Vittorio Lussana

Intervista alla scrittrice, giornalista e saggista di nuovo in libreria con i suoi ‘Appunti femministi’, editi da Bordeaux

In un tempo in cui la produzione teorica rischia spesso di separarsi dall’urgenza del reale, il lavoro di Eleonora de Nardis Giansante si colloca in una zona di attraversamento: tra militanza e riflessione; tra analisi sociologica e scrittura giornalistica; tra esperienza vissuta e costruzione critica del sapere. Il volume che raccoglie i suoi scritti non è soltanto un’antologia, ma un dispositivo di lettura del tempo. La scelta dell’ordine cronologico non risponde a una logica archivistica, bensì a una precisa intenzione politica: rendere visibile la storicità del pensiero, le sue fratture, i suoi ritorni, le sue trasformazioni. Ne emerge una mappa stratificata, in cui il femminismo si configura come pratica viva, mai pacificata, attraversata da tensioni e continuamente ridefinita alla luce dei mutamenti materiali e simbolici. Al centro, un’intersezionalità intesa non come formula teorica, ma come metodo situato, capace di mettere in relazione genere, classe, razza, lavoro e potere. E ancora: una postura riflessiva che assume l’autocritica come elemento costitutivo della militanza, sottraendola tanto alla rigidità dogmatica, quanto alla neutralizzazione accademica. In questa conversazione, Eleonora de Nardis Giansante torna sui nodi fondamentali del suo lavoro: il rapporto tra tempo e scrittura, il senso politico dell’autocritica, il legame tra femminismo e lotta di classe e la responsabilità — tutt’altro che pacificata — di consegnare un pensiero alle generazioni future. Nel suo rifiuto di ogni chiusura sistematica, questo lavoro di Eleonora de Nardis Giansante si offre, perciò, come attraversamento, più che come approdo: un invito a pensare il femminismo non come identità stabilizzata, ma come pratica critica in movimento. Un pensiero che accetta di esporsi al tempo e, proprio per questo, di restare vivo.

 


AFORISMI FIORENTINI
Manca sempre
la 'pars construens'

Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

Alessandro Di Battista, insieme agli amici della sua associazione, sta raccogliendo le firme per un referendum abrogativo della legge che finanzia i giornali. L'argomento questa volta è serio. Gira in rete un video nel quale Di Battista dice: “Aboliamo questa legge, poi potremo pensare a come sostenere l'editoria”. No, caro: così non ti seguiamo più. Così, abbiamo fatto per il nucleare: l'abbiamo abolito prima di sapere come sostituirlo. E lo stiamo ancora pagando. Così, avrebbe fatto Di Battista anche con il gasdotto di Melendugno, in Puglia. E se gli avessimo dato retta, la nostra situazione energetica, già ora difficile, sarebbe drammatica. Così, per il finanziamento pubblico dei giornali. L'argomento è serio, ma l'idea sostitutiva ce la devi dire prima. Se ce l'hai.


 


SALUTE
Mente e corpo
sono una cosa sola

Articolo di: Virginia Imbriani

Virginia Imbriani

Scheda allenante, consigli alimentari personalizzati, riposo e tutto l'impegno del mondo. Eppure, non si riesce a ottenere risultati. Analizziamo il ‘pilastro’ nascosto. Si può seguire l’alimentazione perfetta, una scheda scientificamente ineccepibile, gli integratori 'giusti', il sonno ottimizzato e fallire comunque. Il motivo non ha niente a che fare con la forza di volontà. E’ legato a qualcosa che tutti ignorano sistematicamente: lo stato emotivo. Per avere un corpo perfetto si deve: fare la dieta, allenarsi e recuperare dall’allenamento. Purtroppo, non è così: è una falsa verità. Una bugia comoda, che vende 'coaching' e programmi salutisti. Perché manca completamente il 'quarto pilastro'.

 

 


CINEMA
Primo contatto: il nuovo
sogno americano

Articolo di: Maria Chiara D'Apote

Maria Chiara D'Apote

In tempi di files Ufo desecretati (o flies Uap, come vengono definiti oggi), tra i quali alcune memorie di missioni come l'Apollo 11 - in cui si fa riferimento a fonti di luce intensa e di anomalie nello spazio - è bene tornare a vedere 'First man': il film di Damien Chazelle del 2018. Tanto per capire come ragionano gli americani, i quali, dopo aver rieletto per la seconda volta un 'tiranno' come Donald Trump, sono drammaticamente alla ricerca di un nuovo film di fantascienza da realizzare concretamente nella realtà. 'First man' è un buon film, sia chiaro: la nostra non è una stroncatura venata di 'antiamericanismo'. Ma non è nemmeno un caso se questa pellicola abbia vinto solamente un Oscar per gli effetti speciali: è quello il vero 'punto forte' del cinema statunitense. Qui e là, Chazelle ha tentato di inserire una serie di elementi intimisti e psicologici. Come per esempio il fatto che il protagonista della missione, Neil Armstrong/Ryan Goslin, avesse perso la sua bambina di due anni per un tumore maligno complicato da una polmonite, alla quale aveva promesso, durante un picnic domenicale, di portarla insieme a lui sulla Luna. Intorno a questo punto, sono sorte alcune critiche: l’impressione sembra quella di una scelta di sceneggiatura, al fine di connotare, almeno in parte, il freddo astronauta al comando di un’avventura ancora prematura, per la tecnologia del 1969.

 


L'OPINIONE
L’uomo forte porta solo
un mucchio di guai

Articolo di: Vittorio Lussana

Vittorio Lussana

In Italia, a causa di una cattiva, anzi inesistente, cultura dello Stato, prevale tra i cittadini una sorta di storico distacco nei confronti della politica. Il forte astensionismo elettorale nasce da un non riconoscimento, da parte del popolo, nei confronti dell’attuale ceto politico. Il quale, ricordiamolo, dovrebbe 'promanare' dal popolo. Una promanazione impedita da una lunga serie di leggi elettorali, che hanno fortemente limitato l’esercizio del diritto 'attivo' di eleggere i propri rappresentanti. In pratica, sono stati proprio i Partiti politici a darsi la 'zappa sui piedi' da soli, trasformandosi in semplici comitati elettorali, molti dei quali addirittura personalistici, come se vivessimo in una perenne campagna elettorale. Persino gli incarichi di governo sono divenuti funzionali a una continua ricerca di visibilità mediatica, in totale contraddizione con un principio basilare della democrazia: l’esercizio della propaganda non spetta ai governi, bensì ai Partiti. Purtroppo, il prevalere dell’individualismo, della chiusura egoistica e del narcisismo autoreferenziale hanno messo in crisi ogni genere e tipo di sistema associativo. La partecipazione democratica ha assunto caratteristiche assai più vicine al 'tifo' da stadio o alle 'mode' che aggregano tendenze attorno a delle mere futilità. Sono le capacità aggregative, cioè la possibilità di formare gruppi di persone intorno ad alcuni progetti comuni, a essere entrati in crisi. Bisognerebbe, perciò, recuperare un’idea di politica da intendere secondo una 'chiave di lettura' non arcadica e più popolare, poiché non possiamo essere popolo senza riuscire a definire la nostra identità e le nostre radici.


SPORT
Savate: i campionati
italiani di Jesolo

Articolo di: Cristian Cacace

Cristian Cacace

Si è tenuta a Jesolo (Ve), dall’8 al 10 maggio scorso, la più importante kermesse del calendario della boxe francese 'savate', sotto l'egida di FederKombat Fsn Coni. Un appuntamento fondamentale per tutti i 'fighters' e 'savateurs' italiani, che si sono affrontati nelle varie categorie per decretare il campione nazionale. Tutti i finalisti potranno accedere alle selezioni per gli 'azzurrabili 2026', al fine di qualificarsi ai mondiali di Boulogne-sur-Mer, in Francia. I direttori tecnici della nazionale savate assalto senior hanno seguito con interesse i vari incontri, per cercare di individuare nuovi profili importanti per la rappresentativa italiana. La 3 giorni si è svolta partendo con il programma dedicato al peso: tutte le società hanno potuto effettuare la 'pesata' dei loro atleti per essere ammessi nelle varie categorie di appartenenza, mentre nel secondo giorno si è passati agli incontri veri e propri. Con più di 100 iscritti ai campionati italiani, anche quest'anno il trend è stato positivo: grazie alle tante iscrizioni, ci sono stati molti incontri e questo permette un'ottima continuità di risultati. Gli incontri si sono svolti per l'intera giornata della domenica, con l'ultimo incontro della massima categoria, +85, che ha concluso la kermesse delle competizioni.