Giuseppe LorinL’Italia è un Paese mediamente mediocre: inutile farsi ulteriori illusioni, dopo le polemiche di questi giorni. Ed è strano dover ricordare i nostri partigiani e i nostri caduti di tutte le guerre, i quali hanno sacrificato la loro vita per una nazione che cade regolarmente in preda alle dissociazioni, a vere e proprie crisi regressive. Abbiamo qualità eccelse, a fianco di difetti orribili. E calcolare una media ponderata tra questi due eccessi è poco fruttuoso, poiché renderebbe pienamente l’idea del nostro scarso equilibrio, delle nostre periodiche crisi d’identità. L’Italia è risorta, come Stato unitario, nel medesimo periodo storico della Germania, riunificata dal militarismo prussiano. Ma noi non abbiamo mai avuto né la forza morale, né la compattezza sociale dei tedeschi. 160 anni di vita sono pochi per una nazione. Eppure, a loro son bastati per maturare come popolo, pur avendo vissuto l’ipnosi ‘hitleriana’ che, molto probabilmente, non sarebbe neanche capitata se la Germania non fosse stata letteralmente umiliata, alla fine della prima guerra mondiale. E se non vi fosse stata la grande crisi di Wall Street del 1929, anche se quest’ultima appare una giustificazione relativa, perché quando avvenne quel ‘tonfo’ incredibile e quella lunga depressione, l’Italia si era già trasformata in un regime da circa 7 anni. O per lo meno da 4, se non vogliamo calcolare i primi governi di coalizione dopo la marcia su Roma. Siamo stati noi a suggerire a Hitler come si instaura una dittatura militare. Siamo stati noi a inventarci lo Stato totalitario. Dopodiché, da ispiratori che eravamo, ci siamo adattati al ruolo di manutengoli del ‘mostro’, forse illudendoci di poterlo controllare come nel romanzo di Mary Shelley, intitolato ‘Frankenstein o il moderno Prometeo’. Il processo di creazione del ‘mostro’ è la rappresentazione stessa delle nostre paure. E chi utilizza la paura per finalità demagogiche, non si sa mai dove voglia andare a parare. Dopo la liberazione del 25 aprile 1945, ci siamo illusi di aver compreso la lezione. E che i disastri, militari e politici, del fascismo fossero alle nostre spalle. Ma così non è stato: i lunghi decenni di democrazia ‘bloccata’ furono il risultato di un Paese condizionato dalla guerra fredda. Dopodiché, con la caduta del muro di Berlino, ci siamo nuovamente illusi che l’epoca della grande paura fosse finita. Ma il nostro vizio di generare ‘mostri’ e un’atavica mentalità perennemente in malafede, ci hanno condotti nuovamente alla regressione, con una classe politica fragile e infingarda, incapace di risolvere qualsiasi problema, che scambia molte questioni per ideologie o si rifugia nei complottismi più negazionisti. Gli ottimisti osservano – o probabilmente ipotizzano - cicli temporali meno lunghi in questi nostri ‘sbandamenti’ da un eccesso all’altro, che in qualche modo stanno relativizzando queste nostre regressioni: può anche darsi che sia cosi. Tuttavia, la nostra mentalità resta quella di una continua deresponsabilizzazione individuale, di una costante colpevolizzazione degli altri, di una ostinata ricerca del nemico esterno, del ‘mostro’ in estrema sintesi, che è sempre lì a condizionarci. Perché anche di ‘Frankenstein’, il romanzo che Mary Shelley scrisse nel 1817 a soli 19 anni, non abbiamo mai capito niente: i veri ‘mostri’ siamo noi. Siamo noi, che vorremmo abbattere gli orsi; siamo noi che diventiamo complottisti o negazionisti, anziché affrontare con coraggio i nostri problemi; siamo noi che lasciamo capitare le nostre disgrazie senza fare nulla, quanto meno per contenerle. Senza mai alzare lo sguardo e senza un minimo di lungimiranza. Senza riuscire ad affrontare le nostre dissociazioni e i nostri problemi nei confronti del falso ‘mostro’: quello della diversità.





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Renato Delfiol - Fitrenze/Italia - Mail - domenica 23 aprile 2023 16.49
Analisi direi perfetta da condividere completamente. Peccato il siuto non abbia la predisposizione, perché la condividerei volentieri sui miei social.
Carlo Cadorna - Frascati - Italia - Mail - domenica 23 aprile 2023 12.52
Analisi profonda e condivisibile!!! Complimenti.


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