Carla De LeoMatteo Renzi ha fatto il miracolo: si è diretto innanzi alla tomba di Silvio 'Lazzaro' Berlusconi, ha vaticinato la propria linea 'centrista' da orfano di 'mamma Dc' e, "in soli 3 anni", come ha fatto notare il sagace comico Maurizio Crozza, è riuscito a 'estumulare' e, al contempo, resuscitare il cavaliere di Arcore, con tanto di destra irrazionalista al seguito. Meglio di così non si poteva fare, soprattutto sotto un profilo 'teologico'. Sarà forse 'The passion of Matthew' il vero 'cult movie' del 2018? Di certo, in molti a largo del Nazareno stanno alacremente lavorando a una produzione cinematografica di questo genere. Tuttavia, tralasciando le battute al 'vetriolo', quel che si è notato in quest'ultima tornata amministrativa è una sorta di 'galassia qualunquista' che, quando non trova il centrodestra unito, si sposta sul Movimento 5 Stelle, come accaduto, questa volta, a Carrara. Oppure, se i 'pentastellati' non raggiungono il secondo turno, come a L'Aquila, questa stravagante 'nebulosa terrapiattista' torna sui propri passi e vota per il centrodestra: un qualcosa di sconosciuto a tutte le democrazie del mondo, le quali, invece, sono solite orientarsi in base a un'alternanza di governo tra due distinte 'squadre' di amministratori politici. Ecco per quale motivo la governabilità, in Italia, è sempre stata un'eccezione, mentre l'instabilità, viceversa, è praticamente una regola. Oltre a ciò, è molto simpatico notare la ricerca appassionata di Matteo Renzi della propria 'madre naturale', la Democrazia cristiana. Una sorta di tragedia da libro 'Cuore', che sta conducendo il Partito democratico, letteralmente 'dagli Appennini alle Ande'.


ESTERI
Lungo le rotte del corallo
Articolo di: Chiara Scattone

Chiara Scattone'OMeGA', l'osservatorio mediterraneo di geopolitica e antropologia, è un'associazione culturale senza fini di lucro fondata nel 2010. È apolitica, apartitica, aconfessionale e non ammette discriminazioni di sorta. Il suo scopo è diffondere la conoscenza del Mediterraneo sotto ogni possibile angolazione. Dalla politica all'economia, dall'emergenza terrorismo alla Storia, dai processi storico/antropologici ai percorsi archeologici: il Mediterraneo non solo come luogo geografico, ma come concetto, modello e progetto teso alla pacificazione tra i popoli, per la nascita di una 'confederazione' politica, assolutamente paritetica, tra tutti i Paesi che vi si affacciano. Da sempre, infatti, il Mediterraneo ha unito, più che diviso, le coste che lo circondano.



APPROFONDIMENTO
La riscoperta di un eroe
Articolo di: Silvia Mattina

Silvia MattinaIn tempi di polemiche sullo 'ius soli' e di giudizi spesso distorti e strumentali intorno al progetto di una società multiculturale e interetnica, ci preme ricordare uno spettacolo teatrale molto importante, intitolato: '9841-Rukeli', scritto, diretto e interpretato da Gianmarco Busetto. Si tratta di un monologo che, nel 2016, ha vinto la V edizione del Roma Fringe Festival, ponendo all'attenzione del pubblico la vicenda di un pugile tedesco di origine sinti, Johann Trollmann, detto Rukeli. L'attore e regista Gianmarco Busetto ha descritto un atto d'amore e di dignità, in una Germania sfigurata dalla violenza del razzismo e dalla follia di un popolo che si era arrogato il diritto di uccidere in nome di un'ideologia di superiorità razziale.



ASSOCIAZIONI
#SanitàeMulticulturalismo
Articolo di: Fabrizio Federici

Fabrizio FedericiPer la Giornata mondiale del Rifugiato dello scorso 20 giugno, l'Associazione medici di origine straniera in Italia, Amsi, ha rinnovato il proprio appello a favore della 'cittadinanza temperata', in sintonia col ddl attualmente all'esame delle Camere che prevede la concessione della cittadinanza ai figli nati in Italia da immigrati residenti legalmente ormai da anni residenti nel nostro Paese, a condizione che compiano un percorso formativo sulla Storia, la cultura e l'ordinamento giuridico italiani. A tal proposito, l'Amsi ha lanciato in questi giorni un Manifesto, intitolato: #SanitàeMulticulturalismo. Il documento è frutto delle proposte e delle iniziative dei professionisti della sanità, italiani e di origine straniera, i quali si sono messi in gioco per migliorare insieme il sistema sanitario nazionale, sentendo l'esigenza di associare la medicina alla conoscenza culturale e religiosa e di rafforzare i servizi socio-sanitari in vista di un'immigrazione qualificata e programmata. Tra i punti sollevati: a) garantire il diritto alla cura universale; b) contrastare le cure 'fai da te'; c) sì a una legge europea sull'immigrazione che si muova sui 2 binari delle politiche di accoglienza e integrazione e sul rispetto dei doveri civili, nella garanzia della sicurezza per tutti i cittadini; d) promuovere la ricerca e l'innovazione; e) autorizzare a livello nazionale la pratica della circoncisione; f) creare un albo specializzato per i mediatori culturali; g) promuovere l'aggiornamento professionale, con corsi Ecm su tematiche d'attualità; h) contrastare la medicina 'difensiva', un fenomeno, quest'ultimo, tipico dei Paesi industrializzati che, a causa la scarsa fiducia reciproca medici-pazienti, genera ogni anno spese elevate per interventi di avvocati e una massa di esami clinici, in realtà spesso inutili, prescritti dai medici ai pazienti "per precauzione", con un'alleanza tra i pazienti e i professionisti della sanità; i) tante altre questioni tese a contrastare l'isolamento e la radicalizzazione verso il terrorismo stile 'franco-britannico', dei giovani con disturbi della personalità e dell'identità.



L'OPINIONE
La 'rieducazione laica'
di Stefano Rodotà

Articolo di: Vittorio Lussana

Vittorio LussanaRegistriamo con sincero dolore la scomparsa di Stefano Rodotà, uno degli esponenti della sinistra italiana maggiormente degni di stima, fiducia e rispetto, umano e politico. Un giurista raffinato, che ha fornito un contributo decisivo ai mutamenti intervenuti nella cultura progressista italiana. Il suo merito principale, a nostro parere, fu quello di riuscire a 'sganciare', sotto il profilo schiettamente intellettuale, il mondo italo-marxista da una totalità dottrinaria la quale impediva ogni utilizzo efficace di quel 'senso dello Stato' che ha sempre moralmente connotato i comunisti italiani. Un 'macigno' concettuale che bloccava ogni via di fuga dei post marxisti dalla 'statolatrìa', impedendo loro ogni 'digestione dottrinaria' dello Stato di diritto basato sulle libertà, sia pubbliche, sia individuali o private. Aver cercato di 'rieducare dal basso' i comunisti italiani rappresenta, secondo noi, il merito principale di questo insigne studioso, che ha saputo riscattare, pur non senza difficoltà, una buona parte della sinistra italiana dal proprio passato determinista e antiparlamentare. Egli non fu mai un comunista: semplicemente, aveva compreso come il patrimonio ideale, elettorale e politico del Pci potesse risultare utile alla causa della democrazia italiana, la quale, per lunghi decenni, risultava bloccata non soltanto per la sostanziale impossibilità di ricorrere ad alternanze 'di sistema', ma persino nei più relativi passaggi di ricambio 'periodico'.


TURISMO
Il cammino dei briganti
Articolo di: Annalisa Civitelli

Annalisa CivitelliTra Lazio e Abruzzo si estende un sentiero che unisce paesi medievali e natura selvaggia: 'Il cammino dei briganti'. Esso percorre le antiche vie dei briganti della banda di Cartore e segue le tracce degli stessi, i quali dominavano la zona a cavallo tra la Marsica (Abruzzo) e il Cicolano (Lazio), antica linea di confine tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie. Terre, queste, oggi confine tra le due regioni, ricche di boschi, montagne e storie di banditi. Violenze, soprusi e rapimenti fanno parte delle leggende di queste 'bande', che si opposero all'invasione sabauda, all'aumento delle tasse, all'eliminazione dei dazi doganali e all'obbligo della leva. Molti neo-italiani, infatti, furono costretti a entrare nel Regio esercito del Regno d'Italia e la clandestinità fu una via per salvarsi. Questo giro ad anello sulla dorsale appenninica tra Abruzzo e Lazio è un suggestivo percorso, di raro interesse storico. Esso è stato riscoperto grazie all'iniziativa di Luca Gianotti, fondatore e guida de 'La compagnia dei cammini'. Il 'Cammino dei briganti', in precedenza non esisteva, mentre ora unisce vecchi sentieri e mulattiere tra le due regioni. Giannotti, infatti, dopo aver perlustrato l'area a lungo, ha riaperto i vecchi sentieri infrascati, con roncole e altri attrezzi, occupandosi anche della segnaletica con vernice bianco-rossa, adeguandosi agli standard europei. Per percorrere il 'Cammino dei briganti' è necessario seguire alcune indicazioni.