Chiara GenovesePer alcuni, la vacanza è sinonimo di mare; altri preferiscono la montagna; altri ancora approfittano delle ferie per accrescere il proprio bagaglio culturale visitando posti nuovi. C'è però anche chi, lungi dall'inseguire il relax, approfitta del periodo vacanziero per andare a caccia di emozioni forti, forse addirittura di quel brivido lungo la schiena tanto apprezzato dagli appassionati di horror e paranormale. Ecco otto località da visitare per chi è in cerca di una vacanza tutt'altro che rilassante.

Torre di Londra (Inghilterra)
La Torre di Londra, castello normanno la cui costruzione risale al 1066 dopo Cristo, è famosa per la sua bellezza architettonica e per la sua storia affascinante. Sono note, però, anche le leggende e i racconti di fantasmi che, nel corso dei secoli, sono nati attorno alla fortezza. Molti, infatti, furono i personaggi, più o meno celebri, rinchiusi o giustiziati all'interno della Torre. Sembra che persino Anna Bolena, la più nota tra le sfortunate mogli di Enrico VIII, sia stata decapitata proprio tra la sue mura e che il suo spirito non abbia mai lasciato il castello. Ancor più triste è la storia dei due principini, Edoardo e Riccardo, figli del re Edoardo IV: alla morte del padre, nel 1483, i due bambini sarebbero stati assassinati proprio all'interno della Torre di Londra per volere dello zio, Riccardo di Gloucester, salito al trono come Riccardo III. Come se non bastasse, ci sono le cruenti vicende legate al periodo dei Tudor. Infine, la Torre fu nuovamente usata come carcere per prigionieri di guerra durante la seconda guerra mondiale. Nel 1941, vi fu detenuto per 4 giorni addirittura Rudolf Hess, il 'braccio destro' di Hitler. Ma la storia più famosa, sebbene meno spaventosa, legata alla Torre di Londra è quella che riguarda i corvi che vivono al suo interno. Da diversi secoli, infatti, una piccola popolazione di corvi imperiali vive e si riproduce nel castello. Un'antica superstizione vuole che, se mai i corvi volassero via, allora la Torre crollerebbe e, con essa, la corona e la Gran Bretagna intera.

Il castello di Edimburgo (Scozia)
Gli antichi castelli scozzesi sono tutti infestati dagli spiriti o almeno così si racconta. Tra questi, il castello di Edimburgo è il più conosciuto e, sembrerebbe, anche il più ‘popolato’. Fra tutte, spicca la leggenda del fantasma con la cornamusa: si tratterebbe dello spettro di un giovane suonatore che, in tempi remoti non meglio precisati, si perse esplorando il labirinto di tunnel scavati sotto al castello e non fu mai più ritrovato. Ancora oggi, molti sostengono di averlo sentito suonare mestamente il suo strumento, solitario pure tra la folla di spettri che, si dice, abitino il castello. Inoltre, ogni anno in agosto nel castello si svolge l'Edinburg Military Tattoo, evento musicale e militare di grande importanza al termine del quale, in onore dell'infelice suonatore fantasma: un giovane, solo al centro della scena, suona con la cornamusa una triste melodia.

Le catacombe di Parigi (Francia)
Le suggestive catacombe di Parigi sono entrate a far parte dell'immaginario collettivo, citate in libri, film e perfino videogiochi. E non potrebbe essere altrimenti, visto il fascino macabro del luogo: chilometri e chilometri di passeggiata sotterranea in mezzo a teschi e ossa umane, di cui solo una piccola parte è aperta al pubblico. Se deciderete di visitare le catacombe, al loro ingresso sarete accolti dalla scritta: "Fermati! Questo è il regno della morte”! Un avvertimento che non scoraggia le migliaia di turisti che, ogni anno, visitano il posto, sia per interesse storico, sia per il puro gusto del
macabro.
Al termine del tour, una frase più rassicurante accompagna i visitatori nel proprio ritorno al mondo dei vivi: "Non teme la morte chi imparò ad apprezzare la vita". In un posto tanto lugubre, non potevano mancare molte storie inquietanti. Si narra, per esempio, che dopo la mezzanotte i muri delle catacombe inizino a parlare con le voci dei morti, spingendo l'incauto visitatore notturno a smarrirsi fra i tunnel.

Il castello di Bran (Romania)
Lo splendido castello di Bran, in Transilvania, è la residenza nientemeno che del conte Dracula, immortale padrone di casa dalle abitudini alimentari singolari. O almeno, così vuole la leggenda. In effetti, nel 1897, lo scrittore Bram Stoker scelse proprio questo maniero e il suggestivo paesaggio che lo circonda come dimora del suo personaggio, destinato a diventare non solo il ‘non-morto’ più famoso della letteratura, ma sinonimo vero e proprio della parola ‘vampiro’. Secondo alcune fonti, il castello di Bran fu la residenza del ‘vero’ conte Dracula, vale a dire il principe Vlad III di Valacchia, meglio conosciuto come Vlad l'impalatore. Ma si tratta di un'inesattezza storica, diffusa probabilmente per accrescere il fascino sinistro del luogo. Tuttavia, la bellezza del castello e del panorama cirostante, insieme al suo valore storico, valgono da sole una passeggiata in Transilvania.

Poveglia (Italia)
Anche il nostro Paese è ricco di luoghi sinistri, con un passato oscuro alle spalle e un repertorio di leggende inquietanti. Poveglia, un'isola disabitata nella laguna di Venezia, è uno di questi. La fama oscura di Poveglia nasce, principalmente, dal fatto che l'isola funse da lazzaretto per alcuni marinai ammalati di peste, alla fine del '700. Pazienti che, per la maggior parte, morirono e furono bruciati o sepolti in fosse comuni, proprio sull'isola. Sebbene le fonti storiche parlino di una ventina di marinai morti di peste e sepolti a Poveglia, la leggenda ha amplificato e colorito la storia, tanto che oggi si parla di decine di migliaia di morti. Si racconta addirittura che il suolo di Poveglia sia composto, per una buona metà, da ceneri umane. E persino i pescatori si terrebbero alla larga dall'isola, per paura di raccogliere ossa umane tra le loro reti. Un'altra storia terrificante legata a Poveglia parla di un presunto ospedale psichiatrico sorto sull'isola, teatro di terribili esperimenti sugli esseri umani. In particolare, uno dei medici della struttura, colpevole di indicibili torture sui pazienti, sarebbe impazzito e si sarebbe suicidato gettandosi da una torre. Nel 2016, cinque ventenni del Colorado si recarono a Poveglia nottetempo, attirati dalla fama sinistra del luogo. Poco dopo, iniziarono a urlare e a chiamare aiuto con tanta forza da richiamare l'attenzione dell'equipaggio di una barca a vela che si trovava nelle vicinanze. Fu necessario l'intervento dei Vigili del fuoco per trarre in salvo e tranquillizzare i giovani turisti. Non si sa bene cosa i cinque ragazzi abbiano visto o creduto di vedere, ma l'episodio ha risvegliato la curiosità intorno all'isola di Poveglia e ai suoi fantasmi. Tuttavia, sebbene negli anni si sia più volte parlato di rendere Poveglia una meta turistica, ad oggi l'isola risulta chiusa al pubblico. L'unico modo per visitarla è affittare una barca e avventurarsi a proprio rischio e pericolo, tenendo presente che non tutti i brividi derivano da eventi di natura paranormale: edifici pericolanti e strade accidentate o malsicure possono generare disavventure ben più concrete di fantasmi e spettri.

Lo Stanley Hotel (Stati Uniti)
Questo grosso e vecchio albergo si trova nel Colorado, proprio ai piedi delle Montagne Rocciose e vanta un passato di grande splendore: il suo fondatore, l'inventore e imprenditore Freelan Oscar Stanley, accettava solo clienti appartenenti all'alta società e nei suoi anni d'oro l'hotel ospitò personaggi del calibro di Theodore Roosvelt e, addirittura, l'imperatore del Giappone, Hirohito. Ma oggi, lo Stanley Hotel non sarebbe altro che un vecchio albergo, se non fosse per il fatto che lo scrittore Stephen King vi trascorse una notte, nell'ottobre del 1974. Qui, il prolifico scrittore immaginò la trama di uno dei suoi romanzi più famosi e spaventosi: ‘Shining’. E proprio allo Stanley, nella sua immaginazione divenuto l'Overlook Hotel, ambientò il racconto. Probabilmente grazie a King, lo Stanley Hotel si è guadagnato la fama di luogo infestato, dove la gente si ferma apposta per trascorrere una notte ‘da brivido’. In particolare, il quarto piano dell'albergo sarebbe teatro delle manifestazioni paranormali più evidenti, soprattutto nella stanza 407, dove ancora oggi alloggerebbe lo spirito del conte di Dunraven, dal quale Stanley aveva acquistato il terreno ove sorge l'hotel. Stanley stesso, insieme alla moglie Flora, si troverebbe ancora all'interno del suo albergo: pare che trascorra il tempo seduto sulla sua poltrona preferita, nella grande sala adiacente al bar, mentre la moglie preferisce suonare il pianoforte qualche piano più in su.

La casa de Pascualita (Messico)
‘La Popular - La casa de Pascualita’ si trova a Chiuaua (Messico) ed è un antico e pittoresco negozio di abiti da cerimonia. Nulla di straordinario, insomma, se non fosse per un certo manichino che, da più di novant'anni, si trova esposto nella vetrina del negozio. Si vocifera, infatti, che il vecchissimo modello in abito nuziale sia, in realtà, il corpo perfettamente conservato di una donna in carne e ossa. La leggenda narra che Pascuala Esparza, la vecchia proprietaria del negozio, avesse una figlia bellissima, la quale morì tragicamente, nel 1930, proprio nel giorno del suo matrimonio, per il morso di una vedova nera. Sconvolta dalla disperazione, la madre fece imbalsamare il corpo della sfortunata fanciulla, la vestì con il suo abito da sposa e la mise in vetrina, dove avrebbe potuto tenerla sempre con sé. L'origine della leggenda va ricercata nell'aspetto incredibilmente realistico del manichino (la Pascualita, ndr), che presenta dettagli davvero sorprendenti: rughe, vene visibili, unghie un po' consumate e, persino, impronte digitali. C'è anche chi dice che Pascualita cambi posizione quando nessuno la sta guardando, o che segua con lo sguardo i clienti del negozio. Quale che sia la verità, gli attuali proprietari della bottega hanno deciso di mantenere in vita il mistero, permettendo di maneggiare e cambiare d'abito a la Pascualita solo da pochissime persone fidate, lontano da occhi indiscreti.

L'isola delle bambole (Messico)
Ancora in Messico, si trova quello che probabilmente è uno dei luoghi più inquietanti del pianeta. Sul lago Teshuil, a 28 chilometri a sud di Città del Messico, si trova infatti la Isla de las Muñecas: una piccola isola completamente tappezzata di vecchie bambole rotte, per lo più 'impiccate' agli alberi, che svettano numerosi nella zona. Che storia si nasconde dientro un posto dall'aspetto tanto macabro? È presto detto: si racconta che nel 1950, il custode dell'isola, Juliàn Santana Barrera, avesse visto una bambina affogare nella laguna e, malgrado i suoi sforzi, non sia riuscito a salvarla. Poco dopo il drammatico evento, l'uomo trovò una bambola che galleggiava vicino alla riva proprio dove la bambina era annegata e pensò che le appartenesse. Così recuperò il giocattolo e lo appese a un albero come omaggio allo spirito della piccola che, egli credeva, fosse rimasto intrappolato sull'isola. Ma Juliàn sentiva che lo spirito della bambina non trovava pace. Così, per placarlo, continuò a procurarsi sempre più bambole e ad appenderle agli alberi. Tutto questo finché, nel 2001, il nipote di Juliàn non trovò il corpo del nonno annegato nello stesso punto dove, più di cinquant'anni prima, era morta la bambina. Non è possibile stabilire quanto di questa storia sia vero. Gli abitanti del posto sembrano crederci. E ancora oggi gli stanziali continuano a portare bambole e bambolotti in dono allo spirito della fanciulla, arricchendo sempre più la macabra collezione. C'è anche chi venera la piccola come una santa, offrendole doni in cambio di miracoli o intercessioni. Chi ha visitato l'isola sostiene di aver visto le bambole muoversi, di aver udito risate di bambini invisibili tra gli alberi, o almeno di aver avvertito una profonda inquietudine, sentendosi seguito da decine di occhi di plastica e vetro. Certo, è difficile non lasciarsi suggestionare dal raccapricciante panorama dell'isola delle bambole. Ma per scoprire quanto ci sia di vero, bisognerebbe andare a controllare di persona.





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