Carmen Posta
Esiste, in campo scientifico, un concetto molto semplice: tutti gli elettroni di un atomo, quando vengono a contatto con gli elettroni di un altro atomo vi rimangono ‘connessi’ per lungo tempo, se non per sempre. Questo è spiegabile, in termini scientifici, attraverso una delle caratteristiche fondamentali della materia: uno dei numeri quantici (ms) che descrive il cosiddetto 'spin', o la rotazione, dell'asse degli elettroni. Quando un elettrone muta il suo senso di 'spin', così fa anche l’altro elettrone che vi è entrato in contatto, anche a grandi distanze. Come se rimanessero sempre collegati, indipendentemente dallo spazio che li separa. Cosa implica questo dato nella percezione del mondo? Unione e continuità. Sappiamo che ciò che il nostro mondo sensoriale percepisce come materia è tale perché dentro agli atomi vi sono delle particelle ancora più piccole. Particelle che la scienza chiama ‘quark’. All’interno di questi, esistono delle strutture che ci piace immaginare come delle ‘tasche’ che ‘vibrano’ aprendosi e chiudendosi, producendo una certa frequenza. Questa vibrazione si scontra e incontra con le nostre frequenze. La struttura molecolare ‘reagisce’ (oppure noi reagiamo ad essa) e accende il campo della percezione e della materia così com’è, attraverso lo spettro dei sensi dei nostri corpi materiali. Il corpo delinea ciò che è dentro e ciò che è fuori di noi: ma esiste veramente questa divisione? In fin dei conti, è solo una frontiera che abbiamo costruito per spiegare meglio le cose. Una linea che, allo stesso tempo, limita la nostra comprensione. Tant’è che i concetti della fisica, dagli anni ‘20 del secolo scorso in poi, hanno abolito queste divisioni, vedendo la materia come un tutt’uno universale. Nell’applicazione quotidiana però, quella mentale e fisica, noi continuiamo a dividere costantemente le cose tra due 'poli'. I quali, non possono essere scissi. Ossia, non esiste bene senza male, non esiste tempo senza spazio e viceversa. Pertanto: non sono forse la stessa cosa? La materia, noi inclusi, è un’unica vibrazione, tutto il resto sono costruzioni: una grande ‘onda’ che ha il suo ‘seno’ e la sua ‘cresta’ (di nuovo una dualità, ndr). Ma se ogni cosa ha il suo ‘seno’ e la sua ‘cresta’, ognuno di noi, ma anche ogni oggetto, si ricollega a frequenze coinvolte nell’espressione di una sola enorme 'onda', dato che noi, in verità, siamo in essenza quell’onda.





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