Vittorio LussanaInteressante la diatriba giuridica esplosa alcune sere fa tra la politologa Sofia Ventura e il giornalista Marco Travaglio a '8 e mezzo', in merito alla decretazione d'urgenza e all'utilizzo dei relativi decreti amministrativi. Il dilemma si è generato per il fatto che i Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ndr) possano andare a ledere, temporaneamente e in casi limitati di necessità, le libertà individuali dei cittadini. Un'antica querelle, su cui si è spesso pronunciata anche la Corte costituzionale in anni lontani e su cui si sperava di non tornarci sopra, se non per rispolverare un antico dibattito dottrinario. E' chiaro, infatti, che il parlamento debba, ogni tanto, essere tenuto in considerazione, poiché non si può fare tutto attraverso dei 'regolamenti' come i Dpcm, anche se essi si richiamano a una norma giuridica o a un atto avente forza di legge come il decreto vero e proprio. Tuttavia, il Dpcm è un atto amministrativo che risulta anch'esso 'fonte di diritto', pur se di livello inferiore rispetto alla legge ordinaria. Esso trae i suoi effetti concreti da una particolare circostanza, come previsto nei casi di emergenza sanitaria, nello stato di calamità nazionale o nello stesso Stato di guerra, in caso d'invasione da parte di un esercito straniero. I Dpcm, insomma, sono giuridicamente legittimi, poiché possiedono una giustificazione formale - il decreto del 6 marzo 2020 - e una sostanziale: debbono incidere su una o più condizioni particolari. In tal senso, anche l'atto amministrativo di un Comune 'terremotato' che impone la 'non agibilità' di un'abitazione gravemente lesionata dal sisma - costringendo i residenti a trasferirsi dai parenti, oppure ad accettare una sistemazione temporanea in albergo a spese dello Stato - possiede la possibilità di risultare prioritario sulla libertà privata del cittadino e, persino, sulla proprietà privata. E' la tesi dl professor Gustavo Zagrebelsky, che non a caso è un ex giudice della nostra Corte Suprema. E per dimostrare che anche un regolamento o l'atto amministrativo in genere deve avere, in particolari circostanze, la possibilità di dispiegare i suoi effetti, si ricorda che tale ragionamento vale persino per quegli atti amministrativi di 'esproprio' che lo Stato o un ente locale - un Comune o la Regione - deve eseguire per questioni di pubblica utilità (costruzioni di ferrovie o autostrade), pur prevedendo risarcimenti per chi è costretto a cedere un lotto o un terreno.


MUSICA
I 'bemolli' sono blu
Articolo di: Pietro Pisano

Pietro PisanoDi recente, ci è capitato di ascoltare il nuovo album di 'AB Quartet' curiosamente intitolato: 'I bemolli sono blu'. Questo titolo ha origine da una frase all'interno di in una lettera di Debussy, in cui il  compositore francese parlava della sua visione della musica, legata principalmente ad aspetti extramusicali, come il colore. "Per quanto riguarda il concept del disco", spiega la band, "ci siamo rifatti alla musica di Debussy, anche se spesso non sono rimasti che fugaci accenni del materiale originale. Abbiamo, invece, lasciato largo spazio alla creazione di una nuova musica, ibrida e di difficile collocazione dal punto di vista stilistico". Lo stile musicale degli 'AB Quartet', in effetti, non si lascia 'ingabbiare' in un genere particolare. La loro particolarità è un linguaggio che affonda le proprie radici nella tradizione classica, che si evolve quasi dinamicamente verso il 'free jazz', il 'jungle', il 'rock' e gli stili più attuali della musica contemporanea. Un esperimento interessante, anche sotto il profilo della cultura musicale.


SALUTE
Agopuntura e medicina integrata
Articolo di: Rossana Tosto

Rossana TostoL'agopuntura, tecnica medica efficace a zero tossicità e costi ridottissimi, può diventare una risorsa del sistema sanitario nazionale e della sanità pubblica italiana. Lo dichiara l'Ami, (Associazione agopuntura medica integrata, ndr) che ha organizzato, lo scorso 17 ottobre 2020, alle ore 17.30 presso l'Accademia dei Fisiocritici di Siena, una 'Conferenza-Confronto' su 'Agopuntura e Università'. L'evento ha chiuso il I corso di perfezionamento universitario di Agopuntura in neurologia dell'Università di Siena. Ospite d'onore, il professor Luciano Roccia, uno dei padri dell'agopuntura moderna in Italia, che ha riportato l'attenzione sulla necessità che questa tecnica riprenda il suo percorso di formazione e ricerca universitaria, con il conseguente utilizzo nella clinica ospedaliera. Questo specialista, infatti, è stato promotore del primo corso universitario di agopuntura nel 1974, inserendola come nuova 'branca' della cattedra di semeiotica chirurgica, di cui era titolare presso l'Università di Torino.


IL PUNTO
'Fratelli tutti' travalica
il tema religioso

Articolo di: Raffaello Morelli

Raffaello MorelliLa sostanza dell'enciclica 'Fratelli tutti', edita dal Gruppo editoriale San Paolo, va oltre l'ambito della dottrina religiosa quando dà parecchie indicazioni sul come organizzare la convivenza. E' un progetto politico, fondato non sulle scelte fatte da cittadini bensì sull'autorità della religione cattolica e di tutte le religioni. Un disegno di società che frantuma il principio liberale di separazione Stato-religioni, nonostante l'esperienza storica abbia dimostrato come tale principio sia la sola garanzia per la crescita civile basata sulla conoscenza accumulata con l'osservazione individuale dei fatti. Il fulcro del progetto politico sta nel punto 276, in cui l'enciclica lo espone inquadrandolo in una citazione di Aristotele nella nota: "L'essere umano è un animale politico". Una nota che correda l'ultimo dei tre periodi d'apertura del punto. Con il primo periodo, l'enciclica afferma che la missione della Chiesa attiene non solo al privato degli esseri umani, ma anche al modo in cui gli esseri umani convivono. Ora, il modo di convivere è esattamente il ruolo della politica. Pertanto, affermare dire che la Chiesa riconosce l'autonomia della politica equivale a riconoscere alla politica il diritto di occuparsi del convivere, ma allo stesso tempo di stabilire anche il diritto della Chiesa di occuparsene. Con il secondo periodo, l'enciclica descrive quali sono le finalità per cui la Chiesa non resta ai margini nel costruire un mondo migliore nel quale convivere. Con il terzo periodo, si chiarisce che i ministri religiosi sono fuori dalla politica dei Partiti, ma non possono rinunciare alla dimensione politica 'umana', vale a dire: a occuparsi del modo in cui gli esseri umani convivono. Perché, appunto - qui il richiamo in nota ad Aristotele - l'essere umano è un animale politico e la sua fisiologia è interagire con gli altri suoi simili. Quindi, secondo l'enciclica, nel convivere non sono separabili la dimensione politica e la dimensione religiosa.



L'OPINIONE
Il dramma ordinario
di una lunga attesa

Articolo di: Serena Di Giovanni

Serena Di GiovanniQuesto è il racconto di un'esperienza realmente vissuta. Tutto ha avuto inizio qualche giorno fa, quando decido che, per ragioni familiari, devo fare il famoso tampone per il Covid 19. Lo decido autonomamente, perché sentita la mia versione dei fatti, il medico mi dice che "non era necessario", che "non ero a rischio", ma che se proprio volevo farlo non c'era altra via che segnalare la mia situazione alla Asl. "Poco male", gli rispondo, "faccia ciò che deve". Mi fido del suo parere, ma non posso assolutamente rischiare, con un padre cardiopatico e una madre con una trombosi alle gambe. Io stavo bene, non avevo sintomi particolari, ma a un'ipocondriaca cronica come la sottoscritta, un po' di ansia viene sempre. Soprattutto, perché era la prima volta che facevo un tampone, da quando è iniziata questa brutta vicenda del coronavirus. Ottenuta l'impegnativa, mi metto in coda al 'drive in'. E qui inizia il dramma, quello dell'attesa: 10 interminabili ore in coda per fare un tampone; 10 ore in cui le persone - per rabbia e sfinimento - quasi vengono alle mani tra loro. Mi armo di santa pazienza e, finalmente, riesco a farlo. Mi chiedono se voglio fare il tampone molecolare, ma rispondo di voler fare quello rapido, perché ho urgenza di sapere. Non tanto per me, ma per i miei cari. "Sì, sì", mi rassicurano, "riceverai una e-mail o un sms entro poche ore".


ARTE
La pittura psicologica
Articolo di: Domenico Briguglio

Domenico BriguglioAlla galleria 'Il collezionista' di via Rasella 132 in Roma, è 'andata in scena' in questi giorni la personale di Luise Gandon, artista franco-austriaca abituale frequentatrice di 'piazze' artistiche d'assoluta rilevanza in tutta Europa. La mostra, fortemente voluta dal direttore artistico, Gabriele Giuliani e presentata dal critico d'arte Elena Gradini, ha fortemente impressionato il pubblico presente, accolto in stretta ottemperanza alle norme di prevenzione da Covid 19. In effetti, le opere della Gandon non possono non colpire: primi piani che balzano 'in proscenio' da sfondi oscuri (come i ritratti apparsi tra il medio e il tardo rinascimento) o, al contrario, composti da riflessi multicolori. La differenziazione tra le due tipologie non viene fatta a caso, ma risponde all'intenzione dell'artista d'identificare i soggetti ritratti con criteri di connotazione strettamente psicologici. Non sono, pertanto, le fattezze estetiche di un individuo a essere protagoniste, quanto il suo carattere, la personalità, che 'deve' risaltare nel caso dello sfondo scuro o confondersi, trarre forza espressiva da quello colorato, quasi a indicare un'essenza sfuggente a un'identificazione precisa, celata dietro una maschera pubblica a uso e consumo della società: un apparire totalmente diverso dall'essere. Ne deriva la peculiare strumentalizzazione del colore a cui le opere sono piegate, quasi costrette: violento, debordante o delicatamente sfumato, in declinazioni inconsuete nelle figure intere, il cui volto riulta nascosto, mai rivelato.