
Una metamorfosi professionale ormai sotto gli occhi di tutti da giovane attrice a imprenditrice culturale, da curatrice di eventi di altissimo livello fino alla trasformazione definitiva in opinionista, commentatrice e scrittrice di successo: dove vuole arrivare questa splendida ‘farfalla’ del giornalismo italiano?
E’ uscito di recente 'Dove nascono i silenzi', il nuovo intenso romanzo di Claudia Conte, pubblicato da Fall in Lov. Si tratta di un lavoro che esplora le ferite invisibili delle famiglie: la violenza sulle donne, le dinamiche di controllo economico e psicologico, il bullismo e le fragilità giovanili che crescono nell’ombra di conflitti familiari mai risolti. Al centro del racconto, una famiglia apparentemente ordinaria: Carmela, madre affettuosa, ma segnata da rinunce e silenzi; Salvatore, padre autoritario; Eugenio e Iside, due figli che crescono in un clima di tensione trattenuta. Un episodio improvviso rompe l’equilibrio, costringendo tutti a confrontarsi con quelle verità rimaste troppo a lungo sommerse. Attraverso questa vicenda, il romanzo esplora la violenza domestica non solo come atto estremo, ma come processo fatto di microviolenze, umiliazioni, controllo economico e dipendenza. In parallelo, emergono il bullismo e le fragilità adolescenziali, spesso generate o amplificate da modelli familiari rigidi e da un’incapacità diffusa di ascoltare il disagio. I silenzi degli adulti diventano, così, terreno fertile per le insicurezze dei più giovani. Arricchito dalla prefazione di Maurizio Belpietro, direttore de 'La Verità' e dal contributo di monsignor Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana, lo scritto richiama con forza alla responsabilità collettiva di educare, ascoltare e proteggere, affrontando temi che attraversano famiglie e nuove generazioni. Realizzato con il patrocinio dell’Osservatorio nazionale sul bullismo e il disagio giovanile, di Federformazione e in collaborazione con il Centro ricerche etnoantropologiche 'Crea', questo nuovo lavoro della Conte coniuga sensibilità narrativa e attenzione educativa, offrendo strumenti di lettura per comprendere le radici subculturali della violenza e del disagio giovanile. Ne abbiamo parlato direttamente con l’autrice, Claudia Conte, la quale ha voluto spiegarci le motivazioni di fondo di questo suo nuovo lavoro, tracciando con noi anche un bilancio del proprio percorso di maturazione professionale, da giovane attrice a curatrice di grandissimi eventi e, oggi, trasformatasi in un’eccellente giornalista.


Tomaso Montanari, nella foga di un comizio, ha dato del "bandito" a Ignazio La Russa. La Russa ha annunciato querela. Montanari ha replicato che "bandito" non è un'offesa, ma solo "una critica espressa in libertà di pensiero". Con tale chiarimento, tutto a posto. Se "bandito" è una critica, allora anche "testa di c....” lo è. Quindi, vorrei, in libertà di pensiero, criticare quella "testa di c...." di Montanari, per aver criticato quel "bandito" di La Russa.


Domenico, un bambino di due anni e mezzo affetto da cardiomiopatia dilatativa in attesa di un cuore nuovo, è diventato un angelo, volando lassù nell’immenso cielo azzurro. Questo è diventato un caso molto discusso, perché ha rasentato l'inverosimile. Il piccolo aveva urgente bisogno di un trapianto di cuore. Nel dicembre 2025, alla famiglia era stato reso noto che era stato trovato un cuore compatibile per il loro figlioletto. Il piccolo Domenico era un bambino gioioso, che avrebbe avuto tutto il diritto di trascorrere una vita serena e tranquilla tra le braccia di mamma Patrizia, con il suo papà e i due fratellini.




Non è solo una questione di calorie o di linea. Sempre più studi indicano che l’alimentazione quotidiana influisce anche sul funzionamento del cervello. Dai neuroni alla circolazione cerebrale, dai processi infiammatori fino al dialogo tra intestino e sistema nervoso, ciò che portiamo in tavola contribuisce, nel tempo, alla salute della nostra mente. Negli ultimi anni, come riportato da numerose rassegne pubblicate su riviste scientifiche internazionali e ripreso anche da istituzioni come l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms, ndr), neurologi e neuroscienziati invitano a osservare con maggiore attenzione alcuni alimenti e bevande di consumo abituale. Non si parla di divieti assoluti, ma di scelte consapevoli. Il cervello rappresenta solo una piccola parte del peso corporeo, ma consuma circa il 20% dell’energia totale. E' estremamente sensibile alla qualità dei nutrienti e alla stabilità metabolica. Studi di neuro-nutrizione, pubblicati anche su riviste come 'Nature Reviews Neuroscience', mostrano che la dieta può influenzare l’efficienza delle sinapsi, la microcircolazione cerebrale, i livelli di infiammazione e l’equilibrio del microbiota intestinale, oltre alla funzionalità della barriera emato-encefalica. Le bevande zuccherate, come bibite, succhi industriali e tè freddi, provocano rapidi picchi glicemici. Secondo studi osservazionali citati dalla letteratura neurologica, questi sbalzi, ripetuti nel tempo, possono contribuire a danneggiare il microcircolo, compreso quello cerebrale e sono stati messi in relazione con un aumento del rischio di declino cognitivo.

Il referendum è uno strumento di democrazia diretta, che permette ai cittadini di esprimere la loro volontà semplicemente con un "Sì" o con un "No", riguardo una legge specifica, una questione politica o per confermare una riforma. Per questo motivo è molto importante per la partecipazione democratica, poiché in questo modo è il popolo a decidere direttamente. Garantisce che non sia solo il parlamento, il Governo o alcune forze politiche a detenere pieno potere decisionale sulle scelte fondamentali del Paese. La nostra Costituzione prevede, principalmente, 3 tipi di referendum: quello abrogativo (art. 75 C.); quelli territoriali per la modifica di norne regionali, provinciali o comunali (art. 132 C.); e il referendum costituzionale confermativo (art. 138 C.). Il referendum che si svolgerà tra pochi giorni è proprio quello dell’articolo 138 della Costituzione. Serve, appunto, per confermare una modifica decisa dal parlamento in 4 letture se viene approvata da una maggioranza semplice. Vi si ricorre quando in parlamento non si riesce a raggiungere una maggioranza ‘qualificata’, cioè dei due terzi dei membri del parlamento, per l'approvazione di una riforma. Quindi, la scelta viene demandata agli elettori, che hanno così la possibilità di pronunciarsi. Ancora prima della Costituzione, che fu approvata nel 1947, il primo referendum tenutosi in Italia fu quello istituzionale che si celebrò il 2 giugno 1946 per scegliere la nuova forma di governo tra Monarchia e Repubblica.

A volte, il silenzio pesa più del rumore, in un momento in cui il mondo sembra aver smesso di credere alle parole più semplici: pace, umanità, uguaglianza. 'I giorni di pace' nasce dentro questo vuoto, come una voce che decide di non tacere. Marco Traini canta come se stesse parlando a qualcuno che non vuole più ascoltare. Non accusa, non grida odio. La sua voce, attraversa il testo di Ernesto Bassignano, come un filo teso tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere. "Ho iniziato a leggerlo più volte", racconta Traini. "Leggere, qui, significa fermarsi. Lasciare che le parole sedimentino. «Credo che musica e parole siano da sempre uno strumento immediato per mandare messaggi". Ma questo messaggio non è immediato, chiede attenzione, tempo, coscienza. Bassignano parla di un augurio scritto contro il buio: "L’augurio che ogni uomo e ogni donna di buona volontà vorrebbe leggere oggi, dopo anni di atrocità". È un desiderio fragile: respirare senza paura, dormire senza incubi. La canzone nomina ferite: Gaza, Ucraina, ogni luogo dove la vita è diventata bersaglio. "Scrissi questo pezzo anni fa. Era una semplice ballata", ricorda l’autore. "Oggi diventa altro, grazie alla visione di Flaviano Di Berardino, ne fa un inno, un grido ritmico ed elettronico. È una canzone che tocca profondamente lo stato d’animo», prosegue Traini, "ma soprattutto vuole portare speranza". Non una speranza ingenua, ma ostinata. Di quelle che resistono. "Servirà? Non lo so", conclude Bassignano. Ma intanto qualcuno canta. E finché qualcuno canta la pace, la pace non è sconfitta. Nato in Svizzera nel 1974, Marco Traini ha scoperto sin da giovane una passione autentica per la musica e il canto, che lo ha portato a distinguersi in numerose competizioni musicali.