
La moda italiana dalle tradizioni alla natura: la stilista botanica ci racconta, in questa intervista, il suo lungo percorso di lavoro e il suo approdo etico e spirituale alla Biofilia
In un tempo in cui anche la moda corre veloce, Eleonora Riccio sceglie la via della lentezza della ricerca e del gesto artigiano. Stilista appassionata di botanica, ha costruito un percorso creativo in cui l’abito non è soltanto 'forma', ma racconto, memoria e relazione – quasi simbiotica – con l’ambiente. Le sue collezioni nascono dall’incontro tra eleganza, recupero delle radici e sperimentazione botanica. Stoffe naturali e pigmenti estratti da piante, fiori, bacche, radici e scarti agricoli diventano strumenti di creazione, trasformandosi in colore, identità e sperimentazione tessile. Figlia di un’artigiana, Eleonora Riccio porta nella moda una sensibilità profonda per il fatto a mano, per il dettaglio e per la tradizione. Dopo esperienze con realtà affermate della moda internazionale, ha scelto di dare vita al proprio 'brand' fondando un linguaggio personale, che unisce sartorialità, sostenibilità e femminilità. Le sue creazioni spaziano dal prêt-à-porter all’alta moda, con capi pensati per donne diverse, da valorizzare nelle loro linee con naturalezza. La sua moda non impone una forma, ma accompagna il corpo, restituendo alla bellezza una dimensione autentica, poetica e consapevole. Tra i progetti più recenti, s'inserisce anche 'Xenia: petali di poesia' di Elena Rossi, progetto letterario, artistico e solidale a cura di Armando Curcio Editore, nato per sostenere l’oncologia pediatrica. In questa occasione, Eleonora Riccio ha messo a disposizione alcuni capi per vestire l’autrice e non solo, conferendo colore e immagine alla poesia alimentando la catena d’amore per i più piccoli affetti da patologie oncologiche. Abbiamo incontrato Eleonora Riccio per farci raccontare la sua storia, il suo rapporto con la natura, le sfide dell’imprenditoria creativa e il valore poetico della sua arte.


Si sta ormai delineando l'ennesima riforma della legge elettorale: un ammennicolo inutile per la collettività, come tutte le altre precedenti. Il Partito democratico spara a 'palle incatenate' soprattutto contro l'indicazione del premier sulla scheda, che considera una forma di premierato mascherato e contro il premio di maggioranza del 55%, che dice essere uno strumento contro la democrazia a danno delle minoranze. Osservazioni entrambe condivisibili, ma il Pd non può permettersi di sostenerle. Non può permetterselo, perché la tanto deprecata indicazione del premier sulla scheda era nel programma elettorale del 1996 di Romano Prodi e perché in Toscana, il Pd governa, anzi 'regna' tranquillo, con una legge elettorale che gli ha consegnato un premio di maggioranza del 60%. Come scriveva Eugenio Scalfari: "La coerenza è la qualità degli imbecilli".


Contrariamente alle ultime notizie, che parlavano di una fusione tra i due colossi della moda, Coin e Mango, il 'retail' italiano sta assistendo a un’operazione strategica, prevalentemente di natura immobiliare e gestionale. Quindi, nessun assorbimento societario: il gruppo Coin sta definendo la propria disposizione sul territorio, mentre il marchio spagnolo Mango sta approfittando della fase di riorganizzazione per espandere la propria rete di vendita nei centri storici italiani. Ecco, in estrema sintesi, la strategia di Coin: ridimensionamento e piano di risanamento. Per far fronte ai debiti e ai costi di gestione ormai non più sostenibili delle grandi superfici, Coin spa ha iniziato da mesi un percorso di ristrutturazione finanziaria della crisi.




Il conflitto tra Usa e Iran, riaccesosi dopo la flebile tregua siglata nel mese di giugno in Svizzera, fa nuovamente sprofondare il mondo nell’incertezza a causa delle inevitabili conseguenze legate soprattutto al controllo dello stretto di Hormuz, attraverso strategiche aperture e passaggi marittimi centellinati. Se il danno di risonanza è notevole, a livello globale, non è da meno quello registrato dai Paesi confinanti alla 'zona di fuoco' del conflitto, che confermano il trend negativo relativo al turismo nelle maggiori città degli Emirati Arabi Uniti. A farne le spese è, principalmente, Dubai, che tenta di contenere l’emorragia turistica che ha già colpito 80 mila prenotazioni nei mesi estivi subito dopo i primi attacchi dello scorso febbraio. Gli hotel hanno ridotto i ricavi del 50% e alcune strutture ricettive hanno addirittura applicato sconti del 45% sui prezzi di listino per evitare la chiusura. L’importanza rivestita dal settore turistico della città, che costituisce 1/10 del Pil, ha costretto i funzionari a correre ai ripari attraverso una curiosa 'trovata', che schiera in prima linea gli stessi cittadini di Dubai: i residenti che riusciranno a invitare amici o parenti a scopo turistico nella città emiratina potranno ricevere un voucher di 3 mila dirham (all’incirca 700 euro, ndr) spendibile in attrazioni culturali, ricreative ed enogastronomiche nella stessa città. Ogni residente disporrà di 3 inviti per un massimo di 5 persone per volta, che potranno essere eligibili soltanto per un viaggio.

Lo scorso febbraio, a Roma, un boato ha spaventato residenti, passanti e clienti di un locale in zona Montesacro-Città Giardino, tra viale Tirreno e via Nomentana. All'improvviso, un muro di contenimento ha ceduto ed è franato addosso al dehors di un ristorantte in zona piazza Sempione. Tanta la paura tra i clienti e il personale, prontamente usciti dalla parte opposta del locale. Fortunatamente, non ci sono stati feriti, né tra loro, né tra i passanti all'esterno, poiché al momento della caduta del muro non vi era nessuno in quella zona del marciapiede. Già pochi giorni prima, facendo seguito ad alcune segnalazioni che riportavano la caduta di alcune pietre dalla stessa parete, verosimilmente a causa del maltempo di quei giorni, vi era stato un sopralluogo da parte delle autorità competenti (soprattutto, Polizia locale) ed era stato interdetto al passaggio una parte del marciapiede sottostante. Sia come sia, dopo la frana di metà febbraio sono nuovamente intervenuti: la Polizia di Roma Capitale, per aiutare la viabilità stradale e pedonale e per le relative operazioni di messa in sicurezza della zona; l'assessore ai Lavori pubblici del III Municipio di Roma, insieme al presidente della medesima circoscrizione. I Vigili del fuoco del distaccamento Nomentano, con la squadra 6A, insieme al capoturno provinciale, hanno messo in sicurezza tutta l'area, delimitandola e chiudendo una parte della strada per le operazioni di contenimento e di verifica, che si sono rese necessarie. Dopo essersi assicurati di non avere problemi con gli impianti del gas, ovviamente verificati, ci si è occupati dei 'funghi' che riscaldavano gli ambienti di ristorazione del locale sottostante, dotati di bombole.

Anche l’Emilia-Romagna ha approvato una legge sul suicidio medicalmente assistito. Si tratta della terza regione in Italia, dopo Toscana e Sardegna, a disciplinare le procedure per dare attuazione ai principi fissati dalla Corte costituzionale. Una notizia importante, ingiustamente oscurata dal un governo nazionale che insegue la cronaca o il fatto singolo, oggettivizzando fattispecie soggettive o puramente aneddotiche. Un parlamento letteralmente paralizzato, che scambia la stabilità per immobilismo ideologico, filtrando inezie. Sia come sia, obiettivo della norma emiliano-romagnola è quello di garantire procedure uniformi, tempi compatibili con le condizioni cliniche del paziente e pari accesso su tutto il territorio regionale. Inoltre, il provvedimento istituisce una Commissione di valutazione multidisciplinare, la CoVam, chiamata a verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla giurisprudenza costituzionale. La commissione si avvarrà del parere, non vincolante, del Comitato regionale per l'etica clinica. Infine, la procedura sarà gratuita e dovrà assicurare che al paziente siano state illustrate tutte le alternative terapeutiche, comprese le cure palliative.