
Dal 29 maggio scorso è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica 'Limerence/Self-Love': un 'featuring' prodotto per Pluma dischi che ha sancito la collaborazione tra gli Archivio Futuro e la cantante-producer
Dopo aver inaugurato la loro sinergia artistica, la band degli Archivio Futuro e la cantante-producer, Francesca Palamidessi, hanno deciso di dare vita a un progetto completo e strutturato, composto da due brani antitetici, sia sul piano tematico, sia in quello puramente musicale. La genesi dei pezzi riflette uno scambio creativo speculare: 'Limerence' è nata da una base strumentale degli Archivio Futuro poi affidata alla voce e alla sensibilità della Palamidessi, mentre per 'Self-Love' il processo creativo è stato l'esatto contrario. Ad accompagnare l'uscita c'è anche un videoclip ufficiale, interamente ideato dagli stessi artisti. Tutto il lavoro si sviluppa sul concetto di contrasto: luce contro ombra, interno contro esterno, morbidezza e dolcezza contrapposte a dinamismo ed esplosività. Le due tracce esplorano, infatti, il tema del rapporto con ciò che ci circonda: se, nel primo brano, il racconto si focalizza verso l'esterno, attraverso la lente di un'ossessione sentimentale, nel secondo lo sguardo si volge intimamente verso l'interno, celebrando l'autoaffermazione. Anche la produzione ribadisce l'identità e la specificità dei due progetti musicali, da sempre votati alla commistione tra strumenti acustici ed elettronica. Il risultato è una scrittura non convenzionale, che sfiora il 'pop', ma si spinge ben oltre, guardando a molteplici panorami sonori e abbracciando a pieno un’idea di pura ibridazione. Ecco, dunque, il videoclip ufficiale di questo 'feat' (cliccare QUI) e un’intervista gentilmente rilasciataci da Francesca Palamidessi a coronamento del 'featuring'.


Ci dicono che dietro lo pseudonimo Elisabettapep, che ha pubblicato un velenoso, anzi offensivo post contro i fiorentini che svolgono attività di locazioni turistiche, si nasconda Elisabetta Fabri, presidente e ad di 'Starhotel'. Se ciò fosse vero, sarebbe sconcertante dover rilevare come una manager di tale levatura, invece di mettere a frutto comune le proprie conoscenze, interviene nel dibattito con un ruolo di mestatore, anzi da 'untore'. A noi, invece, piacerebbe avere oneste informazioni su una cosa concreta e d’interesse pubblico. L'intervento edilizio del terribile 'Cubo Nero', per l'appunto riferibile a 'Starhotel', era iniziato come edilizia per abitazioni private: 157 alloggi che avrebbero fatto molto comodo ai fiorentini e che, alla fine della fiera, sono diventati appartamenti per locazione turistica i quali, si dice essere già troppo numerosi. Ora, la domanda è questa: quando, come, dove e perché si è realizzata questa metamorfosi? Ma soprattutto, quale interesse pubblico e quale interesse privato hanno indotto questa modifica? Grazie, presidente e amministratore Elisabettapep


La direzione Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia ha approvato in questi giorni i criteri del bando 'Tertium', che rappresenta una straordinaria opportunità per le piccole e medie imprese lombarde. Il bando 'Tertium', infatti, attraverso il sostegno agli investimenti delle Pmi in asset materiali e immateriali che possano favorire il rafforzamento della flessibilità produttivo-organizzativa delle Pmi e il potenziamento della relativa resilienza agli shock endogeni ed esogeni, si rivolge alle aziende del comparto tessile, moda e accessorio, accompagnandole nell’affrontare le sfide di settore proprie del particolare momento storico. La misura sostiene progetti di sviluppo e di crescita strategica, anche attraverso il consolidamento della posizione sul mercato, la diversificazione e/o il lancio di nuovi prodotti o marchi, nonché a progetti volti a favorire la transizione ecologica e digitale, con impatto anche in termini di responsabilità e sostenibilità tecnologico-produttiva.




Supergirl di Craig Gillespie è un film che ci ha lasciati alquanto perplessi. A parte il fatto che eravamo abituati a considerare Wonder Woman come legittima controparte di Superman, questo film non fa altro che riadattare, anche piuttosto male, la miniserie a fumetti 'Woman of tomorrow' di Tom King, vero creatore di Supergirl in quanto cugina di Superman. E già questa cosa segnala, di per sé, una doppia circostanza: la mancanza di idee del cinema americano e la tendenza a rinunciare alla ricchezza visiva di altre 'space opera', ripiegando su ambientazioni spaziali desolate o desertiche. Un chiaro sintomo di una pellicola girata di fretta, pur di sfruttare, per fini puramente commerciali, uno 'straccio' di spunto. C’è di buono che l’interpretazione del personaggio principale da parte di Milly Alcock sia abbastanza profonda e tormentata, nonostante una sceneggiatura debole e la forte somiglianza strutturale con alcuni capitoli de 'I guardiani della galassia', privi però del tocco 'unico' di James Gunn. Insomma, il pubblico al 'box office' sta apprezzando relativamente quest’ennesima 'americanata': figuriamoci la critica quali e quanti 'sacramenti' stia vergando.

Lo scorso 4 giugno, con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge-delega per il ritorno all’energia nucleare in Italia. Ora, il testo passerà all’esame del Senato della Repubblica. Il quadro normativo non solo punta a reintrodurre l’energia atomica in Italia tramite piccoli reattori modulari (Smr), ma affronta anche il tema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, i criteri per la scelta della localizzazione dei nuovi impianti e lo sviluppo di nuove tecnologie di fusione. Prevede anche l’istituzione di un’Autorità indipendente dedicata alla sicurezza nucleare. Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità, per gli enti locali, di manifestare volontariamente la propria disponibilità a ospitare i nuovi siti elettronucleari. Questa decisione mira a ridurre gli attriti tra amministrazioni centrali e territori, dando la possibilità ai comuni interessati di candidarsi direttamente alla partecipazione ai progetti.

Kent non è solamente uno spettacolo teatrale: è un 'secret show' con formula 'speakeasy' ambientato tra le famose terrazze di Roma. Si accede tramite parola d’ordine - comunicata solo il giorno dell’evento - intorno alle 19.30, si prende un aperitivo e, alle 20.45, inizia lo spettacolo. Si tratta di un’idea nata nell'estate del 2016, quando venne inaugurata la prima stagione di una sorta di 'terrazzi tour'. Nella messa in scena, Pietro (Matteo Quinzi) si ritrova all’ultimo piano di un palazzo con l’intenzione di gettarsi nel vuoto. Ma proprio nel momento in cui sta per compiere l’estremo gesto, compare un giornalista (Valerio Di Benedetto) in preda a un attacco di panico. Il soggetto di questo lavoro si sviluppa esattamente da qui: due uomini in crisi che si incontrano casualmente e che cercano di sorreggersi l’uno con l’altro. Una commedia rapida, che racconta gli inganni della morale tramite un omaggio a Superman: l’eroe per eccellenzia del superomismo americano, ormai giunto al tramonto. Il testo è di Marco Andreoli per la regia di Cristiana Vaccaro e rappresenta un tentativo di portare il teatro fuori dai teatri: “Sui tetti di Roma”, secondo qualcuno. O forse, un passaparola sussurrato tra amici che è diventato un appuntamento fisso nella sempre più calda estate romana. Un’idea originale, per passare una serata diversa, curata con precisione e attenzione tecnica, granzie alle musice di Stefano Switala e al 'progetto-luci' di Luca Carnevale. Una messa in discussione di quel superomismo trascendente, incapace di vedere il male che si trova di fronte. Un copione eccellente, in tempi di culto della personalità e di 'uomini forti' ai quali delegare il risolvimento di ogni problema. Pur di non assumere alcuna responsabilità. Perché tanto è sempre colpa di qualcun altro.