Gabriele Tortora

In questi giorni, abbiamo celebrato un referendum confermativo costituzionale. Tuttavia, nell'esercizio di tale diritto sono emerse delle gravi criticità specifiche per i 'fuori-sede' italiani, che sembravano superate grazie al decreto legge n. 27 del 19 marzo 2025 (coordinato dalla legge di conversione n. 72 del 2025, ndr). La norma, infatti, aveva introdotto una disciplina 'sperimentale' per chi domiciliava fuori dal proprio comune di residenza, per motivi di studio, lavoro o salute. Per votare nel comune di domicilio sarebbe cioè necessario presentare un’istanza entro una certa data; il comune di domicilio, a sua volta, avrebbe dovuto rilasciare, entro un mese di tempo, un'attestazione di ammissione al voto, obbligatoria per accedere al seggio. Questa volta, le cose sono andate in maniera completamente diversa: mentre gli elettori domiciliati temporaneamente all'estero (per almeno tre mesi, ndr) hanno potuto votare per corrispondenza — previa opzione da inviare entro il 18 febbraio 2026 — per i 'fuorisede' in Italia la procedura non è stata la stessa. Dopo le aperture sperimentali dell’anno scorso, le complicazioni di quest'anno hanno causato profonde frustrazioni tra gli studenti. Molti universitari considerano l’obbligo di tornare al comune di residenza una limitazione della propria libertà di voto. Gli sconti sui trasporti sono ritenuti insufficienti, specialmente per chi deve percorrere lunghe distanze. E cambiare residenza, che potrebbe sembrare una soluzione, risulta spesso impraticabile, a causa delle ripercussioni economiche sull'Isee familiare e per la natura intrinsecamente temporanea del domicilio studentesco. Il docente di Filosofia presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, professor Emiliano Ippoliti, ha definito "una follia" il fatto che, in un mondo digitalizzato “si debbano ancora sospendere attività e forzare spostamenti fisici per votare”. E ha descritto le procedure attuali come “ancorate a metodi obsoleti”, auspicando l'introduzione di un voto online sicuro o sistemi più "smart", pur riconoscendo “le sfide legate alla privacy e alla segretezza del voto”. Le stime indicano che l'affluenza giovanile potrebbe scendere sotto il 60-70%. Oltre a ciò, molti giovani riferiscono difficoltà nel comprendere i temi referendari, lamentando una narrazione mediatica scarsa o distorta, che ha reso i quesiti difficili da decifrare senza competenze giuridiche. Alcuni vedono in queste complicazioni burocratiche come un tentativo indiretto di limitare l'affluenza di categorie potenzialmente critiche verso il governo. Tuttavia, emerge anche un forte senso del ‘dovere civico’: per molti studenti, non votare a vent'anni viene vista come una 'rinuncia' prematura al proprio futuro. In conclusione, sebbene votare sia un dovere di ogni cittadino, esso è prima di tutto un diritto, il cui esercizio non può dipendere dalla capacità di spesa del singolo, né essere limitato da vincoli fiscali o dall'obsolescenza dei metodi. Il voto dovrebbe essere accessibile, gratuito e tecnologicamente al passo con i tempi. Per tutti, a cominciare dai fuorisede.


AFORISMI FIORENTINI
E alla fine tutti a cantare 'Bella ciao'
Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

Poteva essere il referendum del coraggio, come quello sul divorzio; invece è stato il referendum della paura, come quello sul nucleare. Il referendum sul nucleare ci ha resi - e tuttora ci rende - tutti più poveri. Il referendum sulla giustizia ci porterà, come conseguenza politica, più populismo pauperista, più odio sociale, più autoritarismo giudiziario. Ma non c'è da disperare: alla fine saremo tutti felici, in fila per tre, a cantare ‘Bella ciao’.
 

 

 

 


SICUREZZA
Proteggere chi protegge
Articolo di: Rita Chessa

Rita Chessa

La salute e la sicurezza di chi lavora in prima linea per tutelare la collettività sono stati il tema centrale della tavola rotonda 'Salute e sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi', tenutasi il 17 marzo scorso, dalle ore 9.00 alle 13.00, presso l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni di viale Tiziano n. 74 a Roma. L’incontro era organizzato da Ciu Unionquadri (Confederazione italiana delle Unioni delle professioni intellettuali, ndr) insieme a Conapo – Sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, da Ona – Osservatorio nazionale amianto e dal Comitato nazionale italiano 'Fair Play'.

 


CULTURA
Presentato a Milano
il percorso 'Remind'

Articolo di: Cinzia Riontino

Cinzia Riontino

Lo scorso 24 marzo 2026, si è tenuta la presentazione del nuovo romanzo di Claudia Conte: ‘Dove nascono i silenzi’ (Fall in lov Edizioni, 2026) che si inserisce all’interno del progetto culturale 'Remind'. Dopo l’anteprima al Festival di Sanremo, dove il volume è stato selezionato tra i 'Writers 2026', è iniziato il percorso culturale promosso da 'Remind' su tutto il territorio nazionale, per restituire dignità alle relazioni nelle famiglie e nelle imprese. L’incontro si è svolto a Milano nella prestigiosa cornice di Terrazza Duomo 21, in piazza del Duomo n. 21, alle ore 17.30 ed è stato un momento di riflessione e confronto sui temi affrontati nel libro – la violenza sulle donne, le dinamiche familiari disfunzionali, il bullismo e le fragilità giovanili – questioni sempre più centrali nel dibattito sociale contemporaneo. Il romanzo racconta, infatti, la storia di una famiglia apparentemente ordinaria, segnata da silenzi, rinunce e tensioni mai espresse. Attraverso i personaggi di Carmela, Salvatore e dei loro figli, Eugenio e Iside, la narrazione porta alla luce le ferite invisibili, che possono attraversare le relazioni familiari e il modo in cui i silenzi degli adulti finiscono, spesso, per alimentare le fragilità dei più giovani.

 

 

 


MUSICA
Addio a Gino Paoli
Articolo di: Michele Piacentini

Michele Piacentini

La storia di Gino Paoli è controversa, ma al tempo stesso molto affascinante, degna di grande ammirazione. Soprattutto per i più, è ricca di grandi successi musicali, che hanno segnato indelebilmente la storia culturale e musicale del nostro Paese. C’è un dettaglio, però, che colpisce anche la nostra curiosità. Non tanto perché legato a quel proiettile che, nel 1963, si incastrò a pochi millimetri dal suo cuore, quanto alle cause che determinarono quel suo gesto, non riuscito, di tentare il suicidio, per fortuna sua e dei suoi tanti ammiratori. Sui giornali di 'gossip' risulta che tentò di spararsi quando si lasciò con l’attrice Stefania Sandrelli, all’epoca ancora minorenne, mentre lui era già sposato con Anna Fabbri, compagna di scuola e amica di banco di Luigi Tenco. Risulta anche che Tenco ebbe un incontro amoroso con la Sandrelli, dopo il quale Luigi telefonò a Gino con Stefania ancora in camera. Di questo episodio rimane, forse, soltanto la creatività dei due grandi artisti, entrambi autori di due diverse canzoni con lo stesso titolo: ‘Angela’, ovvero il nome del personaggio interpretato pochi mesi prima dalla Sandrelli nel film ‘Divorzio all’italiana’. Risulta anche che Tenco fosse in collera per certi atteggiamenti di Paoli, che molto aveva ottenuto, in termini artistici, dal grande Umberto Bindi, che fu davvero un maestro per tutti i cantautori genovesi.


L'ANALISI
Il caso Costa Concordia
14 anni dopo

Articolo di: Virginia Imbriani

Virginia Imbriani

Nei mesi scorsi sono stati ricordati i 14 anni dal naugragio della nave da crociera Costa Concordia, affondata Il 13 gennaio 2012 con a bordo migliaia di persone tra passeggeri ed equipaggio. Il bastimento s’incagliò vicino all’isola del Giglio, in Toscana, provocando la morte di 32 persone e numerosi feriti. Al centro di quella clamorosa vicenda, il comandante della nave, Francesco Schettino, accusato di omicidio plurimo colposo, abbandono della nave, naufragio colposo e lesioni colpose. Era dunque l’occasione per chi vive, come noi, la passione per la navigazione in mare, di ricostruire i gravi errori commessi dall’ufficiale in comando: 1) innanzitutto, il comandante prese la decisione di “fare l’inchino” avvicinandosi alla costa dell’isola del Giglio: una manovra non autorizzata, anche se tantissime navi da crociera, in passato, effettuavano questo rito, tacitamente accettato in quento consuetudine marinaresca. Tuttavia, a causa di questa manovra, lo scafo ha urtato uno scoglio sommerso del gruppo delle Scole, situato a meno di un chilometro da Giglio Porto, provocando una gravissima falla nella nave; 2) la mancata evacuazione dei passeggeri al momento dell’impatto, che non venne attuata come da prassi, provocando un vero e proprio caos, con migliaia di passeggeri costretti ad abbandonare la nave da soli pur di mettersi in salvo; 3) l’aggravante della fuga del comandante Schettino con l’abbandono della nave prima dei passeggeri. Secondo il codice della navigazione, infatti, il comandante dev’essere l’ultimo uomo ad abbandonare la nave, perché prima deve occuparsi di mettere in salvo i passeggeri e il proprio equipaggio.