
E’ questa la filosofia sottesa nel nuovo inno ufficiale del Fair Play, nato in Italia con l’ambizione di superare i confini geografici e culturali per parlare a un pubblico internazionale
Dalla tradizione del bel canto italiano a un messaggio universale di rispetto e inclusione. Lucia Rubedo è la voce solista del nuovo inno ufficiale del Fair Play: un progetto promosso dal Comitato nazionale italiano 'Fair Play' presieduto da Ruggero Alcanterini. Il brano, scritto in inglese, è nato dalla collaborazione della Rubedo con Carlo e Remo Manfredi e si propone di superare i confini geografici e culturali. Il progetto mette in dialogo musica e arte visiva, grazie all’opera 'L’Inno', dell’artista multidisciplinare Eugenio Di Paolo, scelta per la copertina del brano. La musica come espressione artistica e messaggio da condividere. E’ in questo spazio che si colloca il progetto dell’inno ufficiale del Fair Play, nato in Italia con l’ambizione di superare i confini geografici e culturali, per parlare a un pubblico internazionale. A interpretarlo è la soprano Lucia Rubedo, cantante e voce ufficiale del Comitato nazionale italiano 'Fair Play'.
Lucia Rubedo, lei è la voce ufficiale del Comitato nazionale italiano ‘Fair Play’ e interpreta da solista l’inno dedicato a questi valori: che significato ha per lei essere la voce di un progetto che ambisce a parlare al mondo?
“Per me è un grande onore, ma anche una responsabilità. Il Fair Play non è soltanto una regola dello sport: è un modo di vivere e di relazionarsi fondato sul rispetto, sulla lealtà e sulla capacità di riconoscere il valore degli altri. Essere la voce di questo progetto significa mettere la mia sensibilità e la mia formazione al servizio di un messaggio in cui credo profondamente. Mi auguro che, attraverso questo inno, persone di età e culture diverse possano riconoscersi negli stessi valori”.


Pare che, su osservazione del Quirinale, non si sia dato corso all'utilizzo dell'Esercito nelle città con funzioni di ordine pubblico, perché non di competenza. Giusto. Ma la Polizia municipale queste competenze, invece, le ha. Testualmente: "Svolge funzioni di Pubblica sicurezza e concorre al mantenimento dell'ordine pubblico in occasione di manifestazioni, eventi o cerimonie locali". Io, un 'pensierino' lo farei.


Quanti di noi, assistendo agli scontri e alle devastazioni avvenute in queste ultime settimane nelle più importanti città italiane, hanno immaginato di intervenire per affrontare personalmente i saccheggiatori? E quanti lo avrebbero fatto veramente? A quest’ultima categoria appartiene Evelyn Leon Palacios. E’ un’educatrice di quarantatrè anni che, a Milano, il 18 ottobre scorso, è scesa in piazza con la figlia quattordicenne.




Lo scorso 24 ottobre 2026 è stato un sabato complesso per la capitale. In una Roma blindata per le manifestazioni di protesta, con le sue inevitabili deviazioni al traffico e le tensioni che hanno attraversato diverse arterie della metropoli capitolina, la realizzazione dell'attesissimo decennale di 'Street Workout Italia' è apparsa, fino all'ultimo, un grande interrogativo. In una 'città eterna' paralizzata dal clima d'allerta, fare la classica camminata tra il Colosseo, il Circo Massimo e i Fori imperiali, com’era stato programmato da 1 anno, era diventato impossibile. Pertanto, la decisione dell'organizzazione è stata quanto mai tempestiva e determinante: riorganizzare il format e concentrare l'evento all’interno di una struttura delimitata e protetta. La straordinaria cornice dello stadio delle Terme di Caracalla ha saputo accogliere l'evento in totale sicurezza, consentendo alla manifestazione di svolgersi regolarmente. E la risposta della community non si è fatta attendere: oltre 1000 persone, dotate delle iconiche 'cuffie wireless', si sono radunate nel parco dello stadio per celebrare i dieci anni di outdoor fitness con tanta musica ed energia condivisa, dimostrando come lo sport sappia unire anche nei momenti più complessi. L'appuntamento ha, inoltre, vissuto un momento di profonda commozione nel ricordo di Simone Massaro, ideatore e anima di Street Workout Italia sin dal 2016.

Nonostante lo scetticismo e l’invito a rallentare la corsa verso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale da parte dell’élite tecnologica, Donald Trump non accenna a cambiare marcia e prosegue imperterrito la sua strada in un settore ancora incompreso e inesplorato. L’avanzata tecnologica risponde, secondo il tycoon, alla necessità di non perdere terreno rispetto ai progressi nel campo da parte della Cina, il vero (e unico) attuale competitor degli Stati Uniti. Una corsa che ha il sapore della 'gara': un concetto fondamentale nell’azione 'trumpiana'. Per dare una spinta concreta al progetto, proprio in questi giorni il presidente americano ha confermato la propria fiducia a Jay Clayton, ponendolo a capo della 'task force' della Casa Bianca dedicata all'intelligenza artificiale. La 'Super Intelligence Force' (questo il nome del team) avrà il compito di “proteggere gli interessi e migliorare la vita di tutti gli americani”. Un compito decisamente arduo, quello che spetta a Clayton, che ha 120 giorni per raccogliere dati sugli aspetti legati ai rischi e alle opportunità che le varie Ai possono presentare. Jay Clayton dovrà ricorrere a tutta la sua capacità da 'team leader' maturata nel precedente incarico di direttore della National Intelligence, nel quale supervisionava l’azione di ben 18 agenzie di intelligence statunitensi.

Sabato 31 ottobre 2026, alla Galleria 'Patrizia Anastasi' di viale Giuseppe Mazzini n. 1/A in Roma, si è celebrata una 'serata-evento' speciale per celebrare il cinquantenario del cult-movie 'Febbre da cavallo’ di Steno. Un appuntamento esclusivo, in cui l’artista Matteo Frasca ha presentato due opere nate dalla collaborazione con Patrizia Anastasi e Ugo Mangini, dedicate al film e realizzate per questa straordinaria celebrazione. A ispirarle, la fortissima passione dell'artista per questa pellicola. Tutte le opere nascono attraverso la tecnica del 'flame painting': un linguaggio in cui la fiamma diventa luce, pennello e materia dell'immagine. Il cinema incontra l'arte e il fuoco diventa elemento creativo, simbolo di trasformazione e di rinascita. Anche l'artista Euplemio Macrì ha presentato, come omaggio alla 'città eterna', alcuni scatti fotografici sui luoghi romani. Inquadrature architettoniche, rapide e veloci, in cui le forme raggiungono in sé una purezza astratta e ideale. Era presente, ovviamente, anche Ugo Mangini, musicista e cantante, comparso da poco sulla scena musicale italiana e sui social con la canzone: 'La ballata dell’ex nichilista' (cliccare QUI). Mangini, che ha già all’attivo migliaia di visualizzazioni, ha presentato in anteprima il suo secondo brano originale, dal titolo 'Inno a Mandrake', già definito da Marco Giusti, un “capolavoro stracult”.