
Serena Maffia è una regista, autrice e artista poliedrica, che ha fatto della versatilità il suo tratto distintivo. Dalla regia teatrale alla scrittura, dalla pittura alla fotografia, ha sempre saputo sorprendere il pubblico con lavori originali e innovativi. Il suo ultimo progetto, 'Il racconto della canzone italiana – A tempo di Refolo', unisce musica, teatro e improvvisazione, portando in scena quasi due secoli di canzone italiana. Con ‘A tempo di refolo', Serena Maffia conferma una visione del teatro viva e contemporanea, dove musica, racconto e improvvisazione si fondono in un’esperienza che cambia ogni sera. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la genesi di questo divertente spettacolo e la sua visione di arte.
Serena Maffia, com’è nato 'Il racconto della canzone italiana – A tempo di Refolo'? Da dove è scaturita l’idea di questo viaggio musicale e teatrale?
“L’idea nasce dalla collaborazione con il protagonista, Stefano Refolo, musicista appassionato di curiosità legate alla genesi delle canzoni italiane. Insieme abbiamo voluto raccontarli con la musica e il teatro in modo comico, ironico e coinvolgente. Amo creare spettacoli ‘ad hoc’, cuciti su misura per gli artisti con cui lavoro. Ho scritto per Refolo un racconto fatto di aneddoti e curiosità, partendo da ‘Te voglio bene assai’ del 1835, fino ai grandi cantautori contemporanei”.


Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha messo sul mercato il ‘Board of Peace’, un (presunto) comitato mondiale per la pace da lui presieduto e composto da poche regole semplici e chiare: il presidente (cioè lui) è a vita, ha poteri assoluti e nessun controllo. Può partecipare qualunque capo di Stato, democratico, dittatore, non importa: basta versare una quota di ingresso di 1 miliardo di dollari. Ma non erano più divertenti Totò e Nino Taranto nello sketch della vendita della Fontana di Trevi?


Dopo i proclami, i fatti: Donald Trump sta mostrando il 'pugno di ferro' verso l’immigrazione clandestina attraverso l’attuazione di una politica a 'tolleranza zero' non solo verso gli irregolari, ma anche verso i cittadini che risultano essere presenti sul territorio statunitense da più generazioni. La dura repressione è stata affidata all’Ice (Immigration and Customs Enforcement, ndr): un’unità federale deputata al monitoraggio delle frontiere e dei flussi immigratori.




Lo scorso 15 novembre 2025 è avvenuto un incontro di arti arziali miste tra Islam Makhachev, campione russo dei pesi leggeri e Jack Della Maddalena, campione australiano dei pesi welter. Segnaliamo tale confronto perché è stato l’evento principale dell'anno appena trascorso nella categoria Ufc 322. I due lottatori hanno combattuto al Madison Square Garden per decidere se la cintura dei pesi welter sarebbe rimasta alla vita di Jack, oppure sarebbe passata a quella di Islam. Il primo, Jack, difensore del titolo, ha cercato di combattere in piedi per poter essere più pericoloso, ma Islam ha distrutto i suoi piani grazie ai suoi diretti e alle finte al viso, utilizzate per preparare il suo iconico 'double leg'. Il russo Makhachev, attraverso le sue proiezioni, è riuscito, in pratica, a portare lo scontro a terra, dove le sue tecniche di wrestling gli hanno dato un enorme vantaggio. Della Maddalena ha cercato più volte di uscire dallo scontro sul suolo dell’ottagono, ma con poco successo, mentre Makhachev ha tentato in diverse occasioni di sottometterlo, trovando però il campione australiano capace di difendersi. Dal terzo round, Della Maddalena ha cambiato guardia, passando dal mancino all’ortodossa. La mossa si è rivelata svantaggiosa per il difensore del titolo: per Islam è diventato più facile eseguire il 'double leg', poiché la gamba sinistra dell’australiano era più vicina e i suoi calci al corpo colpivano il lato meno protetto dell’avversario.

Dopo sei anni da ‘Tolo Tolo’, il buon Checco Zalone torna a far parlare di sé con un nuovo record di incassi durante le festività natalizie. ‘Buen Camino’, il suo nuovo film uscito nelle sale proprio il giorno di Natale e diretto dal suo regista storico, Gennaro Nunziante, mescola satira sociale e viaggio spirituale senza mai rinunciare a quell'ironia che lo ha reso famoso. Zalone, questa volta, interpreta un ricco milionario produttore di divani pugliesi. La storia racconta della vita del personaggio ricco e viziato, pronto a comprare con i soldi tutto e tutti, mentre invece si ritrova a percorrere, per inseguire figlia adolescente in fuga, il ‘Cammino di Santiago’ nel suo modo assurdo e bizzarro. Il cuore del film è lo scontro tra il narcisismo del protagonista e la semplicità estrema dei pellegrini. Zalone mette in risalto la vita opulenta, regalandoci 'gag' sulla fatica fisica e in merito alle scelte di frugalità. Ma in questa pellicola, il regista ha voluto evidenziare uno Zalone ancora più 'spinto', toccando tutti i temi di oggi: dal rapporto genitoriale alla malattia, dalle Torri Gemelle a Gaza, dall’omofobia alla cristianità. Tuttavia, c’è una maturità nuova: se in passato il suo personaggio era la vittima ignorante della società, oggi si presenta più forte, consapevole e inaspettato.

'Senza tempo' (Horti di Giano) è il primo romanzo di Alma Rouse. Si tratta di un’opera intensa, che intreccia amore, destino e musica in un’unica, indimenticabile melodia letteraria. Sin dal giorno della sua nascita, Dalia è sempre stata una bambina speciale. La sua vita viene attraversata da eventi dolorosi, segreti familiari e prove difficili. Ma dentro di sé, la ragazza ha sempre percepito una verità profonda: è venuta al mondo per uno scopo ben preciso. La sua anima parla il linguaggio degli angeli e i suoi sogni le mostrano cosa sta per accadere, guidandola nell’essere un 'faro' per chi ha bisogno. Segni, simboli e visioni diventano il filo invisibile di una missione: aiutare le persone a non smettere di credere, a non abbandonare la speranza, a inseguire ciò che sembra perduto. Tra le pieghe di un’esistenza vissuta con il cuore in mano, Dalia attraversa l’amore per il figlio, la forza delle amicizie e una connessione spirituale che sfida il tempo e lo spazio: quella con Joran, un violoncellista enigmatico, con cui intraprende uno scambio epistolare in chiave moderna. La loro relazione, apparentemente impossibile, si rivela l’eco di qualcosa di più grande: un legame che affonda le sue radici in vite precedenti. Un romanzo che sprigiona sonorità in molteplici forme, intenso e poetico, ispirato dai sogni reali dell’autrice, che fonde il quotidiano con il mistero, la sofferenza con la bellezza, la musica con il destino.