Vittorio LussanaClelia Moscariello è il classico esempio di giovane ragazza napoletana che si è data da fare con ostinazione, al fine di riuscire a esprimere la propria vitalità. Laureata con lode in Scienze della comunicazione presso l'Università degli studi di Salerno, Clelia ha saputo mantener fede alle promesse coltivando con costanza i propri interessi culturali, letterari e artistici. E, grazie alla sua tenacia, i risultati sono via via arrivati. La sua sensibilità l'ha condotta con naturalezza a incontrare il mondo della poesia. Ma si è molto impegnata anche sul fronte del giornalismo, riscoprendo il lato più concreto di se stessa. Noi di Laici.it l'abbiamo vista crescere: l'abbiamo aiutata e sostenuta per quel che abbiamo potuto. E la ragazza, a un certo punto, ha effettuato il proprio 'salto' di qualità, soprattutto sotto il profilo della personalità, abbandonando ingenuità e suggestioni giovanili senza dimenticare di essere, tecnicamente, una poetessa. Oggi, siamo di fronte a una donna autonoma e completa, sotto tutti i punti di vista: ha capito che, in un Paese come l'Italia e in una città come Napoli, bisogna farsi valere con un lavoro metodico, continuo. Clelia Moscariello ha compreso il sottile equilibrio 'scettico' dell'unico 'Io', trasformando la propria 'poetica' senza trascendere nel pessimismo 'iper-realista'. Ecco, dunque, il significato più profondo di questa sua nuova silloge, dal titolo 'Questa primavera' (Inda Edizioni), in cui esprime un concetto di speranza assai più consapevole, depurato dai 'manierismi' e da quelle contaminazioni retoriche sempre dietro l'angolo. Il passaggio dalla sua prima fase di poetessa post adolescenziale, ansiosa di vivere la vita, a donna adulta è avvenuto, tutto sommato, senza 'strappi' eccessivi, né lunghi 'viaggi' nel mondo degli eccessi giovanili, riuscendo a mantenere elevato il proprio 'spirito' imparando, altresì, a riconoscere e a difendersi dalla mediocrità imperante nella società odierna.

Clelia Moscariello, qual è il filo conduttore di 'Questa primavera' e quali sono le tematiche che hai voluto affrontare?
"Il filo conduttore della mia silloge è la rinascita, che ha come simbolo la primavera. I temi affrontati sono tanti, tutti legati all'amore, ma di base c'è un invito ad amare l'effimero, che quando non declina nella superficialità, diviene la più alta rarefazione dell'intelligenza. Spesso, noi sottovalutiamo la quotidianità, perché pensiamo che sia 'routine'. Invece, ogni attimo della vita può condurci a una 'svolta', se ci facciamo trovare pronti. 'Questa primavera' è un invito ad amare la vita così com'è, senza sovrastrutture: un ritorno alla semplicità, una sorta di 'carpe diem'...".

Hai dedicato questo libro a tua nonna, alla continuità della vita e alla piccola Marta: vuoi dirci qualcosa in proposito?
"Mia nonna è stata una figura importantissima nella mia vita, perché ha forgiato il mio carattere. Era profondamente generosa e mi ha insegnato che dare è più importante che ricevere, a gioire delle piccole cose. Spesso, noi giovani siamo 'stressati' dalle aspettative: le persone anziane, invece, vivono giorno per giorno. Questo nuovo lavoro è dedicato anche alla mia piccola nipotina e alla continuità della vita. Infatti, nella 'quarta' di copertina ho voluto che venisse pubblicata una mia frase: 'Perché ogni inverno porta sempre con sé il germoglio di una vita nuova. Perché ogni primavera è come la vita: non bussa alla tua porta prima di esplodere'. Si tratta di un messaggio di speranza per tutti: anche nei momenti più bui c'è sempre una piccola luce, che sta a noi riuscire a cogliere".

Questa è la seconda silloge che pubblichi: dove possiamo trovare differenze e analogie con la prima, 'L'ultima notte da falena'?
"L'ultima notte da falena è una silloge caratterizzata da poesie post-adolescenziali, molto forti e crude, quasi noir, poiché rappresenta un 'passaggio' alla vita adulta. 'Questa primavera' ha più respiro ed è più ottimista, più matura, anche stilisticamente. In ogni caso, sono legata a entrambe le raccolte, perché rappresentano due fasi molto importanti della mia vita".

Quali sono, o sono stati, i tuoi riferimenti principali tra i poeti?
"Principalmente, Charles Baudelaire con 'Les fleurs du mal' e Arthur Rimbaud. Più in generale, tutti i poeti cosiddetti 'maledetti'...".

Ormai da qualche anno ti occupi anche di giornalismo: hai trovato difficoltà rispetto alla scrittura creativa?
"Sì, sono sincera: ho impiegato molto tempo a districarmi tra i due generi. La scrittura giornalistica è razionale e il suo scopo è informare il lettore. Si occupa di fatti sempre nuovi, che ci prendono alla sprovvista. Non a caso, nel mondo anglosassone le notizie vengono definite con un termine neutro: 'news', ovvero novità, fatti nuovi. Il giornalismo deve mettere ordine nel disordine di un fatto o di un accadimento qualsiasi. La scrittura creativa, invece, è spontanea e il suo fine è quello di evocare, arricchire, emozionare. Dopo un periodo di pausa dalla poesia ho ricominciato, fortunatamente: sono due aspetti che, oggi, fanno parte di me, in ogni caso".

Cosa consiglieresti a chi scrive per diletto e volesse pubblicare qualcosa?
"Consiglierei di non abbattersi: nonostante le poesia sia un genere di 'nicchia' e il mercato editoriale sia in crisi, la determinazione e il talento premiano. Inoltre, abbiamo bisogno, in questo Paese, di incoraggiare i giovani a coltivare i propri interessi, invece di invitarli a fuggire".

Dove si può trovare il tuo libro?
"Per ora, il modo più facile e semplice è acquistarlo sul sito di Amazon".

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
"Ho iniziato a scrivere un romanzo semi-autobiografico, per far rivivere, attraverso il mezzo della scrittura, le persone che ho amato e che non ci sono più".

Vuoi lanciare un messaggio?
"Credo che la poesia avvicini i mondi interiori di ciascuno di noi. Abbiamo tanto bisogno della poesia, in un mondo con mille problemi da risolvere. Io credo che la poesia possa, nel suo piccolo, aiutare anche l'anima di ogni individuo, poiché catartica. Consiglio a tutti di coltivarla, per scoprire una parte di noi spesso recondita".


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Cristina - Milano - Mail - mercoledi 26 luglio 2017 15.13
Che brava!
Rimez - Napoli/Italia - Mail - domenica 23 luglio 2017 9.49
Clelia Moscariello Ŕ una persona di grande sensibilitÓ,Ŕ una brava Giornalista sicuramente avrÓ una brillante carriera


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