Vittorio Lussana

Rompicoglioni si nasce. Ed è giusto esserlo, poiché rappresenta il sintomo principale di ogni autentico spirito critico. Certamente, rompicoglioni lo si può anche essere per motivazioni egoistiche o per delle banali utilità. Ma sotto un profilo squisitamente programmatico, corrisponde alla rappresentazione di un politico vero, che propone delle idee, dei pensieri, degli obiettivi, delle aspirazioni. ‘Striscia la notizia’ di recente ha scoperto l’arcano, ovvero ciò che i vertici del Partito democratico pensano dei socialisti italiani. E finalmente il movimento politico di Enrico Boselli e Bobo Craxi è uscito dal tunnel: oggi non sono più dei ladri o dei mascalzoni, ma dei veri e propri rompicoglioni! Questa è dunque la loro nuova ‘colorazione’. Ed è una notizia bellissima, meravigliosa, ricca di connotazioni liberali che rendono veramente giustizia al Partito socialista. Essere dei rompicoglioni è un’arte, una qualità, soprattutto in un Paese in cui ce ne sono troppo pochi di rompicoglioni. E’ infatti a causa della mancanza di rompicoglioni che non si riesce ancora a sapere il perché di tanti fatti: è per la scarsità di ‘rompiballe’ se non si sa ancora bene perché è stato fatto esplodere il Dc 9 dell’Itavia nel cielo di Ustica, se non si capisce chi ha messo veramente la bomba alla stazione centrale di Bologna, se non ci si spiega come mai non sia stato possibile liberare Aldo Moro dalla ‘prigione del popolo’ delle Brigate Rosse. Ce ne fossero di rompicoglioni! E se sono socialisti, meglio ancora: allora significa che qualcosa si sta muovendo veramente all’interno della politica italiana, che possiamo ancora sperare in un Paese maggiormente al passo coi tempi. Rompicoglioni è colui che recrimina come facevano i primi sindacalisti contro quei datori di lavoro che sfruttavano per 18 ore al giorno gli operai durante la prima rivoluzione industriale; rompicoglioni è chi afferma che la laicità dello Stato è un principio che deve essere posto sul medesimo piano delle sensibilità moralistico - religiose; rompicoglioni è chi aggredisce la realtà affermando che le norme in difesa della maternità delle donne lavoratrici sono sostanzialmente inapplicate; rompicoglioni era Marco Biagi, che pensò a come sconfiggere la disoccupazione giovanile; rompicoglioni è colui che non vuol farsi ‘menare per il naso’ da ricatti e ipocrisie. Io penso che l’On. Boselli debba proprio felicitarsi di sentirsi dire di essere un rompicoglioni: è da tempo immemorabile che lo definiscono il ‘buon Boselli’! E pure Bobo Craxi: ma che bravo ragazzo! Sensibile, simpatico, spiritoso. E no! Mo’ basta! Che due rompicoglioni! Ma come è successo? Cosa è capitato? Rompicoglioni si nasce, non lo si diventa mica! O forse è il caso di domandarsi se non lo eravate già due rompicoglioni, cari Craxi e Boselli? A parte il fatto che sono veramente contento di accogliervi nel mio più autentico ‘regno’, quello, appunto, dei rompicoglioni. Ma dato che ormai sono decenni che ci conosciamo, allora vien proprio da riflettere sulle grandi ‘baggianate’ che vengono messe in circolazione in questo Paese, da cui non c’è modo di liberarsene per interi quarti di secolo. Bobo non ha le ‘palle’ di suo padre: una sciocchezza che sento dire in giro dai tempi in cui andavo in ‘camporella’. Boselli, invece, è un ‘demartiniano’, un brav’uomo, disponibile, sempre molto educato. Stupidaggini! Sono due rompicoglioni veri: eccovi lo scoop della campagna elettorale 2008. E allora avanti così: rompi di qua, rompi di là, prima o poi qualcosa si aggiusterà. Ma attenzione: quel che si sta ‘riaggiustando’ è proprio il rapporto dei socialisti con la sinistra italiana, con una cultura progressista priva di ‘macigni concettuali’ quali quello della rivoluzione e della lotta di classe o la stessa ‘fissa’ per l’amoreggiamento, pericolosissimo, con le ‘correnti’ cattoliche. Essere di sinistra vuol dire essere dei rompicoglioni? Signorsì, signori! E, da oggi, essere rompicoglioni significa anche essere socialisti. La conclusione di tutto questo è più che liberatoria: rompicoglioni di tutta Italia, unitevi!




(articolo tratto dalla rubrica '7 giorni di cattivi pensieri' pubblicata sul sito web di informazione e cultura www.diario21.net)
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LUCIA - ROMA - Mail - giovedi 3 aprile 2008 20.39
BRAVISSIMO VITTORIO, CON QUESTO BEL PEZZO BRILLANTISSIMO, CHE SINTETIZZA UN QUARTINO DI SECOLO PER NIENTE NOIOSO PER QUANTO RIGUARDA CERTI SMOTTAMENTI E SUSSULTI PER LA CRONACA.IN TUTTA SINCERITA', DETTO TRA NOI , QUANDO PENSO ALLA PAROLA ROMPICOGLIONI ( NON SAPREI ESATTAMENTE SPIEGARE IL PERCHE' DI TALE IMPRESSIONE) A ME VIENE IN MENTE UN NOME SOLTANTO , QUELLO DI UN CERTO VELTRONI ! CHE SCHERZANDO E RIDENDO INVECE, FA PROPRIO SUL SERIO E VA VELOCE COME UN TRENO E TALI CAMBIAMENTI COSI' REPENTINI MI FANNO PENSARE SOLTANTO AL RISCHIO CAOS. QUESTO PUO' SIGNIFICARE CHE NELLA VITA POSSONO ESSERCI DEI ROMPICOGLIONI DI OGNI TIPO MA, ATTENTI ! BISOGNA SAPER SCEGLIERE BENE! L.P.
Roberto - Roma - Mail - mercoledi 2 aprile 2008 21.5
Sto pezzo favoloso, ironico, vivace, azzardato, ma solo un poco. Anche lei Lussana deve averne abbastanza di certe manfrine. E forse ha ragione sulla situazione italiana. Ma non credo si possa fare molto. La lettura del suo articolo mi ha molto divertito, dunque la ringrazio per averlo scritto. Ma ci sarebbe poco da ridere, ripensando ad un paese come il nostro. Saluti.


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