Giuseppe Lorin"Tu appari bello all'orizzonte del cielo, o sole splendente, principio di vita". Tutankhamon salì al trono a nove anni, nella violenta restaurazione che abbatté il culto del sole e riportò in auge le divinità fino ad allora adorate con tutti gli onori. A far la politica pensavano gli alti funzionari e il clero, come del resto accade in più tempi e in più Paesi diversi. Ma la storiografia ufficiale volle naturalmente che fosse il re in persona a operare la grande riforma. E, anzi, ci ha tramandato una lunga iscrizione, che descrive la profonda crisi in cui era caduto l'Egitto, esaltando il ritorno del culto in onore delle antiche divinità. Raramente un sovrano condannò così chiaramente l'opera del suo predecessore, Amenofi IV, al tempo stesso in cui esaltava la propria. Tutankhamon surclassò quanto avevano fatto i suoi predecessori, accrebbe gli averi degli dei con oro, argenti, bronzo e rame a profusione. Questo splendore di oggetti preziosi, Tutankhamon lo portò anche con sé nella tomba, quando scomparve ad appena diciott'anni di età. E se eccezionali furono le vicende che lo accompagnarono in vita, altrettanto eccezionali furono quelle che lo seguirono dopo la morte. La sua tomba, unica rispetto alle altre, che sono a forma di piramide, depredate nei millenni da ladri di ogni tempo e risma, venne scoperta pressoché intatta dall'archeologo inglese Howard Carter, che per conto di Lord Carnarvon scavava nella Valle dei Re. Messo sull'avviso da una coppa con il nome del faraone e da frammenti di lamine d'oro con la sua immagine trovati nelle vicinanze, il 26 novembre 1922 Carter realizzò quella che può senz'altro definirsi la scoperta archeologica più entusiasmante di tutti i tempi. In questi giorni di fine estate, presso il Museo egizio di Torino si sono organizzate 'conferenze aperte' e 'incontri', alla scoperta della Storia e dei misteri delle antiche civiltà. E sono state presentate sul tavolo dei dibattiti le più recenti indagini degli scienziati inglesi e i resoconti di quanto il gruppo diretto dal professor Ronald Harrison, titolare di Anatomia comparata presso l'Università di Liverpool, esaminò ai raggi X: i resti mortali del faraone, che poterono dimostrare che egli morì per un ematoma formatosi sotto la scatola cranica, precisamente in vicinanza dell'orecchio sinistro. Si scoprirono così le tracce inequivocabili di una ferita da oggetto contundente. Si trattò dunque di un'autopsia in piena regola, che mise in luce un delitto familiare efferato e crudele. L'indagine scientifica sembra provare che la consanguineità tra Tutankhamon e Smenkhkare, associato al trono dal predecessore Amenofi IV e che forse regnò per brevissimo tempo prima del giovinetto di 9 anni, sembra probabile che fossero fratelli. Tutankhamon era cioè il fratello minore di Smenkhkare, entrambi figli di Amenofi IV. Tuttavia, nell'accurato dibattito si è anche evidenziato come la tomba trovata da Carter, originariamente fosse stata preparata per il sacerdote Ai, alto funzionario di Amenofi IV. Fu un atto di generosa pietà verso il giovinetto 'ucciso' voluto da Ai, genero di Smenkhkare? E, secondo voi, chi è l'assassino?


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