
La rassegna itinerante di Scanno e Peschici, giunta alla VI edizione, è entrata a far parte del programma ufficiale di ‘L'Aquila capitale italiana della cultura 2026’
Ci sono luoghi che non si limitano a ospitare presentazioni di libri, ma diventano spazi di confronto, dissenso e immaginazione. Il 'Ju Buk Feminist Festival' è uno di questi. Nato per dare voce al pensiero femminista nelle sue molteplici declinazioni, questa rassegna letteraria intreccia letteratura, attualità, arte e impegno civile, trasformando ogni edizione in un laboratorio aperto sul presente. In un tempo in cui parole come uguaglianza, diritti e libertà rischiano di essere svuotate o strumentalizzate, il 'Ju Buk' sceglie di restituire loro profondità attraverso il dialogo, l’ascolto e il racconto. Infatti, prima ancora di essere un festival, 'Ju Buk' è una domanda: quale spazio hanno oggi le voci delle donne nel racconto del mondo? Da qui nasce una manifestazione che, anno dopo anno, ha trasformato la cultura in un luogo di incontro, confronto e cambiamento: un evento che non si limita a descrivere il mondo, ma prova a cambiarlo, mettendo in relazione libri, corpi, paesaggi e comunità. Questa VI edizione, che si terrà a Scanno (Aq) e a Peschici (Fg) dal 24 luglio al 12 agosto 2026, promette, ancora una volta, di accendere il dibattito offrendo incontri, dialoghi e occasioni di confronto che fanno della cultura uno spazio di resistenza e di futuro. Per capire dove sta andando il 'Ju Buk Festival' abbiamo incontrato la sua ideatrice e fondatrice, Eleonora de Nardis Giansante.


Si è svolto ad Ankara (Turchia) il vertice della Nato. Nel frattempo: 1) gli iraniani controllano lo stretto di Hormuz; 2) i russi bombardano i civili a Kiev, lasciata senza Patriots; 3) la difesa europea Nato viene sguarnita del 50%, stimolando così gli appetiti distruttivi di Putin. Diciamolo chiaramente: con degli amici così, si può fare benissimo a meno dei nemici.


Chi si lascia scandalizzare dalla mentalità infantile e vittimista espressa quotidianamente da Donald Trump, dovrebbe comprendere come il cinema americano abbia sempre esaltato, in realtà, alcuni aspetti di spettacolarizzazione teatrale. La critica a un certo tipo di capitalismo sfrenato, a un materialismo privo di coscienza storica e al controllo esercitato dai grandi potentati economici sulla vita dei cittadini è sempre stata presente e ha un solo e unico 'capostipite': Stanley Kubrik.




Lasciano sconcertati le notizie trapelate dai principali siti social circa le irregolarità intervenute durante l’ultimo concorso per l’accesso in magistratura ordinaria, tenutosi a Roma il 24, 25 e 26 giugno scorsi. Da alcune dichiarazioni rilasciate da diversi partecipanti sembrerebbe che il giorno prima dell’espletamento delle prove concorsuali già girassero le tracce poi estratte, tramite chat private riconducibili a corsi di preparazione. E che sulla scrivania dei commissari siano stati rinvenuti in bella vista alcuni fogli contenenti degli argomenti 'papabili' per l’estrazione al concorso. Nei prossimi giorni è programmata un’interrogazione parlamentare, nel corso della quale il ministro Guardasigilli, Carlo Nordio, sarà chiamato a rendere conto della fondatezza delle contestazioni in oggetto. Alla luce dei fatti riportati, emerge sullo sfondo della vicenda in questione, il noto 'convitato di pietra' rappresentato dai corsi privati di preparazione per il superamento dei concorsi superiori. Senza voler ricorrere a facili illazioni, è importante mettere insieme alcuni dati. In primo luogo, il fatto che da almeno una quindicina d’anni, l’iscrizione a questi corsi da parte degli aspiranti magistrati ha assunto una diffusione capillare. Coloro, infatti, che concorrono all’accesso alle più alte cariche dello Stato senza affidarsi a tali corsi di formazione, ma basandosi su uno studio programmato autonomamente, rappresentano una minoranza sempre più sparuta.

Le ondate di caldo che stanno investendo l'Italia non rendono difficile la vita soltanto agli anziani. Anche bambini e neonati sono particolarmente esposti agli effetti delle temperature elevate, soprattutto se vivono o trascorrono gran parte dell'estate nelle grandi città, dove il fenomeno delle cosiddette 'isole di calore urbane' può far percepire temperature ancora più alte rispetto alle aree verdi o rurali. I contesti urbani, infatti, trattengono il calore accumulato durante il giorno: asfalto, cemento, edifici e superfici impermeabili assorbono l'energia solare e la rilasciano lentamente nelle ore serali, mentre il traffico, gli impianti di climatizzazione e la scarsa presenza di alberi contribuiscono ad aumentare ulteriormente le temperature. Nelle giornate più torride, l'asfalto esposto direttamente al sole può raggiungere anche i 60-80 gradi centigradi, trasformando molte aree delle nostre metropoli in vere e proprie 'trappole di calore'. Queste condizioni rappresentano un rischio concreto per la salute dei più piccoli. A differenza degli adulti, infatti, i bambini regolano meno efficacemente la temperatura corporea: sudano meno, disperdono il calore con maggiore difficoltà e, soprattutto nei primi anni di vita, dispongono di riserve idriche che si esauriscono rapidamente.

Il tempo spesso divide le storie, che la musica riesce sempre a ricucire. E' proprio questa l'essenza di 'Don't look back In anger', il film evento dedicato agli Oasis, che trasforma una delle reunion più attese della storia del rock in una esperienza intensa di emozioni, ricordi e nuovi inizi. Dallo scorso 4 luglio è disponibile il 'teaser-trailer' dell'attesissimo documentario presentato da Disney+, dedicato alla leggendaria band britannica. Un'uscita dal forte valore simbolico. Esattamente un anno prima, gli Oasis inauguravano a Cardiff, in Galles, il 'tour Live '25', tornando finalmente sul palco tutti insieme dopo sedici anni di lontananza. Prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, il film porta la firma creativa dello sceneggiatore, produttore e regista candidato ai Bafta e agli Oscar, Steven Knight, autore di 'Peaky Blinders' e 'A thousand blows'. La regia è affidata a Dylan Southern e Will Lovelace, già apprezzati per 'Shut up and play the hits' e 'Meet me in the bathroom'. L'arrivo nelle sale è previsto per settembre, con una distribuzione in una selezione di cinema e nel circuito Imax. Successivamente, il documentario sarà disponibile in esclusiva in streaming su Disney+ a livello internazionale, mentre negli Stati Uniti approderà entro la fine dell'anno su Hulu e Disney+. Il film musicale, 'Don't look back In anger' racconta la straordinaria rinascita artistica di Liam e Noel Gallagher, seguendo il trionfo di 'Oasis Live '25', considerato uno dei ritorni rock più importanti del nostro tempo.