Vittorio LussanaAnche se stiamo stilando queste prime considerazioni innanzi a un esito referendario ancora provvisorio, ci sembra evidente che siamo di fronte a una sconfitta 'cocente' per l'attuale presidente del Consiglio e Segretario nazionale del Partito democratico, Matteo Renzi. Una sconfessione evidente, che gli italiani hanno fornito innanzi a un 'disegno' e a una lunga serie di atteggiamenti determinati, innanzitutto, dalla ormai nota 'ubriacatura' ottenuta alle elezioni europee del 2014. Quella 'tornata' elettorale ha letteralmente illuso l'intera classe politica 'renziana', colpevolmente dimentica degli insegnamenti dei 'padri' e persino dei 'fratelli maggiori', i quali hanno più volte sottolineato come il voto europeo sia sempre un dato da prendere con le 'pinze'. Anche il Partito comunista italiano, alle elezioni europee del 1984, riuscì a sorpassare la Democrazia cristiana in seguito alla spinta emotiva per l'improvvisa e drammatica scomparsa di Enrico Berlinguer, ma poi non fu affatto in grado di gestire quel risultato negli anni successivi. Dare per scontato un 40,8% puramente momentaneo è stata una clamorosa e persino arrogante ingenuità, commessa da Matteo Renzi e dal suo intero gruppo dirigente. In secondo luogo, era stata più volte sottolineata la 'sindrome veltroniana' del 2008, allorquando il Partito democratico si giocò la partita contro Silvio Berlusconi aspirando a diventare una forza a 'vocazione maggioritaria'. Un disegno ripetutamente segnalato come 'utopistico': il 'Partito della Nazione' è una 'trappola mediatica' che, in realtà, non ama nessuno. Il dato austriaco di questi stessi giorni dimostra come la socialdemocrazia, in coalizione con le forze ambientaliste - data l'evidenza delle emergenze climatiche, di sostenibilità ambientale e di manutenzione del territorio - seppur 'scalcagnata' e stracolma di problemi, rappresenti l'unica 'formula' in grado di 'tenere botta' ai populismi e agli estremismi, per intrinseche ragioni di attualismo politico e di naturale opposizione verso un'ottusa politica di 'austerity' delle forze popolari e moderate, capaci solamente di alimentare qualunquismi e neo-nazismi.



CULTURA
Il 'best seller' su Malaparte
Articolo di: Paolo Spirito

Paolo SpiritoE' destinato a lasciare il segno il decimo libro di Rita Monaldi e Francesco Sorti, coppia felicemente simbiotica nella vita e nell'arte, autori della saga di Atto Melani, l'abate castrato, spia alla corte del 'Re sole', protagonista dei loro primi best sellers quali 'Imprimatur' e 'Secretum'. In 'Malaparte. Morte come me', edito da Baldini & Castoldi (496 pagine, 18.00 euro), scritto in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Curzio Malaparte, i dati storici (la morte della giovane poetessa Pamela Reynolds il 27 maggio del 1935, precipitata dalla scogliera del fortino di Orrico nel territorio di Anacapri in circostanze mai del tutto chiarite) si confondono con quelli d'invenzione (l'accusa rivolta allo stesso Malaparte), imbastendo abilmente su di un episodio reale una fitta trama poliziesca che solo all'apparenza sembra essere il pretesto per raccontare la Capri mondana e cosmopolita precedente il secondo conflitto mondiale. L'Italia è nella 'morsa' del fascismo e la guerra è alle porte. Durante uno scintillante 'party sotto le stelle', zeppo di aristocratici, ufficiali nazisti e miliardari americani, il celebre scrittore, Curzio Malaparte, gran rubacuori ed 'enfant terrible' del regime, viene accostato dalla polizia segreta di Mussolini: qualcuno lo accusa dell'omicidio di una giovane poetessa inglese, misteriosamente precipitata da un dirupo quattro anni prima - un evento realmente accaduto. Malaparte decide di darsi alla macchia: con l'aiuto di pochi amici fidati (un principe scialacquatore, un camorrista, uno strambo pittore e l'inseparabile cane Febo) condurrà in clandestinità una difficilissima inchiesta.


ARTE
Romani o vandali?
Articolo di: Michele Di Muro

Michele Di MuroNella notte tra il 13 e il 14 novembre scorso, a causa forse di una 'pallonata', è stata danneggiata la celebre statua dell'elefantino in piazza della Minerva, a due passi dal Pantheon. La punta della 'zanna' dell'animale - comunque non originale, ma frutto di un'integrazione avvenuta in concomitanza col restauro del 1977 - staccatasi durante l'atto vandalico, è stata prontamente restaurata dai tecnici della sovrintendenza capitolina (il frammento in malta era stato trovato 'in situ' da alcuni turisti spagnoli). E' questo l'ennesimo 'sfregio' a un monumento della capitale, che segue il selvaggio assalto del 2015 perpetrato ai danni della fontana della 'Barcaccia' dei Bernini, padre e figlio, in piazza di Spagna, da parte dei tifosi olandesi giunti in città per la partita di 'Europa League': Roma-Feyenoord. La procura di Roma ha aperto un fascicolo d'indagine. E, grazie alla telecamere collocate sulla Biblioteca del Senato, che affaccia sulla piazza, sarà forse possibile risalire ai colpevoli. Al di là di tutto questo, il recente avvenimento riapre il dibattito attorno al problema della messa in sicurezza delle opere d'arte sparse nell'Urbe. Statue, fontane, chiese e reperti antichi sono praticamente a 'libero accesso'. Si tratta di una gestione del patrimonio storico-artistico che si caratterizza, da sempre, secondo questa modalità. E' un fatto culturale: i monumenti sono patrimonio collettivo e possono essere vissuti tramite un contatto fisico diretto (si pensi al caso delle fontane sparse in quasi ogni piazza del centro storico della capitale). Per questo, sono da sempre a rischio.



RECENSIONI
La codardìa intellettuale di 'Inferno'
Articolo di: Giorgio Morino

Giorgio MorinoDi solito, quando nelle librerie esce un libro che riscuote un ampio successo commerciale, trascinandosi dietro una lunga serie di critiche e polemiche, è solo questione di tempo: prima o poi, la suddetta opera troverà la sua trasposizione cinematografica. I romanzi di Dan Brown, ex professore d'inglese del New Hampshire e lo straordinario fuoco incrociato di polemiche sui contenuti che ne hanno accompagnato l'uscita, hanno sicuramente trovato terreno fertile in cui prosperare negli studi di Hollywood. Affidandosi nuovamente al dinamico duo, Ron Howard - Tom Hanks, dopo i fuochi d'artificio de 'Il codice da Vinci' nel 2006 e il meno 'scoppiettante' successo di 'Angeli & Demoni' nel 2009, ecco 'Inferno', nuovo capitolo delle avventure del professor Robert Langdon, esperto di simbologia e immaginario 'alter ego' di Dan Brown stesso. In questa nuova epopea, il professore si sveglia in un ospedale con una ferita alla testa, senza ricordare dove si trovi, né cosa sia successo negli ultimi giorni. Senza sapere come, Langdon si troverà nuovamente al centro di una forsennata caccia all'uomo, in cui l'obiettivo è proprio lui e le informazioni in suo possesso su una possibile minaccia 'bio-terroristica': una nuova 'peste nera' che decimerà la popolazione mondiale. Con l'aiuto della dottoressa Brooks, sua nuova compagna in questo allucinante viaggio, un Langdon spaesato e in preda alle allucinazioni affronta l'enigma più complesso della sua carriera, nella meravigliosa cornice offerta dalla città di Firenze. Ora, mettiamo immediatamente dei 'paletti' che facilitino il procedere del dibattito: 'Inferno' non è tecnicamente un film 'brutto'.




AMBIENTE
L'inquinamento uccide
più delle guerre

Articolo di: Michela Zanarella

Michela ZanarellaLa recente diatriba relativa all'Ilva di Taranto ripropone con urgenza la questione della 'sensibilità ambientale', che in Italia sembra essere una 'voce' divenuta politicamente 'fuori moda'. Eppure, la questione avrebbe pienamente un 'senso', benché si sappia, ormai, che negli ambienti della politica italiana la questione della misurazione e del raggiungimento di obiettivi concreti sembra essere diventata una richiesta troppo specifica, se non 'stravagante'. Se in numerosi Paesi, l'attenzione all'ambiente rappresenta una problematica tenuta in debita considerazione, qui da noi proprio non si riesce a uscire da un logica di Partiti e movimenti 'minestrone', che contengono e rappresentano, al loro interno, gruppi e interessi spesso contrapposti tra loro. Eppure, secondo un rapporto dell'agenzia dell'Onu per l'Ambiente (Unep) e dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), presentato in Kenya durante la seconda assemblea delle Nazioni Unite, è sempre più alto il numero dei decessi causati da situazioni ambientali compromesse. Solo nel 2012, oltre 12 milioni di morti premature sono da attribuirsi a questa drammatica realtà. Numeri quasi superiori a quelli di un conflitto mondiale. La percentuale più alta è stata registrata in Asia sud-orientale, con il 28% dei casi, seguita dal Pacifico orientale con il 27%, dall'Africa subsahariana con il 23% e dal Medio Oriente, con il 22%. L'Unione europea raggiunge quota 15%, ma non per questo il 'quadro' complessivo che ne viene fuori può essere cosiderato rassicurante: l'inquinamento è il quarto fattore di rischio di morte a livello mondiale. La metà dei decessi si concentra nell'area delle due economie più sviluppate: Cina e India. I 'killer' sono diversi: dalle centrali elettriche, alla produzione industriale, dalle emissioni dei veicoli, al riscaldamento a carbone e a legna. Secondo Michael Brauer, ricercatore presso l'università della British Columbia, il fenomeno ha contribuito al 'boom' di malattie cardiache, infezioni acute e problemi respiratori.


SALUTE
Acqua e limone
Articolo di: Dario Cecconi

Dario CecconiIl limone vanta numerosi benefici, conosciuti sin dall'antichità. Aiuta a stimolare il sistema immunitario ed è un ottimo alleato se si vuole perdere peso, perché ha effetti digestivi e depura il fegato. Tra le sue proprietà più importanti troviamo quelle antibatteriche e antivirali. Il limone contiene diverse sostanze, che stimolano le difese immunitarie e combattono le infezioni, in particolare: l'acido citrico; il magnesio; la vitamina C; i bioflavonoidi; la pectina; il limonene e il calcio. Bere acqua e limone al mattino è un ottimo modo per disintossicarsi e 'rimineralizzarsi' in maniera naturale. Per dare inizio a una efficace terapia a base di acqua e limone è necessario seguire alcune indicazioni. E' fondamentale utilizzare acqua leggermente tiepida e scegliere sempre limoni freschi, se possibile biologici, evitatando il succo di limone confezionato. Ecco gli effetti benefici del limone: l'energia che ricaviamo dagli alimenti proviene dagli atomi e dalle molecole che li compongono. Quando gli 'ioni positivi' degli alimenti entrano nel tratto digestivo e interagiscono con gli enzimi caricati negativamente si produce una reazione. Il limone è uno dei pochi alimenti che contengono più 'ioni' caricati negativamente, quindi fornisce al nostro corpo più energia nel momento in cui raggiunge il tratto intestinale. Anche l'aroma del limone ha proprietà energizzanti e migliora lo stato d'animo. L'odore del succo di limone può stabilizzare l'umore e aiuta a risvegliare la mente. Il limone è in grado di ridurre l'ansia e la depressione.