Virginia Imbriani

Il weekend del 16 e 17 maggio avrebbe dovuto vedere la flotta della '100 di Montecristo' sfidarsi tra le onde, in una delle regate d'altura più affascinanti della stagione. Tuttavia, una violenta perturbazione e le severe condizioni di maltempo hanno costretto gli organizzatori ad annullare la regata, per garantire la massima sicurezza di equipaggi e imbarcazioni. Ma se le barche sono rimaste ormeggiate in banchina, la passione e il racconto di questa vigilia non si fermano. In questa intervista esclusiva, entriamo nel vivo della preparazione, delle aspettative e delle emozioni che precedono una sfida d'altura così intensa, in attesa di poter finalmente tornare a regatare. Per capire come si gestiscono la pressione, la logica della sicurezza e la delusione per un rinvio così importante, abbiamo rivolto alcune domande alla 'figura-chiave' della marineria locale. Lei è il volto, l'anima e la guida del Circolo nautico San Vincenzo (Li), nominata dal Comune 'Ambasciatore del nostro mare' per il suo costante impegno nella valorizzazione del territorio e dello sport della vela: la presidente, Noemi Gasperini.

Noemi Gasperini, venerdì 15 maggio si è tenuta la serata di presentazione della ‘Crew Party’ per la nona edizione della ‘100 di Montecristo’, in cui sapevate già da giorni della perturbazione in arrivo: quanto è stato difficile per lei, come presidente e come organizzatrice, fare gli ‘onori di casa’ mantenendo il sorriso, mentre si profilava un rinvio dell’orario di partenza?
“Sinceramente, delle perplessità sull'accordare o meno la partenza c'erano, ma avendo familiarità con il meteo della nostra costa ben sappiamo che, spesso, le condizioni previste si smorzano o, talvolta, anticipano i loro effetti. Questo, in cuor mio e in quello di tutti noi organizzatori, era ciò che ci aspettavamo. Come hai detto nella domanda, essendo una delle organizzatrici, l'idea che la regata non sarebbe partita la credevo veramente l'ultima delle ipotesi vagliabili. Al contempo, il dubbio e un timore ci assillavano, pur sorridendo e sperando, appunto, in una nostra rivincita sulle previsioni meteo”.


AFORISMI FIORENTINI
La risposta giusta
Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

Enzo Iachetti: "Grande ‘cacata’: che delusione che sei". Morgan: “Fare lo snob che se ne fotte è sempre stato il peggior aspetto di certi intellettuali radical chic". Si riferiscono a Francesco De Gregori, il quale ha semplicemente rivendicato la libertà degli artisti di non dover necessariamente schierarsi o salire sul 'carrozzone'. E' stato acuto, invece, Enrico Ruggeri, che ha replicato alle critiche sostenendo: “Voi volete che ci si schieri, ma solo per dichiarare quello che volete sentirvi dire". Ma la risposta giusta a chi, come Iachetti e Morgan, la mette sul personale è una frase di un grande intellettuale francese, Paul Valery: “Chi non può attaccare il ragionamento attacca chi ragiona”.

 


CULTURA
Arte in memoria 12
Articolo di: Ludovica Zurzolo

Ludovica Zurzolo

Fino al 27 settembre 2026, la Sinagoga di Ostia antica (Rm) torna a ospitare ‘Arte in memoria’, la rassegna internazionale di arte contemporanea curata da Adachiara Zevi e giunta alla sua XII edizione. Un appuntamento ormai centrale nel panorama culturale italiano, capace di intrecciare archeologia, memoria storica e ricerca artistica contemporanea in uno dei luoghi più simbolici del Mediterraneo. La mostra si svolge all’interno della Sinagoga di Ostia, considerata la più antica sinagoga dell'occidente, risalente al II-III secolo d. C., nel cuore del Parco archeologico di Ostia antica. Qui, ogni edizione invita artisti internazionali a realizzare opere 'site specific', pensate per dialogare con le rovine e con la stratificazione storica del luogo.


IL PUNTO
'Magnifica Humanitas': la prima
lettera-enciclica di Leone XIV

Articolo di: Elisabetta Lattanzi

Elisabetta Lattanzi

Trascorso il primo anno di pontificato, papa Leone XIV ha redatto la sua prima lettera enciclica intitolata: 'Magnifica Humanitas', pubblicata lo scorso 25 maggio 2026. Tema centrale: la custodia della persona nel tempo dell’intelligenza artificiale. In sintesi, papa Leone mette al centro dell’umanità questioni come la dignità, le relazioni, la pace e il pensiero critico nella quotidianità degli algoritmi, perchè la persona deve essere il fine ultimo del progresso contemporaneo. Dall’enciclica emerge un collegamento con le Sacre Scritture, secondo cui l’uomo è stato creato a "immagine e somiglianza di Dio". Perciò, la dignità dell’uomo deve essere sempre l’argomento principale che guida le azioni di ognuno di noi e fa appello alle coscienze dei capi di tutti i governi mondiali, chiedendo “una pace disarmata e disarmante”. Egli stesso intende impegnarsi per “l’unicità, l’originalità e l’irripetibilità di ogni donna e di ogni uomo”. Questa enciclica, in sostanza, rappresenta il documento programmatico del suo pontificato. Ogni giorno si parla di intelligenza artificiale e il Santo Padre invita a confrontarsi con questo strumento, senza tuttavia rinunciare ad analizzare e comprendere la realtà in autonomia e lasciando all’uomo il compito di prendere decisioni. Il messaggio cristiano di solidarietà, apertura alla socialità e al concetto di amore come “dono di sé” sono la pista da seguire per dare il giusto significato alla vita.

 

 


L'OPINIONE
Il monopolio
degli 'onanisti'

Articolo di: Vittorio Lussana

Vittorio Lussana

Come dimostrato dalla crisi petrolifera sorta dopo il blocco navale nello stretto di Hormuz, causato dalla miopìa sionista affiancata da quella americana - guidata da quel gruppo di ‘scappati di casa’ dell’amministrazione Trump - la transizione ecologica è una via obbligata per l’Unione europea, al fine di garantire la propria sicurezza energetica, mantenere la competitività industriale e mitigare i crescenti costi socioeconomici legati ai vari conflitti e agli eventi climatici estremi. Chi afferma il contrario, risponde a gruppi d’interesse petroliferi o nuclearisti, affiancati da svariate 'lobbies' assai più simili alle mafie che ai cartelli oligopolistici tradizionali. Lo scontro, al contrario di quanto si riesca a far trapelare tramite i media - molti dei quali foraggiati o corrotti dai suddetti gruppi di potere - è all’ultimo sangue. E rischia di mettere in discussione persino la democrazia in occidente, perché considerata troppo costosa e non pienamente controllabile da editori incapaci e criminali di svariato genere e tipo. La democrazia è vistosamente sotto attacco, nonostante sia sempre più evidente l’incapacità politica e la scarsa competenza tecnica delle varie 'ondate populiste' che continuano a susseguirsi, una dopo l’altra.


CRONACA
Delitto di Garlasco:
un’altra estate di passione

Articolo di: Maria Pia Cantarini

Maria Pia Cantarini

La procura di Pavia 'inchioda' Andrea Sempio come unico colpevole dell'omicidio di Chiara Poggi. La procura pavese e il dottor Fabio Napoleone, infatti, hanno messo nero su bianco le loro ipotesi accusatorie, descrivendo le aggravanti dell'omicidio: "Abbieti motivi" ed "estrema crudeltà". Di conseguenza, Alberto Stasi viene posto al di fuori dalla scena del crimine. Inoltre, sempre la procura ha chiuso le indagini preliminari, notificando l'avviso di garanzia all'indagato, Andrea Sempio. Contestualmente, ha trasmesso l'intera documentazione alla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, per l'eventuale revisione della condanna di Alberto Stasi. La procuratrice Nanni ha precisato "che non sarà né veloce, né facile lo studio degli atti", preannunciando che occorrerà tempo e peculiarità nell'esame della documentazione prodotta. Le intercettazioni e i soliloqui in macchina di Andrea Sempio portano a ritenere l'indagato colpevole di questo grave omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta  di via Pascoli a Garlasco (Pv). Dalle analisi genetiche, le impronte del Dna rilevate dalla perizia della genetista, Denise Albani, sotto le unghie di Chiara, appartengono alla linea maschile della famiglia Sempio e non vi è traccia alcuna di Alberto Stasi, condannato a 16 anni di reclusione, di cui 11 già scontati. Il ragazzo, nei primi due gradi di giudizio, era stato assolto, ma successivamente è stato condannato, in via definitiva, dalla Suprema Corte di Cassazione. Dalle indagini attuali, l'impronta palmare n. 33, rilevata sul muro della scala che scende nella tavernetta della villetta, sarebbe quella dell'assassino, da attribuire, quindi, ad Andrea Sempio.