Giuseppe Orsini

Siamo in piena campagna elettorale. Tra i protagonisti, Walter Veltroni finge di ignorare che a gennaio 2006 aveva promesso di ritirarsi in Africa. Walter Veltroni finge inoltre di ignorare quanto promesso e fatto, purtroppo, dal governo Prodi, inconcludente, rissoso, pletorico e costoso, che aveva promesso “felicità” e che, invece, ha portato aumento di 'munnezza', tasse, rialzo dei prezzi e diminuzione della produzione industriale (-6,5%, dato Istat). Dulcis in fundo: un bambino su quattro è a rischio povertà. Veltroni, segretario del Partito democratico, finge di ignorare che Romano Prodi è anche il Presidente del Pd e che, nel suo governo – tuttora in carica – ci sono settanta aderenti a quel partito, tra cui: Massimo D’Alema (Esteri), Francesco Rutelli (Cultura), Livia Turco (Sanità), Rosy Bindi (Famiglia), Arturo Parisi (Difesa), Vincenzo Visco (Finanze), Giuliano Amato (Interni). Meritano una citazione particolare Anna Finocchiaro, candidata governatore in Sicilia e Francesco Rutelli, candidato sindaco di Roma (“arieccolo”), che dovrebbe sostituire il suo sostituto. Insomma, tutti intercambiabili, quelli del Pd. Dimenticavo. Fiocchiamo sarà ricandidata al Senato. Rutelli sarà ricandidato alla Camera (capolista in Umbria?), con ottimi paracadute. Non si sa mai. Sono gli emblemi della ‘casta’, i sistemati a vita. E’ il “nuovo” al potere. Tutti insieme. Appassionatamente. Naturalmente, nessuno di loro è responsabile di quanto accaduto dal 1970 al 2008. Loro – i “Democratici” - c’erano, ma non sapevano, non sentivano, non vedevano. Semplicemente “condividevano”. E Di Pietro salvò tutti: Pci e sinistra Dc. Oggi sono, tutti insieme, nel Pd: Amato, Carra, D’Alema, Di Pietro, Jervolino, Scalfaro. Che strano! Molti sono stati protagonisti del ’68 e del ’77, periodi tragici quanto mai. Ricordiamo solo Luigi Calabresi e Walter Tobagi, uccisi a Milano il 17 maggio 1972 ed il 28 maggio 1980. Il terrore stalinista, la Rivoluzione ungherese del 1956, il muro di Berlino ed altro hanno fatto cadere il sostegno alle idee del comunismo nelle nazioni occidentali. Anche in Italia. Ma solo pochi dei nostri comunisti si sono ravveduti: Massimo Caprara (segretario di Palmiro Togliatti), Pietro Nenni (che restituì il Premio Stalin), il gruppo del Manifesto, Ferdinando Adornato, Giuliano Ferrara. Perché così pochi? Cito una lodevole iniziativa di Veltroni, a ‘senso unico’, purtroppo. Ogni anno, da sindaco di Roma ha organizzato la visita del lager nazista di Mauthausen - Gusen, liberato il 5 maggio 1945 dal 41° Squadrone dell'11^ Divisione Usa. Perché Veltroni non ha mai portato gli studenti a visitare anche un “gulag” comunista? Perché ha rimosso le tragedie comuniste? Del suo programma e dell’esito delle elezioni non mi occupo. Constato solo che non prende le distanze. Non sa. Non ricorda. Non c’entra. Ma la Storia è Storia.


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