Pietro Pisano
L'Unione europea è chiamata a giocare un ruolo centrale per affrontare le nuove sfide e i devastanti conflitti in cui i bambini sono sempre più le principali vittime. Per tale motivo, dovrebbe assumere un ruolo fondamentale nel far fronte alle attuali prove umanitarie derivanti dai conflitti armati, specialmente per la tutela dei bambini. Proprio a questi ultimi, infatti, dovrebbe rivolgersi l’attenzione delle istituzioni, delle organizzazioni internazionali, della società civile e della comunità accademica, mettendo in atto strumenti e politiche adeguate per attuare azioni concrete. E tra questi strumenti, vi sono certamente le 'Linee-Guida' dell’Unione Europea per la promozione del diritto umanitario internazionale (Diu). Questi gli argomenti dibattuti lo scorso 23 gennaio presso il parlamento europeo di Bruxelles, nella conferenza sulla protezione dei bambini nei conflitti armati, organizzata dall’Intergruppo parlamentare sui diritti dell'infanzia con la partecipazione della Rete universitaria per i bambini nei conflitti armati (Unetchac). "Le 'Linee-Guida' dell’Ue sono state al centro della discussione della conferenza", afferma Laura Guercio, segretario generale di Unetchac, "considerando la drammatica situazione dei minori coinvolti nei conflitti armati in diverse regioni e teatri di crisi: dall'Ucraina alla Repubblica Democratica del Congo, dalla Siria ai territori palestinesi e israeliani". La conferenza ha sottolineato l'importanza di un impegno multinazionale congiunto, per rafforzare la protezione dei bambini in situazioni di estrema vulnerabilità. Durante l'evento, la Rete universitaria per i bambini nei conflitti armati ha presentato un proprio rapporto sulle 'Linee-guida europee e il diritto umanitario internazionale', al fine d'implementare la promozione della conformità al diritto umanitario internazionale in materia di protezione e tutela dei bambini coinvolti nei conflitti armati. Un report risultato di un approfondito studio condotto dagli esperti Unetchac, finalizzato offrire raccomandazioni per potenziare l'azione dell'Ue in tale ambito. Nel corso dell’iniziativa è stato messo in luce anche l’importanza di promuovere una partecipazione sempre più attiva dei giovani nei processi decisionali e nel dibattito pubblico, per l'affermazione della pace e della sicurezza. "La testimonianza data da studenti e giovani ricercatori del network", ha fatto notare Giovanna Gnerre Landini, responsabile Unetchac per le relazioni con università, studenti e associazioni, "alcuni dei quali provenienti da aree colpite da conflitti armati, ha contribuito in maniera decisiva ad arricchire il contenuto di questa importante occasione di condivisione su tematiche di pressante attualità". Il convegno ha rappresentato un passo in avanti nella ricerca di soluzioni pratiche per affrontare le sfide reali legate alla sicurezza dei bambini e ha voluto offrire un'opportunità cruciale per discutere e promuovere azioni concrete, al fine di garantire una miglior protezione, cambiamenti tangibili e un futuro più sicuro. Allo stesso modo, i valori, la storia e gli strumenti dell’Unione europea sono riferimenti altrettanto importanti e saldi di fronte di queste sfide: "Unetchac auspica e sostiene che l’Unione europea possa e debba svolgere un ruolo ancora più significativo nel proteggere i diritti fondamentali dei più vulnerabili durante situazioni di conflitto, in particolare in difesa dei bambini. Viviamo in un momento storico estremamente delicato, a fronte del quale occorre ricordare e riaffermare l’importanza della tutela dei diritti fondamentali e il perseguimento della pace", ha concluso il segretario generale del network, Laura Guercio.





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