Vittorio LussanaNell'epoca della modernità 'liquida' è sempre più difficile parlare di massa intesa come un aggregato anonimo di persone. Le nuove possibilità di scelta legate allo sviluppo tecnologico delle comunicazioni, l'emancipazione di una precisa fascia di popolazione e la sua insofferenza verso i prodotti convenzionali, la necessità di fidelizzare un pubblico sempre più saturo e distratto sono i fattori che stanno cambiando la produzione televisiva, modificandola di pari passo con le nuove tendenze dei telespettatori. Anche la televisione commerciale sta lentamente tramontando, mentre l'Iphone, il tablet e il personal computer sono diventati essi stessi un qualcosa di molto simile al mezzo televisivo, a uso e consumo dell'utente. Al contrario, la stessa televisione può essere trasformata, grazie alla connessione internet, in un dispositivo di ricerca in rete. In pratica, stanno venendo meno le vecchie categorie concettuali che mantenevano ogni mezzo nel 'binario' specifico della loro funzione. La 'transmedialità' è la nuova parola d'ordine, funzionale a descrivere una diversa tipologia di 'audience' sostanzialmente 'nomade', alla continua ricerca di stimoli, desiderosa di storie che rendano più comprensibile e fruibile la realtà. La necessità di comprendere il mondo che ci circonda attraverso le vicende efficaci e coinvolgenti di un telefilm, certamente non è un'invenzione dell'epoca attuale: è la riscoperta della 'narratività' quel che sta investendo ogni ambito. Particolarmente significativa, al riguardo, è l'evoluzione avvenuta proprio nelle serie televisive. Nate da una formula primitiva, che le avvicinava ai radiodrammi o ai romanzi a puntate, esse possono, oggi, esser considerate la principale 'spia' rivelatrice del cambiamento in atto. Innanzitutto, l'innovazione di testi e soggetti, la libertà espressiva cercata da autori e sceneggiatori, la stessa sperimentazione artistica degli ultimi anni sono i fattori che hanno catalizzato l'attenzione di critici e intellettuali, da sempre refrattari nel riconoscere un qualche valore artistico alle produzioni televisive. Ma ciò è avvenuto anche perché quest'ultime hanno cominciato a produrre i loro contenuti secondo quelle regole di 'convergenza' che fanno diretto riferimento alla definizione di Henry Jenkins, il saggista americano che per primo ha coniato la locuzione 'transmedia storytelling', al fine di sottolineare la capacità di una storia di aggiungere una 'chiave interpretativa', un 'senso' di fondo, alla narrazione.


CULTURA
Il premio Fersen 2017
Articolo di: Andrea Giulia

Andrea GiuliaA 16 anni dalla morte dell'attore Alessandro Fersen, sempre maggior importanza va assumendo, ogni anno, la celebrazione del premio teatrale alla regia e alla drammaturgia contemporanea a lui intitolato. L'ultimissima edizione, tenutasi a fine novembre presso il Chiostro 'Nina Vinci' del Piccolo Teatro di Milano, ha visto premiati una serie di testi drammaturgici e di spettacoli di primissima scelta. La qualità artistica delle rappresentazioni selezionate rende l'idea del livello e dell'importanza che sta assumendo questo riconoscimento, uno dei pochi a privilegiare veramente la professionalità artistica. Tuttavia, prima di esporre la consueta lista di vincitori 2017, vogliamo approfondire la figura di Alessandro Fersen, un grandissimo attore, drammaturgo e regista teatrale venuto a mancare a Roma nei primi giorni di ottobre del 2001.


SALUTE
Il Congresso nazionale dell'Amsi
Articolo di: Fabrizio Federici

Fabrizio FedericiSi è svolto a Roma, presso la clinica 'Ars medica', il II convegno del XVIII corso di aggiornamento internazionale e interdisciplinare dell'associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), che dal 2000 a oggi ha organizzato più di 550 convegni di aggiornamento professionale, in chiave sempre internazionale, estesi a tutti gli operatori della sanità (medici, odontoiatri, farmacisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti, podologi e così via). 'Urgenza in cardiologia e medicina sportiva. Diagnosi, cura e riabilitazione': questo il tema del corso, che ha visto la partecipazione di 130 professionisti internazionali della sanità provenienti da tutto il mondo, riunitisi all'insegna delle 'parole-chiave': efficienza; responsabilità; meritocrazia; innovazione; dialogo con i cittadini.



TECNOLOGIA
Arriva la rivoluzione 5G
Articolo di: Raffaella Ugolini

Raffaella UgoliniArriva la rivoluzione 5G. Ovvero, connessione internet superveloce, ovunque e dappertutto, senza più alcun problema di 'digital divide' (divario digitale, ndr). Si tratta di un 'allargamento', se così si può dire, della connettività internet, rispetto a quella telefonica tradizionale. Ma tanto, il telefono chi lo usa più per conversare, o farsi dichiarazioni d'amore come si faceva una volta? Adesso, arriva la nuova rete di comunicazione, che velocizza la connessione internet 100 volte in più di quella attuale. E ancora non è arrivata la 'banda larga': allora sì che saremo tutti connessi, sempre, dovunque e comunque. Tutto il potere alla rete, dunque? Sì, basta 'tromboni'. Grazie alla rete superveloce si potrà, tanto per fare un esempio, somministrare una medicina a un paziente in movimento per la città, grazie alla vastissima gamma di dispositivi portatili della 'Iot' (Internet of things, ndr), che già ora si stanno diffondendo in misura esponenziale. E questo è solo un esempio banalissimo di quel che si potrà fare, non appena la rete sarà 'dimensionata' in modo appropriato. Presto, tutti avremo a disposizione braccialetti intelligenti, o contatori di acqua e gas che non necessiteranno della lettura per capire quanto abbiamo consumato: tutto verrà fatto tramite dispositivi che comunicheranno ogni cosa alla perfezione. Guardandoci indietro solamente di una decina d'anni, già il cammino percorso sino a oggi comincia a essere impressionante. La verità è che, con la rete internet, la società è partita 'a razzo' e non si fermerà più.


L'OPINIONE
La 'fiction'
(s)piegata dalla realtà

Articolo di: Gaetano Massimo Macrì

Gaetano Massimo MacrìNon si può raccontare la realtà con una 'fiction'. Dovrebbe essere l'assunto di base dell'era moderna, trainata dall'informazione veloce. E invece continuiamo a foraggiare produzioni che raccontano la grande cronaca e la Storia. Questa semplificazione, tolto il valore di rinnovamento della memoria, ha in sé un difetto e un pericolo grave: non c'è più bisogno di una televisione pedagogica, mentre invece servirebbe creare 'massa critica' in un pubblico ormai abituato a un consumo 'stitico' dell'informazione. Le attuali 'fiction', invece, o sono poco rappresentative del vero senso del reale, o eccedono nel rappresentarlo, generando un rapporto troppo personale con lo spettatore, che entra in simbiosi col personaggio, abbandonando qualsiasi forma di ragione critica sulla vicenda. All'incirca 50 anni fa, partirono le prime occupazioni studentesche, che innescarono il movimento 'sessantottino'. Un intervallo tutto sommato piuttosto breve, al cui interno è successo di tutto. Oggi, ci ritroviamo in un mondo completamente rinnovato. Passando dalle ideologie - in nome delle quali sui giornali si vergavano articoli che definire 'di parte' a volte poteva sembrare un eufemismo e che non rappresentavano oggettivamente la realtà dei fatti - alle strategie di marketing dei media di oggi, dai leader agli influencer (qui sì che il passo verso le 'fake news' è inevitabile) abbiamo perso quel modo di fare dibattito sui problemi concreti. La Rai del passato, quella di Ettore Bernabei, attraverso gli sceneggiati si era assunta un ruolo da educatrice domestica.


TELEVISIONE
Indietro tutta 30 e l'ode
Articolo di: Dario Cecconi

Dario CecconiPura goliardìa e tante risate al servizio dell'arte. Trent'anni fa, Renzo Arbore e Ugo Porcelli, ideatori di quel successo che oggi chiamiamo 'cult', avevano davanti a loro una strada con un bivio obbligato: quello verso il successo. 'Indietro tutta 30 e l'ode' sarà il nome delle due nuove puntate del programma tv trasmesso il 13 ed il 20 dicembre prossimi in prima serata su Raidue. Sarà un'ottima occasione per ricordare una trasmissione televisiva molto amata e di successo: un programma nazional-popolare, ma anche ricercato e apprezzato dalla critica, quale fu 'Indietro tutta'. Gli ingredienti saranno ancora gli stessi. Vale a dire: improvvisazione e piena libertà, senza i tempi strettissimi dei programmi di oggi e quell'ironia 'mordi e fuggi' che rischia di essere dimenticata troppo in fretta. A condurre i due speciali ci sarà la bravissima Andrea Delogu, voce conosciutissima di Radio2, che in veste di 'professoressa' in una ideale lezione universitaria traghetterà le 'nuove generazioni' presenti in studio alla vecchia e buona tv di Renzo Arbore e Nino Frassica. Il nuovo format punta sugli studenti, sugli aspiranti artisti e su tutti coloro che sono curiosi. Ci saranno anche spazi dedicati al ricordo. Per esempio, a quello di Massimo Troisi e di Alfredo Cerruti, personalità importanti del programma purtroppo venute a mancare. E tanti altri bei momenti, tutti da seguire.