Vittorio Lussana

Ebbene, sì: io ti odio. Ti odio perché, in realtà, vuoi impedire al vero Dio di esistere. Ti odio perché vuoi negargli il diritto di giudicare con misericordia e carità i comportamenti umani. Ti odio perché vuoi generare nel mondo il dubbio che libertà, etica e morale siano realizzabili attraverso la follia, l’ignoranza e l’ipocrisia. Ti odio perché ti ergi come un mostro assetato di vendetta, perché condanni a morte milioni di esseri umani innocenti, perché volgi il tuo sguardo verso un niente che sei tu stesso a generare e a mantenere, al fine di giustificare una violenza di cui possiamo soltanto compatirti. Ti odio e ti disprezzo in quanto ideologia: tu rappresenti solamente una visione malata della religione, irrigiditasi sulle sue convinzioni più obsolete. Io ti odio e ti disprezzo come il più nobile dei sentimenti che riesco a provare, come la forma più fredda, serena ed equilibrata del mio pensiero. Io ti odio e ti disprezzo come l’essenza stessa della vigliaccheria, come la nuova prostituta della Storia, come la prima responsabile di autentici delitti contro l’umanità. E ti disprezzo in quanto libero cristiano capace di razionalizzare ogni evento senza pretendere di inscatolare, ‘ingabbiare’ o controllare ogni sentimento, ogni passione, ogni sensibilità, ogni forma di amore. La tua blasfemìa e la tua sterilità morale sono pari solamente alla tua ipocrisia. Tu non rappresenti affatto una fede in favore degli uomini, ma un monumento all’arretratezza e alla disumanità. Disprezzarti è ormai divenuta un’arte per me, il poetico ribaltamento di una naturale sincerità, un odio che si trasforma persino in una gioia personale, che mi coglie a tradimento ogni notte, che mi strugge nella mia normalità di essere umano felice di sentir ancora una volta indignarsi la mia coscienza innanzi agli orrori da te provocati. Quest’odio è divenuto una liberazione, mi costringe ad amare tutti senza più riuscire a biasimare nessuno, mi trasporta sulle vette di una razionalità e di una consapevolezza netta, limpida e pura. E’ ghiaccio, quello che ormai mi scorre nelle vene. E me ne faccio un vanto, poiché ciò mi lascia libero di non soffrire più le conseguenze del mio umano egoismo, mi permette di vivere la mia quotidianità senza angosce particolari, mi rende ogni giorno più degno di svolgere la mia professione e di rispettare un lontano giuramento senza scendere a compromessi con nessuno, nemmeno col tuo Dio. Di tutto questo non debbo ringraziare né te, né Lui, infatti. Con tutti i suoi problemi e tutti i suoi difetti, posso solamente dire grazie al mio Paese, al mio popolo e alla mia nazione, che nonostante tutto riescono ancora ad accendermi di passioni e di pulsioni facendomi sentire un uomo autentico, che si confronta con il prossimo e che, segretamente, riesce anche a portare un poco di speranza e di aiuto a qualcuno. Perché il vero Dio sa vedere nel segreto di ogni cuore umano. Ed è per questo motivo che il tuo Dio non è affatto il mio. Il vero Dio vive lontano da ogni chiesa, da ogni moschea e da ogni sinagoga: è libero! Puoi trovarlo nel sorriso di una bambina del Kenya, nel miracolo di un parto impossibile, in mezzo a dei poveri che si riparano dal freddo, in una notte di febbraio, nella sala d’aspetto di una stazione ferroviaria. E lì che io l’ho visto, è lì che l’ho incontrato. Il tuo Dio è soltanto un miserabile, un disadattato, un impotente, un debole viscido e meschino, che vuole schiacciare fisicamente e moralmente l’umanità. Il tuo Dio è falso, non vale niente: Gesù di Nazareth salvò dei peccatori, ma non ha mai reso ogni uomo un peccatore. Egli ci ha tratti dal peccato, non ci ha ricacciati verso il peccato. Incontrare Dio significa rovesciare consuetudini e convenzioni, ma un simile incontro precede anche il riconoscimento stesso del peccato. Gesù si prese cura di esistenze al margine della società, ma non ha mai messo in discussione la salute, la libertà e la felicità dell’uomo, né le ha mai considerate un frutto malato, bensì ha rivendicato l’intera vita umana in tutte le sue manifestazioni. Ed accanto a tali obiezioni di carattere logico, di fronte al concetto stesso dell’onnipotenza divina, assoluta e illimitata, ha mosso un’accusa di carattere genuinamente religioso: l’onnipotenza può coesistere con la bontà assoluta di Dio solamente al prezzo di una sua non comprensibilità. Ma è proprio questo ciò che ti manca, è questo lo ‘scoglio’ che non riesci a superare: Dio ha rinunciato alla sua potenza per rendere all’intera umanità la propria libertà, poiché la presenza del male implica un potere decisionale autonomo anche nei confronti di Dio. Dunque, i termini con i quali ogni religione è in realtà costretta a misurarsi sono quelli dell’esistenza e del successo del male in quanto oggetto della volontà umana, non come disgrazia proveniente dalla cieca causalità naturale. E sarà questa semplicissima verità a cancellarti definitivamente dalla Storia.




(articolo tratto dal quotidiano 'il Socialista Lab' del 2 dicembre 2008)
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Patrizia - Roma - Mail - domenica 14 dicembre 2008 23.7
"il vero Dio vive lontano da ogni chiesa, da ogni moschea e da ogni Sinagoga: Ŕ libero!"...bellissime riflessioni !!!


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