
A trent’anni dalla morte di Amelia Rosselli (11 febbraio 1996), il Teatro Palladium di Roma ha accolto ‘L’inferno tessuto da mani perfette’: azione musicale firmata da Fabrizio De Rossi Re, andato in scena lo scorso 11 febbraio 2026. Lo spettacolo è nato come omaggio non commemorativo, ma come attraversamento sonoro e scenico di una voce che ha saputo fondere poesia, musica e pensiero critico in una forma irriducibile a qualsiasi etichetta. Concepito per critico letterario, attrice, soprano e pianoforte, il progetto mette in dialogo i testi poetici della Rosselli con il saggio 'Con l’ascia dietro le nostre spalle' di Andrea Cortellessa, presente in scena insieme a Diletta Masetti, Maria Chiara Forte e allo stesso De Rossi Re, con i 'contributi-video' di Lorenzo Letizia. La scrittura 'rosselliana', segnata dall’esperienza dell’esilio, dal plurilinguismo e da una costante ricerca sulla musicalità della parola, trova qui una traduzione scenica costruita per stratificazioni, contrasti e fratture. Abbiamo incontrato Fabrizio De Rossi Re per approfondire meglio le ragioni di questo progetto, il suo rapporto personale con Amelia Rosselli, le scelte musicali e il ruolo della critica letteraria all’interno di un’azione musicale che restituisce la poetessa non come figura del passato, ma come presenza ancora perturbante e necessaria.


51 magistrati italiani hanno sottoscritto il manifesto per il ‘Sì’ al referendum sulla giustizia. Si dirà: "Sono pochi". Ma tutto è relativo: i professori universitari che non giurarono fedeltà al fascismo furono solo 12.


Valentino Garavani, ultimo imperatore della moda mondiale, è morto il 19 gennaio 2026 a Roma, all’età di 93 anni. Con lui si chiude l’epoca del 'Mady in Italy'. I funerali si sono tenuti il 23 gennaio scorso nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, sempre nella capitale.




Marina Herlop, aka Marina Hernández López, è una compositrice catalana nata nel 1993, capace di rompere gli schemi ed esplorare il mondo attraverso un suono al tempo stesso ordinato e caotico. Tradizionalmente formata come pianista, la Herlop si distingue per creare brani che non si ascoltano semplicemente, ma si vivono. Come lei stessa afferma: “Attraverso la musica, le cose si rivelano da sole”. La sua consacrazione internazionale arriva nel 2022 con ‘Pripyat’: un album che cattura il silenzio e la desolazione dell’omonima città ucraina evacuata dopo il disastro di Chernobyl nel 1986 e, oggi, abbandonata, nonostante si facciano degli strani tour turistici al suo interno. Il nome della città deriva dal fiume Prípiat e non significa 'morte' o 'disastro', ma 'acqua che scorre'. Un simbolo che si riflette nelle composizioni dell’album: note di pianoforte che sembrano disordinate. mentre invece sono accuratamente studiate, capaci di creare paesaggi sonori intimi e rituali. Tra i brani più significativi, 'Shaolin Mantis' è diventato un punto di riferimento del suo stile: disciplina, delicatezza e mistero condensati in appena quattro minuti. Altri brani, come 'Lyssof' e 'Ubuntu' — quest’ultimo termine zulu significa: “Io sono perché noi siamo” — ampliano l’esperienza d’ascolto connettendo l’ascoltatore con concetti di comunità, corpo e rituale. Con il suo album successivo, 'Nekkuja' del 2023, la Herlop ci ha stupiti di nuovo portando questa esplorazione ancora più lontano.

La recente polemica intorno alla figura del comico Andrea Pucci, monologhista e stand up comedian milanese, è stata, francamente, gestita male un po’ da tutti. Innanzitutto, invitiamo questo artista a non lasciarsi provocare dalle ingiurie 'social', le quali avevano il preciso obiettivo di farlo deragliare caratterialmente: anche se schierato a destra, egli ha sempre espresso idee liberaleggianti in merito, per esempio, ai problemi relativi all’omosessualità. Pertanto, lo preghiamo di non cadere in certe 'trappole mediatiche' e di ripensare alla propria opportunità sanremese, anche per poter esprimere una rielaborazione più elegante di quel punto di vista maschile in piena crisi d’identità rispetto alla fase di 'rimonta sociale' da parte delle donne. Provare a declinare una versione più matura dell’estetica identitaria maschile potrebbe rappresentare una buona via d’uscita, invitando altresì tutti gli altri comici ad approfondire quella satira da 'pecora nera' che non si richiama affatto alla virilità 'mussoliniana', bensì all’anarco-conservatorismo dei Longanesi, dei Montanelli e dei Prezzolini. Insomma, il tentativo richiesto dalla critica è quello di provare ad alzare, almeno un poco, il livello del dibattito, senza scadere nel becero qualunquismo o nelle offese omofobiche e misogine.

Nei giorni scorsi, si è insediata alla presenza del sindaco, Valentino Mantini, la Commissione esaminatrice della edizione 2026 del 'Premio Cisterna: tra memoria presente e futuro'. L’iniziativa, nata nel 2001, ha come obiettivo quello di insignire, con un riconoscimento puramente simbolico, personaggi illustri o comunque rilevanti in vari settori della società civile, produttiva e culturale che, attraverso il loro operato, hanno veicolato il nome e la risonanza della città di Cisterna (Lt) quale luogo natale o di residenza, accrescendone il prestigio a livello locale, regionale, nazionale o internazionale. Dopo avere preso atto delle dimissioni di Antonio Parisella e Patrizia Pochesci, si è proceduto, come da regolamento, al rinnovo dei componenti dell’organismo che sarà chiamato a valutare le numerose proposte di attribuzione del riconoscimento, giunte fino al 31 dicembre scorso.