Martina TibertiProprio in questi giorni, la Riserva del Tevere Farfa compie quarant'anni. Per l'occasione, sono previsti eventi musicali ed enogastronomici, per accompagnare grandi e piccini alla scoperta di un territorio ricco di varietà naturalistiche. L'oasi, che si estende per circa settecento ettari, sorge a quaranta chilometri da Roma, tra i comuni di Nazzano, Torrita Tiberina e Montopoli in Sabina. La Riserva è stata istituita nel 1979 come 'Prima area protetta della Regione Lazio' e sorge intorno al Lago di Nazzano, formatosi dopo la costruzione di una diga sul Tevere, da parte dell'Enel, tra gli anni 1953 e 1955. Da Roma, raggiungere la Riserva è semplice: si percorre la Salaria fino allo svincolo con l'A1 in direzione Firenze, poi si prosegue fino a Nazzano-Torrita Tiberina. I sentieri, pianeggianti e facilmente percorribili, offrono l'occasione per apprezzare l'area protetta nella sua interezza, dando la possibilità di sostare nelle aree picnic per mangiare un boccone, o nelle apposite capanne di avvistamento per spiare i volatili che nidificano presso gli arigini del fiume. A questo proposito, è stato recentemente riaperto 'La Fornace', un sentiero di traversine in legno rimasto chiuso per anni a causa dell'incuria delle varie amministrazioni che si sono succedute. Proprio per evitarne il deterioramento, oggi è vietato percorrerlo a cavallo o in bicicletta.

Alla scoperta di una fauna d'eccezione
Oltre a ospitare una ricchezza faunistica di grande interesse, la Riserva ha visto la ricomparsa di specie a forte rischio d'estinzione, come il falco Pellegrino, che nidifica ormai regolarmente sugli argini di arenaria del fiume e l'airone Cinerino. Quest'ultimo è ospite dell'oasi dal 2008: le due coppie che lo abitano sono gli unici esemplari rimasti in tutto il Lazio. La varietà ornitologica del sito muta in ogni stagione: durante l'inverno è facile avvistare esemplari di alzavole, folaghe e moriglioni, mentre durante una passeggiata primaverile o una gita sul battello ecologico si possono scorgere da lontano il cavaliere d'Italia, il piro piro piccolo, l'avocetta e la specie protetta dell'airone Guardabuoi. Proprio per la varietà e la rarità delle specie di volatili ospitate, la Riserva naturale del Tevere Farfa fa parte della 'Rete Natura 2000': un insieme di siti individuati dall'Unione europea che garantiscono la sopravvivenza della biodiversità, sia come zona a protezione speciale, sia come sito d'importanza comunitaria. Oltre a offrire un habitat rigoglioso a numerose specie di uccelli, la Riserva è anche il rifugio di roditori e mammiferi: le acque della palude sono abitate da nutrie e raganelle, mentre nelle zone boschive ci si può imbattere in cinghiali, tassi, volpi e istrici.

Una giornata tipo nella Riserva
La Riserva ha sei entrate: la prima si trova venendo da Roma presso la Diga di Meana; la seconda, presso il parcheggio lungo il chilometro 32 della via Tiberina; altre due entrate sono situate nei comuni di Nazzano e Torrita Tiberina; la quinta all'ingresso nord, al Ponte di Montorso sulla Tiberina; la sesta, lungo la strada bianca che costeggia l'argine sinistro del Tevere. Qualunque ingresso si scelga, si possono percorrere sentieri immersi nella natura, fermandosi, di tanto in tanto, nelle aree adibite al birdwatching. È inoltre possibile fare l'intero percorso in bicicletta (tranne che il sentiero La Fornace). Per il pranzo si può scegliere di sostare nelle 'zone-picnic', oppure approfittare delle strutture che si trovano lungo il cammino, come l'ecoturismo 'Tevere Farfa', oppure 'La luna sul Tevere', per gustare ottimi piatti preparati con le materie prime della zona. Infine, dopo aver riempito lo stomaco, il consiglio è quello di rilassarsi con una gita sul fiume: la Riserva dispone, infatti, di due battelli a pannelli solari, l'Airone e il Martin Pescatore, da 23 posti ciascuno. Le gite durano circa un'ora ed è consigliata la prenotazione.


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