Giuseppe LorinAnche quest’anno prepariamoci a vivere la kermesse sanremese. E mettiamoci l’anima in pace: sarà il solito rimescolamento di fatti, eventi, interventi, cose e persone alla rinfusa, che non c’entrano nulla tra loro. E che, soprattutto, prenderanno il sopravvento sulle canzoni con polemiche create ad arte. Quasi a impedirci di memorizzare i vari brani e di fissare nella mente quale sarà la 'traccia' migliore di quest’anno. Volevate seguire una manifestazione artistico-musicale giudicandola secondo criteri artistico-musicali? Non sia mai: correvamo il pericolo di trasformarci in persone coerenti. E’ previsto, infatti, l’intervento in collegamento differito, a quanto pare, del presidente dell’Ucraina, che peraltro, nella sua vita precedente, era un attore e un cantante. Ma questo flebile riferimento, tirato per i capelli, non basterà a giustificare l’intrusione della guerra sul palco dell’Ariston. E si rischia un effetto controproducente: gli italiani, già contrari in buona maggioranza all’invio di nuove armi, cominceranno a chiedersi se il conflitto in Europa orientale non arriverà presto anche nelle loro case. L’opinione pubblica è stanca di una guerra che, alla fine, sta risultando costosissima. E vorrebbe un intervento diplomatico internazionale, a cominciare dalle Nazioni Unite, per evitare una escalation già pienamente in atto. Ma noi, tanto per non fare ulteriore ‘casino’, mettiamo in campo la nostra manifestazione più nazionalpopolare e ‘smutandata’. Giusto così, per non farsi notare. In più, come se non bastasse, ci sono già state interrogazioni parlamentari contrarie alla partecipazione dell’artista gender fluid, Rosa Chemical. L’intervento della parlamentare di Fratelli d’Italia, onorevole Maddalena Morgante, è stato quanto di più insulso e repressivo si potesse elaborare: i luoghi comuni più scontati e 'naftalinici' ritrovati in soffitta, mentre avevamo appena finito di smontare l’albero di Natale. Ma anche l’idea di mettere in piazza, anzi di portare su un palcoscenico in mondovisione, il disorientamento sessuale di un'artista (con l'apostrofo ma anche no, ndr) anziché la sua musica, ci sembra il perfetto esempio di quanto andiamo affermando: al Festival di Sanremo, ormai le canzoni sono solo un pretesto per parlare d'altro. Poi c’è Chiara Ferragni: una ragazza gradevole, che tuttavia certificherà, con la sua co-conduzione, come i nostri giovani un lavoro se lo debbano inventare da soli. E come noi di ciò ce ne facciamo vanto, ormai totalmente proni al dominio dei mercati: marchetta libera! Unica nota positiva: i Depeche Mode come ospiti internazionali di livello. Si tratta dei due componenti superstiti in seguito alla dolorosa scomparsa del loro tastierista, Andrew Fletcher. E anche i nostri Pooh verranno a ricordare e a omaggiare Stefano D’Orazio, scomparso poco prima della pandemia. Per la serie: nella vita non si butta via niente. Nemmeno i gruppi rock in ‘estinzione’, forse per ricordarci che ci stiamo estinguendo anche noi. E che non stiamo facendo nulla per invertire tale tendenza, magari trattenendo i nostri giovani. I quali, se ne vanno a lavorare all’estero per non doversi gettare dalla finestra di fronte a un manicomio del genere. Buona fortuna, Italia.





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