Vittorio LussanaIl 21 novembre 1996 veniva istituita dalle Nazioni Unite la 'Giornata mondiale della televisione': una celebrazione dedicata a quella 'scatola magica' dalle capacità e dal potere inestimabili

La televisione è, in assoluto, il mezzo comunicazione di massa più utilizzato al mondo. Essa è stata - ed è - capace di informare, intrattenere e divertire, ma anche di indicare contenuti importanti ai telespettatori. Una scatola magica che ha raccontato la vita e l'evoluzione dell'uomo e non solo. Nel 1969, ci ha permesso di assistere alla scoperta della Luna, con il primo sbarco; nel 1989, ci ha permesso di seguire la caduta del Muro di Berlino. Insomma, la tv ci ha consentito di rimanere sempre informati sui fatti del mondo. Ma nel corso dei decenni, essa è indubbiamente cambiata, c'è chi dice in meglio, chi in peggio, ma di fatto essa mantiene intatto tutto il suo spirito e il suo potere comunicativo. Nonostante l'avvento delle tecnologie moderne, di internet e delle nuove piattaforme on line, la televisione continua a essere presente in quasi tutte le famiglie, in Italia e nel mondo, confermandosi uno dei mezzi più amati e utilizzati. Per festeggiare la 'Giornata mondiale della televisione 2019', la Rai - Radio televisione italiana ha realizzato un bellissimo spot andato in onda nei giorni scorsi. Noi, invece, la vogliamo celebrare con questa intervista a Dario Cecconi, caposervizio 'televisione' per la rivista 'Periodico Italiano Magazine', direttore operativo della produzione multimediale, autore e critico televisivo. Insieme a lui, abbiamo voluto soffermarci sull'importanza di questa celebrazione e sul valore della comunicazione televisiva, scoprendo anche qualche curiosità.


AFORISMI FIORENTINI
Lo 'schemino' di Augias
Articolo di: Il Taciturno

Il TaciturnoA Corrado Augias, che senza vergognarsi afferma: "E' facile essere di destra, poiché esserlo è pari a un impulso animale, ovvero all'andare incontro a quelle che sono le spinte istintive che tutti hanno, mentre essere di sinistra significa elevarsi dalla condizione inferiore del primate per operare in quella superiore del raziocinio, governata dalla 'hegeliana fatica' del concetto", vorrei dedicare questo stupendo pensiero di Jacques Brel: "Ci vuole tanto talento per diventare vecchi senza essere mai stati adulti...".


CULTURA
La ragazza di Roma Nord
Articolo di: Giuseppe Lorin

Giuseppe Lorin'La ragazza di Roma nord' è il titolo del nuovo romanzo di Federico Moccia, edito da Sem, uscito in questi giorni nelle librerie di tutta Italia. Il romanzo è stato presentato in anteprima a Milano il 3 dicembre scorso, presso la casa editrice milanese 'Sem', in via Cadore 33. Con oltre dieci milioni di copie dei suoi libri, tradotti in quindici lingue e venduti in tutto il mondo, Federico Moccia è uno degli autori italiani di maggior successo.



RECENSIONI
La sindrome del terzo panino
Articolo di: Valentina Spagnolo

Valentina SpagnoloSi è tenuto in queste sere, presso il 'Teatrocittà' di Torrespaccata in Roma, lo spettacolo: 'La sindrome del terzo panino' di e con Gianluca Marinangeli. Si tratta di un monologo assai ben scritto, che appartiene degnamente al genere comico-brillante, lasciando intravedere le grandi potenzialità di Marinangeli come commediografo e autore di testi estremamente raffinati. La rappresentazione è molto divertente, a tratti esilarante: l'artista marchigiano, infatti, per scelta autoriale non ha voluto far ricorso a forme di comicità 'terra terra', puntando tutte le sue carte su analogie, tormentoni e giochi di parole decisamente ingegnosi e innovativi. Lo spettacolo è autobiografico e narra anche aspetti tragici della vita di Marinangeli, nato con un ritardo di 21 giorni che stava quasi per ucciderlo prim'ancora di venire alla luce. In seguito, il ragazzino cresce circondato da limiti e paure, complessi e timidezze. Ma col passare degli anni, il giovane comprende di essersi rinchiuso in una sorta di 'bolla autoprotettiva', di esprimere una personalità estremamente comune, fin quasi a perdere la propria identità. A un certo punto, gli viene diagnosticato un tumore, nonostante una giovinezza fin troppo tranquilla, senza vizi o trasgressioni. Paradossalmente, la cattiva notizia rappresenta per lui una 'svolta': ogni blocco psicologico, ogni limite 'autoimposto' si scioglie di fronte alla questione di dover lottare contro una patologia così maligna, che il ragazzo riesce a sconfiggere lasciando emergere, finalmente, la parte migliore di sé. Scampato per la seconda volta alla morte, Marinangeli abbandona la sua scialba vita da ragioniere in una ditta di scarpe e decide di fare quel che, in realtà, aveva sempre sognato: l'attore.





L'OPINIONE
La brutta televisione
Articolo di: Michela Diamanti

Michela DiamantiTra talk show confusionari e 'reality' sempre più scadenti, continua la 'fuga' senza ritorno verso le nuove piattaforme digitali. C'è da dire che della televisione e dei suoi programmi, Pier Paolo Pasolini pensava tutto il male possibile. Chissà cosa direbbe oggi, nell'era della rivoluzione digitale e l'avanzamento tecnologico che abbiamo avuto: i social, il personal computer, gli smartphone che fanno anche il caffè. Eppure, nonostante tutto questo, di programmi televisivi in grado di arricchirci veramente non se ne vedono più. Ha vinto il realismo più gretto, il mero intrattenimento. E ciò è accaduto già da qualche tempo. Forse, mancano le buone idee e nessuno sa più cosa inventarsi. O forse, è più comodo non 'rischiare', affidansosi a format già collaudati che provengono dall'estero, perchè nell'era della globalizzazione, anche i programmi d'intrattenimento si sono 'omologati', appiattiti più o meno allo stesso livello. Sembra quasi che la televisione non sia più un 'medium' da seguire con attenzione, ma uno schermo che sta lì, in un angolo della stanza, a far rumore, per rompere il silenzio e farci compagnia.


MUSICA
Il docufilm sui DM
Articolo di: Martina Tiberti

Martina TibertiNei giorni scorsi, è stato proiettato nelle sale cinematografiche di 70 Paesi di tutto mondo, nelle sole date del 21 e 22 novembre 2019, il 'docufilm-concerto' dedicato alla storica band del rock elettronico britannico, i Depeche Mode, dal titolo: 'Depeche Mode: spirits in the forest'. Si tratta di un film musicale teso a celebrare la grande resa delle perfomances 'live' di questo gruppo, che ha tratteggiato la storia della musica europea e mondiale sin dai primi anni '80 del secolo scorso, arrivando, di successo in successo, fino a noi. Diretto dal regista Anton Corbijn, l'opera è la conseguenza del 'Global Spirit Tour' che, tra il 2017 e il 2018, ha visto accorrere ai 115 concerti del gruppo più di 3 milioni di ammiratori e appassionati. Immergendosi nelle storie di sei fans particolari, il film celebra la popolarità di una band che, all'inizio del suo percorso, sembrava destinata a seguire il destino di molte 'meteore' degli anni '80, scomparsi dopo qualche momentaneo successo di vendita. Invece, i DM sono via via cresciuti, nonostante le diffidenze della critica. Non subito si compresero, infatti, alcune evidenti qualità di questi ragazzi, che oltre a denotare le grandi capacità vocali del cantante, David Gahan, stava via via segnalando l'infinita vena compositiva del chitarrista, Martin Gore e le eccellenti potenzialità polistrumentiste di Alan Wilder, che tuttavia abbandonò il gruppo nel 1993, quando era ormai giunto all'apice del successo mondiale. A lungo non si comprese, inoltre, un'altra caratteristica dei DM: la loro incredibile resa dal vivo.