
Nei giorni in cui si svolgeva la XXXVIII edizione del Salone del libro di Torino, presso il complesso Lingotto Fiere, abbiamo incontrato vari scrittori, tra i quali il romanziere Sacha Naspini, autore di numerosi racconti e romanzi: 'Le case del malcontento' (edizioni e/o - 2018), vincitore del Premio Città di Lugano e Città di Cave, nonché finalista al Premio Città di Rieti; ‘Ossigeno’ (edizioni e/o - 2019), vincitore del Premio Pinocchio Sherlock-Città di Collodi e 'Diventare bestia' (sempre per le edizioni e/o - 2026) ultima uscita in ordine cronologico, ma non per importanza. Abbiamo, dunque, colto l’ccasione per rivolgergli alcune domande.
Sacha Naspini, le sue opere, come 'Le case del malcontento', narrano spesso delle parti più intime e inimmaginabili degli esseri umani. Segreti di uomini, donne e ragazzi che portano un ‘peso’ dentro: dolore, insoddisfazioni, paura, violenza, vergogna, rabbia, sentimenti repressi. Secondo lei, l’umanità non è più capace di essere felice?
“Oggi le persone vogliono 'essere viste', considerate, ascoltate, sentirsi parte importante di qualcosa. Chi soffre per queste mancanze, s’intristisce. In un mondo frenetico, dove conta solamente apparire, è difficile trovare il ‘mindset’ giusto: forse, ‘verbalizzare’ certi temi è complicato, ma invitare le persone a parlarne potrebbe essere un modo per liberarsi e tornare a sentirsi meglio”.
Nei suoi romanzi torna di frequente il tema, a lei caro, dell’adolescenza: ma com’è stata la sua?
“L’adolescenza è un 'mostro' con tante teste, che mi richiama. Ho 49 anni, ma mi sento ancora oggi connesso a quel mondo. L’adolescenza è una rivoluzione interna - sentimenti, emozioni, desideri, sogni - ed esterna: il tuo corpo che cambia”.


Quindi, Marco Travaglio, che in tutti questi anni con il 'Fatto Quotidiano' ha avuto successo e notorietà facendo il procuratore delle Procure, vuol denunciare per 'falso' la Procura alla Procura. Siamo all’apoteosi finale de 'La fattoria degli animali' di George Orwell.


Importante svolta per Coin. La storica catena italiana di fashion store ha annunciato ufficialmente una partnership di lungo termine con il gigante della moda Mango. L’operazione, sancisce l’evoluzione del gruppo italiano verso il modello 'Brand Platform'.




La sera di sabato 13 giugno, nell’ambito della rassegna artistica e culturale 'Lungo il Tevere Roma: un fiume di cultura', il Salotto Tevere ha accolto la presentazione di 'Xenia: petali di poesia', progetto poetico di Elena Rossi pubblicato da Armando Curcio Editore e dedicato alla memoria del padre dell’autrice. L’incontro ha visto dialogare poesia, arte, recitazione e moda inclusiva nel segno della solidarietà. 'Xenia' nasce da un’esperienza personale e familiare, trasformando memoria, dolore e amore in un messaggio di speranza rivolto alla collettività e a sostegno dell’oncologia pediatrica. Ad aprire la serata è stato Fabrizio Pacifici. Il confronto, moderato da Elena Rossi, insieme alla conduttrice televisiva Virginia Conti, è stato accompagnato dalle letture dell’attrice Nicoletta Della Corte e dagli interventi di Volha Marozava, presidente di 'Donne for Peace' e fondatrice del brand ‘Giove’ e della stilista, Eleonora Riccio. Sono intervenuti anche Mattia Di Tommaso, presidente di 'Idea Europa', l’attrice Daniela Poggi, l’artista e performer Kyrahm, esponente di 'Human Installations' e le creative rifugiate ucraine del brand 'Giove', che hanno raccontato come l’arte possa diventare strumento di rinascita, integrazione e sviluppo femminile. Ampio spazio è stato dedicato all’esposizione di 'Giove', con gioielli artigianali e creazioni tessili ispirati al coraggio e alla volontà di ricominciare delle donne provenienti da zone di guerra.

Spiace che l’ex generale dell’Esercito italiano, Roberto Vannacci, definisca come “destra autentica” il proprio idealismo estremista e inattuale. Come nel noto episodio biblico, l’ambizione personale lo porta a costruire una sorta di Torre di Babele, la cui cima dovrebbe toccare il cielo al fine di omologare ogni ideale di identità nazionale: un concetto che non può essere banalizzato attraverso una serie di slogan puramente propagandistici e che, al contrario, si compone di una media ponderata tra diversi elementi e fattori. Quella di Roberto Vannacci è solamente una superbia ridicola e qualunquista, tesa a confondere i linguaggi, al fine di rendere le destre incapaci di comprendersi tra loro e ad abbandonare il 'cantiere' di una nuova forza conservatrice, efficacemente responsabile dei destini del Paese o della "Nazione", se si preferisce. Sebbene sia un mito antico, l’episodio della Torre di Babele si collega direttamente a quell’infantilismo politico che caratterizza tutti gli assolutismi e gli estremismi politici e che si può sintetizzare nelle seguenti peculiarità: a) delirio di onnipotenza: come i costruttori della Torre di Babele, le destre inseguono un progetto utopico e perfetto, ignorando i limiti della realtà.

C'è un deserto che sembra infinito. Un cavallo bianco che avanza nel silenzio e un uomo che attraversa paesaggi sospesi tra sogno e realtà, alla ricerca di qualcosa che non appartiene al mondo visibile. E’ da questa suggestione che prende forma 'Sistema Nervoso Centrale Profondo', il nuovo singolo di Fulvio Spagnolo, disponibile dallo scorso 12 giugno su tutte le piattaforme digitali e su YouTube. Più che una semplice canzone, il nuovo lavoro dell'artista si presenta come un racconto in movimento: un'opera capace di fondere musica, cinema e immaginario videoludico in una narrazione che invita ad attraversare i confini della coscienza. Un percorso in cui il rock diventa il battito di un'esplorazione interiore e ogni immagine sembra custodire un simbolo da decifrare. Fulvio Spagnolo continua così un cammino artistico personale e riconoscibile, forte di un progetto che nel 2026 ha già superato i quaranta milioni di visualizzazioni su YouTube, conquistando spettatori provenienti da ogni parte del mondo grazie a un linguaggio capace di unire suono, racconto e visione.