopping sfrenato risolverà il problema. A meno che non si riconosca di soffrire di una semplice malinconia post-natalizia, nel qual caso gratificarsi con qualche regalino o concedersi un week-end 'fuori porta' può essere d'aiuto. Ma se i vostri sintomi corrispondono a quelli del Disordine affettivo atagionale, il consiglio migliore è quello di rivolgervi ad uno specialista, che saprà riconoscere l'entità del vostro disturbo e suggerirvi la terapia più adatta.





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