Vittorio Lussana

Il trio era in gara nella sezione ‘Nuove proposte’ al 76° Festival della canzone italiana con il singolo ‘Nei miei Dm’, attualmente in rotazione radiofonica e disponibile in digitale

In queste serate sanremesi, i giovani Blind, El Ma e Soniko sono apparsi come la proposta giovanile più fresca ed ‘easy listening’ del 76esimo Festival della canzone italiana. Il pubblico in sala li ha applauditi e sostenuti come il terzetto più pulito e innovativo dell'attuale produzione musicale italiana. La formazione, tuttavia, è un progetto nato nel 2025, che ha unito tre anime artistiche diverse. Hanno conquistato il loro posto all’Ariston vincendo Area Sanremo: il concorso organizzato dalla città di Sanremo (Im) e dall’Orchestra sinfonica, superando una selezione durissima a cui avevano partecipato oltre 500 candidati. Annunciati dalla commissione Rai presieduta da Carlo Conti, questi tre giovani artisti 'azzeccati' assieme si sono imposti tra i vincitori e hanno avuto accesso, di diritto, alla competizione tra le 'Nuove proposte', insieme a Mazzariello. Noi li abbiamo voluti incontrare in quanto grande speranza giovanile della musica italiana e, un po’, anche per ascoltare qualcosa di diverso (per il video, cliccare QUI).

Blind, El Ma e Soniko, potete raccontarci com’è stata la vostra esperienza ad Area Sanremo 2025, che vi ha visto vincitori facendovi conquistare il diritto di andare sul palco del Teatro Ariston tra le ‘Nuove proposte’?
Blind:
“E’ stata una settimana veramente intensa, piena di emozioni e ansie: un antipasto del Festival vero e proprio. Tempi stretti e 7 giorni di fuoco: veramente bello”.
El Ma: “La settimana di Area Sanremo è stata una delle cose più belle che mi siano mai successe. E’ stato tutto super intenso, pieno di adrenalina. Ogni volta che facevano un nuovo annuncio è stata un’emozione diversa: prima entrare nei 22, poi nei 10 e, alla fine, ritrovarci tra i due finalisti è stato incredibile. E’ stata una grandissima rivincita e una soddisfazione enorme”.
Soniko: “Area Sanremo per me è stata una prova di verità non solo artistica, ma personale. Arrivi lì e resti tu, con la tua voce e quello che hai da dire. Vincere e conquistare il diritto di andare al Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte è stato surreale. Non l’ho vissuta come una gara, ma come una conferma: se il messaggio è sincero, arriva. E, secondo me, questa è la cosa più importante”.

 


AFORISMI FIORENTINI
La prova artefatta
Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

C'è un comprensibile clamore intorno alla vicenda del prato di Rogoredo (Mi) e del poliziotto Cinturrino. Il 'teatrino' della politica si è scatenato a un livello sempre più basso, da ambo le parti. Ma non abbiamo sentito nessuno, nemmeno i magistrati inquirenti, intervenire sul fatto che, avvenuto l'omicidio, un subordinato di Cinturrino si sia precipitato in commissariato per prelevare una borsa con una pistola finta, a salve, da mettere accanto al cadavere. Le indagini chiariranno se questo poliziotto era complice o ha eseguito, ignaro, un ordine. Ma la domanda è questa: i nostri commissariati hanno armi di questo tipo? E perché? E chi le custodisce? Una risposta ufficiale e tranquillizzante sarebbe utile.


APPROFONDIMENTO
Le tecniche di manipolazione
Articolo di: Gabriele Tortora

Gabriele Tortora

La manipolazione della notizia consiste in quell’insieme di operazioni, di natura prevalentemente manuale, occorrenti per la preparazione di un servizio, di un documento o di un prodotto. Tuttavia, questo processo può consistere in una rielaborazione della verità mediante una presentazione alterata o parziale dei fatti. La manipolazione dei mezzi di comunicazione di massa e delle informazioni consiste nell'impiego di tecniche comunicative di attori politici, economici o istituzionali per costruire un'immagine pubblica o un'argomentazione che privilegia soprattutto interessi privati, andando contro l'obiettivo di tutelare l'interesse collettivo.

 


SPORT
Il riscaldamento fisico:
perché è importante

Articolo di: Cristian Cacace

Cristian Cacace

Da sempre sottovalutato o/e effettuato in modo superficiale, il riscaldamento prima dell’allenamento è una delle parti essenziali della lezione o della seduta allenante. Il riscaldamento prepara l’allievo o lo sportivo alla successiva parte, generalmente più intensa, dell’allenamento, predisponendo il corpo con una serie di cambiamenti fisiologici, neurali e biomeccanici, per ottenere il massimo risultato o performance. I primi studi sul riscaldamento, vennero effettuati nel 1945, per capire come l’organismo lavorava, se meglio o peggio, a un'idonea temperatura corporea. Il riscaldamento può essere, in secondo luogo, attivo o passivo. Per quello attivo, s’intende un lavoro fatto in movimento proprio per ricercare adattamenti fisiologici che risulteranno fondamentali per innalzare la temperatura e ottenere tutti quei benefici 'temperatura-dipendenti', come: 1) diminuzione della resistenza muscolo-articolare; 2) aumento rilascio d’ossigeno dall’emoglobina ai tessuti e dalla mioglobina ai mitocondri; 3) aumento delle velocità metaboliche; 4) incremento trasmissione degli stimoli nervosi; 5) incremento termoregolazione.

 

 

 


L'OPINIONE
Un Sanremo sottotono
Articolo di: Chiara Genovese

Chiara Genovese

Un Sanremo deludente, quello di quest'anno. Non un vero e proprio 'flop', ma decisamente sottotono. E' vero: nelle edizioni precedenti (almeno quelle degli ultimi anni) il palco dell'Ariston aveva forse ecceduto in caos e sovrapproduzione. Ma il rimedio non può essere l'eccesso opposto: un ordine asettico, da ambulatorio, dove tutto fila liscio e niente lascia il segno. Una 'minestra' senza sale, servita tiepida e con un sorriso di circostanza. Il festival di Carlo Conti ha il ritmo di un orario ferroviario: puntuale, prevedibile, privo di sorprese. L'impressione è quella di uno spettacolo che si amministra, anziché dirigersi, dove ogni elemento è al posto suo, ma nessuno brilla davvero. Un conduttore che oblitera biglietti e avvisa il pubblico che sabato sera, verso mezzanotte, si arriverà in stazione. Tutto sotto controllo, niente fuori posto. E, proprio per questo, niente che resti. Partiamo dalle canzoni, che di un festival musicale dovrebbero essere il 'cuore'. La selezione di quest'anno, con qualche eccezione, sa di già sentito: melodie prudenti, testi intercambiabili, arrangiamenti che strizzano l'occhio a tendenze già digerite. A emergere dal grigiore ci riescono in pochi (Nayt, Sayf, Ditonellapiaga), che portano sul palco una scrittura riconoscibile in mezzo a un mare di brani destinati all'oblio il lunedì successivo. Il resto è un déjà-vu collettivo, dimenticabilissimo. Persino l'immancabile brano dedicato alle vittime innocenti di Gaza, per quanto mosso da intenzioni nobili, si salva dal sembrare un 'compitino' necessario, ma poco sentito, prudente là dove servirebbe coraggio.


LIBRI
Indagine sulla famiglia
Articolo di: Daniela Zappavigna

Daniela Zappavigna

'Dove nascono i silenzi' è il nuovo romanzo di Claudia Conte, pubblicato da Fall in Lov. Siamo di fronte a un’opera che cerca, finalmente, di esplorare le ingiustizie e le umiliazioni interne alle famiglie, non più considerate meri involucri dove tutto è 'rose e fiori'. La violenza sulle donne, per esempio, spesso avviene all’interno delle relazioni affettive: in Italia, nel 2025, sono stati registrati 97 femminicidi, di cui 85 in ambito familiare e 62 commessi da partner o ex partner. Oltre a questi dati, le dinamiche di controllo economico e psicologico rimangono dominanti: solo il 58 % delle donne ha un conto corrente personale, mentre il bullismo e le fragilità giovanili crescono nell’ombra di conflitti familiari mai risolti. Sul versante del disagio giovanile, i numeri presentati dal Telefono Azzurro sono eloquenti: in media, ogni anno sono 181 i casi di bullismo e 24 quelli di cyberbullismo, mentre oltre 2 ragazzi su 3 tra gli 11 e i 19 anni hanno subito almeno un episodio offensivo o violento. Era ora, insomma, che qualcuno se ne occupasse, ficcando il 'naso', da brava giornalista, anche negli angoli bui che molti fanno finta di non vedere. Al centro del racconto, una famiglia apparentemente ordinaria.