Giuseppe OrsiniLo scorso 2 novembre 2009, la Corte europea per i Diritti dell'uomo di Strasburgo ha stabilito che l'esposizione del crocifisso in classe “è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione”. Tale sentenza ha fatto esplodere la polemica sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. Per tutti i cristiani, ben oltre un miliardo nel mondo, Cristo – Figlio di Dio e Dio oltre che uomo Egli stesso – ha predicato uguaglianza e fraternità di donne e uomini quando e dove si considerava legale la schiavitù con diritto di vita e di morte del padrone sullo schiavo. Quel crocifisso rappresenta Dio fattosi uomo “obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Paolo Apostolo, Fil. 2, 6-8). Accadeva duemila anni fa, quando la schiavitù era legale nelle legislazioni greca e romana. Dati gli interessi che toccava, Cristo finì in croce perché in quel contesto predicava amore e libertà. Idea stravolgente. Sia concettualmente che economicamente. Dopo di Lui tanti sono morti per la difesa degli stessi principi, come ad esempio Martin Luther King jr. ucciso a Memphis nel 1968.


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Giuseppe Orsini - Ostia Lido - Mail Web Site - venerdi 25 dicembre 2009 18.56
Signor Mauro,
seppur con ritardo (me ne scuso: il Natale e la Famiglia, primo nipotino di quattro mesi e mezzo compreso, prima di tutto . . .) rispondo al suo commento del 22 c.m. Mi limito alla Sua osservazione: in Italia abbiamo il simbolo di una e solo una religione. Beh, si tratta della più diffusa. Ma guardiamo alla vera sostanza delle cose. In Italia a nessuna religione è proibito avere luoghi di culto, dalla Religione Cattolica alle varie Chiese Protestanti, a quella Ebraica, alla Musulmana e via dicendo. Insomma, la libertà di religione (e di Ateismo) c'è per tutti e dappertutto, Roma compresa!
Per contro, certamente Lei è al corrente della assoluta proibizione di libertà di culto nell'Arabia Musulmana. Addirittura nei cimiteri arabi è proibito seppellire chi Musulmano non è. Quando ciò avviene, i resti dello "infedele" di turno devono essere portati fuori Arabia entro sei mesi.
In conclusione, siamo noi, italiani e cattolici gli intolleranti? O i più intolleranti? A me non sembra. Del resto, come potremmo esserlo con l'insegnamento dell'Amore e della Fraternità di Cristo?
GO
P.S. - Spero avrà notato che tutte le religioni le nomino con la iniziale maiuscola. In segno di assoluto rispetto. Per tutte le religioni e per tutti gli uomini. Atei compresi.

Massimo Albertin - Abano Terme - Mail - mercoledi 23 dicembre 2009 14.58
Gentile Lussana,
come non concordare con l'intento di dare voce anche a chi è contrario alla sentenza di Strasburgo.
Ma non si può certo dire che tale voce sia mancata a livello dei media nazionali!
Una voce che definire gridata è un eufemismo: come dimenticare le urla beluine del ministro La Russa alla RAI: "Possono morire (ripetuto quattro volte) loro (i ricorrenti) e quegli organi internazionali che non contano nulla!". O i proclami del sindaco/deputato leghista Bitonci che dopo avere invitato il sindaco di Abano a togliere la cittadinanza ai ricorrenti si è preoccupato di avvertirli che avrebbero trovato cartelli con la scritta WANTED se si fossero recati al paese di cui è sindaco. Parliamo di voci istituzionali, ministri, deputati, sindaci; le stesse che un mese dopo hanno attaccato come "istigatore a delinquere" chi avrebbe alimentato l'odio mediatico da cui, secondo loro, sarebbe scaturito l'attentato a Berlusconi.
Come dire: due pesi e due misure, no?
E comunque il senso del mio intervento voleva essere soprattutto nel sottolineare quanto spesso il crocifisso sia brandito (da cattolici o sedicenti tali) come arma politica più che come simbolo di pace.
Ma non tutti i cattolici fortunatamente si fanno strumentalizzare in questo senso.
Come dimenticare don Milani e la sua scuola. Che era senza crocifissi?
O don Paolo Farinella autore del libro “Crocifisso tra potere e grazia. Dio e la civiltà occidentale” dove l’autore contesta culturalmente e biblicamente i cultori – pseudolaici e credenti atei – del simbolo dell’identità nazionale e si oppone da credente cattolico dal cuore laico alla strumentalizzazione degli atei devoti e dei religiosi atei che vogliono trasformare il Cristianesimo in religione civile o sistema di valori, annullando la sua dimensione universale e aperta a tutte le culture e civiltà?
Per questo ho voluto ribadire la necessità di difendere la correttezza della sentenza (unanime!) di Strasburgo, testimonianza della priorità dei diritti umani ed individuali sulla sopraffazione clericale che in Italia impera quasi senza opposizione.

Cordiali saluti.
Mauro - Italia - Mail - mercoledi 23 dicembre 2009 11.19
Carissimo sig. Lussana, per quel poco che vale, sono pienamente d'accordo con lei.
Le posizioni oltranzistiche non portano da nessuna parte, il dialogo (se vero) porta sempre da qualche parte.
Vittorio Lussana - Roma - Mail - martedi 22 dicembre 2009 19.26
La presente testata ha già espresso in passato le proprio idee al riguardo della sentenza della Corte europea di Strasburgo. Tuttavia, comprendiamo lo stato d'animo di chi è critico rispetto a quella sentenza, accogliendone il pensiero nella sua valenza valoriale e spirituale. In ciò, pur stando noi di laici.it dalla parte di coloro che rispettano nella sua sostanzialità la sentenza di Strasburgo, che rigetta logiche meramente simbolistiche del cattolicesimo, abbiamo ritenuto fecondo ospitare il parere di chi si sente colpito negativamente da quella decisione, soprattutto se esprime le proprie convinzioni con rispetto, equilibrio e buona fede, come nel caso del nostro carissimo amico e collaboratore, Giuseppe Orsini.
VL
Mauro - Italia - Mail - martedi 22 dicembre 2009 18.57
Credo che ognuno possa, specie se gli fa comodo, dare al crocefisso il significato che più gli aggrada. Cionondimeno non si può non considerare il crocefisso come il simbolo della religione cattolica.
Tutto ciò premesso, la presenza di UN simbolo di SOLO UNA delle tante religioni non poteva che essere giudicato discriminatorio da chiunque non sia evidentemente di parte.
Perchè non ci sono gli altri simboli delle altre religioni? E perchè non c'è spazio per chi non crede?
Togliere un simbolo di parte non significa cancellare ciò che rappresenta o il tentativo di farlo;c'è, infatti, una sola via per rispettare tutti e non offendere nessuno, ed è proprio quella di non esporre alcun simbolo. Perchè la scelta della religione è un fatto privato e tale deve rimanere.
Giuseppe Orsini - Ostia Lido - Mail Web Site - martedi 22 dicembre 2009 18.13
Signor Massimo,
rispetto le Sue idee. Ci mancherebbe altro. Come vede, si può essere cattolico praticante e rispettoso del prossimo. Anzi, amorevole, come Cristo ha insegnato.
Circa l'influenza di Cristo nella Storia, è sicuro che - non fosse esistito - ancora oggi la schiavitù non avrebbe continuato ad essere "legale" in Italia ed in Europa? Infatti, come lo era ad Atene ed a Roma al tempo di Cesare Augusto e di Cristo.
Se fossimo ancora io e Lei "padrone" o "schiavo", oppure uno "padrone" ed uno "schiavo"?
Io ringrazio Dio per quanto capitato con la Morte e la Resurrezione di Cristo.
Nel rispetto reciproco.
Credo che con ciò possiamo chiudere, io nel festeggiare Cristo, Luce del mondo e Lei il "sol invictus".
In pace, serenità e salute.
Cordialmente.
GO
Massimo Albertin - Abano Terme - Mail - martedi 22 dicembre 2009 17.3
La ringrazio della risposta che mi permette quindi di esprimere anche la mia opinione al riguardo.
E affermo che sono alquanto deluso da quei cattolici praticanti che, affiancandosi a (ben poco) cattolici politicanti arrembanti, utilizzano il crocifisso come arma impropria per difendere una posizione politica piuttosto cha agire in difesa di una (privata) convinzione religiosa.
Non vedo proprio come una sentenza che vuole far rispettare la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, carta firmata da oltre 40 Stati sovrani (ma non dal Vaticano) possa, come dice lei "estirpare le idee cristiane dall'Europa ".
La Convenzione è nata (con il cattolico De Gasperi fra i fondatori) per difendere le idee, non per combatterle.
Le uniche situazioni che la CEDU vuole "estirpare" sono quelle che portano alla violazione delle libertà individuali. Libertà che in effetti il Vaticano non rispetta. Ma che gli stati laici devono (dovrebbero) invece rispettare per ossequio alle leggi che essi stessi si sono dati.
Leggi civili, non religiose.
Altrimenti si cade nella teocrazia.

Ricambio gli auguri di un buon solstizio d'inverno e della "naturale" e civile festa del "sol invictus".

MA
Giuseppe Orsini - OSTIA LIDO - Mail Web Site - martedi 22 dicembre 2009 15.42
Signiìor Massimo,
personalmente, da cattolico praticante e da cittadino europeo, sono molto critico rispetto alla decisione della Corte di Strasburgo.
Ritengo che voler estirpare le idee cristiane dall'Europa sia quanto meno antistorico.
Come poi veda la cosa LAICI.IT, beh, questo rifuarda il Direttore e la Redazione. Io posso solo ringraziare per l'ospitalità concessami, pur sapendo come la penso.
Con l'Augurio di trascorrere un Santo Natale nella pace, nella serenità ed in salute, cordialmente saluto.
GO
Massimo Albertin - Abano Terme - Mail - martedi 22 dicembre 2009 12.58
Mi perdoni sig. Orsini, ma quello che mi ha spiegato lo avevo già capito.
La mia mancata comprensione era riferita a come lei, attraverso il suo articolo, si pone nei confronti della sentenza di Strasburgo. Da laico (vista la testata giornalistica) come la considera? E perchè?
La sua gentile e pronta spiegazione non mi ha però chiarito quale sia la sua opinione.
Mi perdoni la durezza di comprendonio.
Cordiali saluti.
Giuseppe Orsini - Ostia Lido - Mail Web Site - lunedi 21 dicembre 2009 19.43
Gentile Signor Massimo,
di solito la titolazione la fa direttamente la testata.
In questo caso, è perfettamente pertinente.
Mi spiego meglio.
Per me, cattolico praticante, Cristo è morto e risorto per la mia salvezza e per la mia libertà.
Chi non è credente certamente può associare la morte in croce di Cristo come conseguenza delle leggi sulla schiavitù e gli interessi economici che ne derivavano (e talora ne derivano ancora oggi).
Per lo stesso motivo sono morti anche Martin Luther King (anche lui cristiano) e
Mohandas Karamchand Gandhi che, pur non essendo cristiano, si riconosceva perfettamente in Cristo.
Cristo, Gandhi e King non sono simboli di libertà?


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