Giuseppe Lorin“E’ un grande supplizio/quel dover recitare una vita/che non mi appartiene”, scrive il poeta Marco Nica nella sua nuova raccolta, ‘Alter Ego’, autopubblicata con Amazon. A volte, ci si trova nella condizione di vivere una quotidianità che si fatica a riconoscere: vorremmo fare altro, seguire le nostre passioni, sentirci meno vincolati a un ruolo professionale in cui ci troviamo per necessità di sopravvivenza. Così scatta l’esigenza di evadere, trovare una via di fuga che consenta un’illusoria e ipotetica libertà. Ma fino a che punto si è liberi davvero? La scrittura è per molti un’àncora di salvezza: una valvola di sfogo che trasporta l’anima fuori da una routine stressante e troppo impegnativa. Nell’introduzione al libro l’autore spiega la presenza, in lui, di due anime: la prima, dedita alla continua ricerca di certezze attraverso il lavoro; la seconda, libera di cogliere la vera essenza della vita. Questa dualità interiore emerge in ogni lirica: sembra quasi di trovarsi a condividere una lunga confessione in versi, come fosse il monologo ad alta voce di uomo che si guarda allo specchio. A quanti sarà capitato di sentirsi inadatti nella propria identità, nei comportamenti, nei legami con gli altri? Ma Nica ha uno strumento potentissimo a cui affidare le sue inquietudini: la poesia. Così emergono amori di una sola stagione, ricordi di emozioni trascorse, memorie di civiltà perdute, cicatrici, ma anche nuovi orizzonti. In particolare, l’amore diventa “eterea visione/che riluce nei rimpianti”: una forza che allevia la pesantezza di certi giorni, apparentemente tutti uguali. Lo stile evidenzia una poetica molto intima, evocativa, che indaga in profondità. Il linguaggio si nutre di parole semplici, alla portata del lettore: non ci sono chiusure ermetiche o costruzioni complesse da decodificare. Al contrario, Nica veste i nobili panni di un ‘giullare’, fiero di indossare un cappello e di avere delle battute sulla punta della lingua da fare. “L’unica cura è il sorriso”, dice. E già il fatto che ne sia consapevole, indica la volontà di superare i momenti cupi che l’esistenza presenta inaspettatamente. Siamo tutti alla ricerca della felicità: a volte, l’equilibrio si trova a un passo da noi; altre volte dobbiamo faticare per ritrovarlo. Chissà che non sia proprio la poesia quella ‘favola a lieto fine’ che può aiutarci a sognare. Il copione, a volte può essere stravolto: sta a noi scegliere quale lato illuminare.

Alter Ego
di Marco Nica,
Amazon
Pagg. 57, 5.00 €

L’autore
Marco Nica è nato a Roma nel 1973. Il suo ‘Yin’ lo vede impiegato nel reparto informatico di un’azienda farmaceutica, mentre il suo ‘Yang’ da trent’anni lo rende scrittore, poeta, attore e regista teatrale. Molti i lavori teatrali portati in scena dal 1991, proponendo autori come Eduardo e Peppino De Filippo, Dario Fo, Carlo Goldoni e Aldo De Benedetti. Per il cinema ha ideato, scritto e interpretato come attore il lungometraggio ‘C’era una volta Rugantino’. Ha pubblicato romani e raccolte di poesia. Numerosi i premi letterari conseguiti in concorsi nazionali e internazionali.





Lascia il tuo commento

Nessun commento presente in archivio