Dal
27 maggio scorso, il
Registro stampa del
Tribunale civile di
Roma ha iscritto il mio nome in qualità di nuovo direttore responsabile di
'A.Live', che invitiamo sin da ora a chiamare:
'Avanti.live' (www.avanti.live). E' vero: proprio in questi giorni, l'amico
Claudio Martelli si è inventato un quindicinale, recuperando la vecchia testata storica de
l'Avanti! mentre sull'altro fronte, l'altrettanto amico
Mauro Del Bue dirige splendidamente
l'Avantionline.it, organo telematico del
Partito socialista italiano. Tutto ciò non significa che ci siamo mandati tutti quanti a
'quel paese' e che ognuno di noi abbia messo in campo uno spazio per confondere il lavoro degli altri. Al contrario, una testata che diviene
'trina' rende perfettamente l'idea di un'area politica, quella
laico-socialista e
rifomista, che ancora oggi continua a dare grandi segnali di coerenza e vitalità. Se un preciso e ben determinato alveo culturale continua a consegnare all'opinione pubblica il proprio certificato di
'esistenza in vita', ciò significa ben più di qualcosa. E cioè che, nonostante tutto quel che è accaduto da queste parti, la funzione di un
Partito socialista e di un'area che sappia svolgere un ruolo di
'cerniera' nel sistema democratico e parlamentare italiano, rimane fondamentale per la tenuta stessa del Paese. Insomma, s'intende insistere sulla
questione socialista, riequilibrando molte cose. E intendiamo farlo attraverso la produzione di notizie, analisi e approfondimenti; per partecipare, anche se non sempre saremo ascoltati, al dibattito politico contingente con organi di informazione più snelli e veloci, secondo quanto richiede la comunicazione dei giorni nostri; per riproporre la questione, assolutamente fondata, di una serie di
dottrine politiche dotate di radici storiche e culturali autentiche, che non possono essere superate da movimentismi di opinione o di mera protesta, talmente sradicati dal nostro percorso storico da generare uno
'scollamento' continuo - e sempre più profondo - fra
Stato-governo e
Stato-comunità; per chiarire, anche a sinistra, che è ora di fare un discorso ben più serio rispetto a questi ultimi decenni, in particolare sull'archiviazione e il superamento di molti rancori, al fine di provare a formare un'area riformista, socialdemocratica e umanitaria che possa, finalmente, convincere gli italiani in merito alla bontà di un orizzonte di riforme e di modernizzazione rinnovato e credibile, tornando a trattare la politica in quanto scienza e non come una sorta di
'Olimpiade' delle
'fake news' e
dell'improvvisazione. L'area laica, socialista e riformista intende giocarsi, ancora una volta, le proprie carte. Tutto è sempre nato da qui: dal
decadentismo 'd'annunziano' al
'mussolinismo' rivoluzionario; dal
riformismo 'turatiano' all'intellettualismo scientifico di
Antonio Gramsci; dall'elegante visione socialdemocratica di
Giuseppe Saragat alla profezia socialista e liberale dei
fratelli Rosselli; dall'ideologismo dimostrativo di
Riccardo Lombardi all'autonomismo di
Pietro Nenni e
Bettino Craxi. A dimostrazione che il solo e unico
'nocciolo' realmente
progressista di questo Paese risiede, precisamente ed esattamente, in quest'area, che non solo non ha mai interrotto la millenaria corrente culturale della Storia, ma ha sempre saputo rinnovarla e inverarla nel cuore degli italiani. Sì, tutto ciò che è stato, con noi è Stato. E tutto ciò che è, nascerà sempre da noi. Buon lavoro a tutti. E un sincero ringraziamento al fraterno amico
Bobo Craxi, per la fiducia accordatami.
Per l'ennesima volta.