Michela ZanarellaAndrea Corona è autore di diversi saggi e, per la prima volta, ha deciso di mettersi in gioco con un romanzo dal titolo enigmatico: 'Rebus', edito da Milena Edizioni. In ogni caso, non siamo di fronte all'esordio di questo giovane filosofo laureatosi presso l'Università di Napoli, che dimostra di muoversi bene anche nel campo narrativo. Ciò che distingue sin da subito quest'opera è la trama, che si dimostra un intreccio su diverse dimensioni, in cui sogno e realtà si sovrastano con un interscambio ritmato e incalzante. Il protagonista del romanzo è Giona, assicuratore dall'esistenza piuttosto abitudinaria proiettato in un mondo surreale, che sfiora il limite del concepibile e razionale. La scelta del nome del protagonista non è affatto casuale: è un chiaro riferimento biblico a Giona, che visse nella balena, nome ebraico che significa colomba. Nel cristianesimo, Giona è associato alla morte e risurrezione di Cristo. Nel libro, l'assicuratore si troverà nella veste di altri personaggi, come Amos e Abacuc, sempre con chiari legami alla Bibbia: Amos è stato uno dei profeti minori di Israele, mentre Abacuc è l'ottavo dei dodici profeti minori. Andrea Corona ha voluto quindi intenzionalmente collegare il significato dei nomi, che sono tutti di profeti caratterizzati da una sorta di missione divina, in cui preghiera e speranza sono fondamentali. Nel primo capitolo, Giona si trova davanti a pile di carte che gli ingombrano la scrivania: è stanco e affaticato, ma decide di estrarre un fascicolo e lo apre: "Dall'irreale conducimi al reale. Dalla tenebra conducimi alla luce. Dalla morte conducimi all'immortalità". E' chiaro che l'uomo resta sconvolto da quanto legge, decide di staccare e prendersi una pausa, ma è proprio in quel momento che gli appare la figura di uno sconosciuto di cui non riesce a indivduare il volto, nascosto da un cappello. Da diversi mesi questo individuo si manifesta, ma Giona non riesce a identificarlo e a riconoscerlo. La quotidianità di Giona, fatta di carte, documenti e faldoni da leggere e archiviare, include la presenza di Glenda, abituale appuntamento amoroso del protagonista, donna dalla voce calda e avvolgente: un'amante con cui Giona vive una relazione osmotica, in simbiosi. Il romanzo sfiora l'assurdo, con situazioni grottesche e a tratti ironiche. E' costante il flusso tra un piano reale e uno irreale. Questo genera nel lettore uno sconvolgimento del processo razionale: si viene catapultati in un mondo onirico per poi rientrare nell'ordinarietà. Andrea Corona applica tutte le conoscenze derivanti dai propri studi filosofici e le trasporta tra le pagine, consapevole di riuscire a dare un 'taglio' incisivo all'intera narrazione. Tutto ciò che viene descritto è frutto di un percorso ben strutturato. E' certo che la letteratura di questo giovane autore, estremamente colto e preparato, richiede una conoscenza universale e filosofica, in cui la simbologia è nell'archetipo dell'uomo. E' un rebus vero e proprio, l'intreccio racchiuso nel romanzo: un labirinto dove il tempo conquista la sua atemporalità. Non è certo così semplice riuscire a far convivere sogno e realtà su binari paralleli, ma Andrea Corona, in questo viaggio, cerca di comunicare quanto ognuno di noi sia  costantemente messo di fronte a un percorso in cui la mente e il pensiero raggiungono sia l'irrealtà, sia la realtà, tra mistero, finzione e verità.

REBUS
di Andrea Corona
Milena Edizioni
pagg. 104, 7,40 euro

L'AUTORE
Nato a Napoli nel 1982. Laureato in Filosofia col massimo dei voti presso l'Università 'L'Orientale' di Napoli, lavora in campo editoriale. È autore di un saggio di semiotica, 'Giochi ringhistici' (Kimerik 2009), vincitore della XXVIII Edizione del Premio internazionale 'Nuove Lettere' (categoria "Saggi editi"), nonché di un saggio sulla neurofilosofia, 'Neuro dunque sono' (Orientexpress 2013). È inoltre autore di vari saggi brevi di argomento filosofico e letterario. Suoi scritti su Milan Kundera, Samuel Beckett, Victor Hugo, Saul Bellow, William Faulkner e George Orwell sono apparsi sulle riviste 'Alieni Metropolitani', 'Filosofi per caso' e 'LAB/OR', di cui è redattore.


Lascia il tuo commento

Nessun commento presente in archivio