
Intervista alla direttrice dell’I3C - Istituto Counselling centrato sul cliente: “Una formazione di qualità, fondata sul riconoscimento reciproco e sul rispetto delle differenze è possibile”
Dalla famiglia ai banchi di scuola, dall’università al lavoro, fino alla politica: il fattore umano è una 'chiave' di sviluppo che attraversa ogni ambito della società. Valorizzare i talenti, trasformare le fragilità in punti di forza e migliorare le relazioni significa creare le condizioni idonee a una crescita condivisa e al progresso. Un percorso che parte dall’ascolto per favorire l’affermazione di sé, dare vita al dialogo e costruire relazioni fondate sul riconoscimento reciproco e sul rispetto delle differenze. Su questi e molti altri temi si concentrerà la conferenza 'Fattore umano – Counselling, Coesione sociale e Qualità della formazione', in programma il prossimo 4 novembre 2026, alle ore 16.00, a Villa Altieri, in Roma. L’iniziativa è stata ideata e promossa da I3C – Istituto Counselling centrato sul cliente, con il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale e della Città Metropolitana di Roma Capitale, in collaborazione con 'Giove Creativa' srl. Ad aprire i lavori sarà Tiziana Biolghini, consigliera di Roma Capitale e consigliera metropolitana, delegata alle Pari opportunità, Politiche sociali, Cultura, Partecipazione, Trasparenza e Anticorruzione. Tra i relatori, Riccardo Rigillo, capo di Gabinetto del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare; Simona Petrozzi, presidente di Terziario Donna Confcommercio Roma; Andrea Rotondo, presidente di Confartigianato Roma; Marco Deriu, presidente del Cncp – Coordinamento nazionale counsellor professionisti e molti altri ancora. In vista dell’evento, abbiamo approfondito l’argomento con Francesca Coddetta, direttrice dell’Istituto I3C, nonché ideatrice della conferenza.


Leggiamo su internet un elogio alla legge elettorale appena approvata. Gravissimo errore: l'Italia ha bisogno di una legge proporzionale per ritrovarsi con le vere culture politiche, per formare un accordo sulle cose da fare con un governo costruito nel luogo preposto, cioè il parlamento. Ci troviamo, invece, con la solita legge che spinge ad allearsi tutti contro l'avversario: poi si vedrà. La sinistra ha messo insieme un 'campo' così 'largo' che va da chi fa i milioni facendo il 'faccendiere' degli arabi a chi occupa le case altrui, passando per chi manifesta sotto le bandiere di Hamas ed Hezbolla. Vincerà le elezioni, concederà la cittadinanza a centinaia di migliaia di stranieri, metterà la patrimoniale e requisirà le seconde case. Con tanti auguri agli 'utili idioti' e agli strateghi della legge elettorale.


Ogni giorno usiamo strumenti di intelligenza artificiale senza chiederci come facciano, in concreto, a prendere decisioni o a fare stime. Dietro molte di queste magie si nasconde il 'Machine Learning' (o apprendimento statistico): un'evoluzione della 'data science' che permette ai computer di imparare dai dati attraverso modelli dotati di parametri interni. Per capire come la tecnologia riesca a stimare valori concreti (come il prezzo futuro di una casa, la distanza di un oggetto o l'andamento di un titolo in borsa, ndr) basta capire il funzionamento del suo strumento più famoso: la 'regressione lineare'. Nell'Intelligenza artificiale esiste una grande famiglia chiamata: 'apprendimento supervisionato' (Supervised Learning). Il funzionamento è simile a quello di uno studente con un libro di esercizi.




L’optogenetica permette di controllare l’attività di specifici neuroni e studiare il loro ruolo nella memoria, nelle emozioni e nel comportamento. Una scoperta che apre nuove prospettive per la ricerca sulle malattie neurologiche e psichiatriche. E’ la luce, il principio alla base dell’optogenetica: una tecnica che permette di attivare o inibire specifiche cellule nervose utilizzando proteine sensibili. Una possibilità che ha cambiato il modo di studiare i circuiti cerebrali e che ha portato il Nobel per la Medicina 2026 a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel. Il riconoscimento premia le scoperte sui canali ionici attivati dalla luce e lo sviluppo di una tecnica che consente di intervenire sull’attività dei neuroni con una precisione fino a oggi difficilmente raggiungibile. Il suo contributo è importante soprattutto per comprendere come i circuiti nervosi partecipino alla formazione dei ricordi, delle emozioni e dei comportamenti. La storia dell’optogenetica comincia lontano dai laboratori di neuroscienze, con un organismo microscopico: la ‘Chlamydomonas’. Si tratta di un’alga unicellulare capace di orientarsi verso la luce. Studiando il modo in cui questa alga percepisce gli stimoli luminosi, gli ostinati Peter Hegemann e Georg Nagel hanno contribuito a identificare e caratterizzare una proteina chiamata 'channelbodopsin', sensibile alla luce e presente nella membrana cellulare.

Nonostante lo scetticismo e l’invito a rallentare la corsa verso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale da parte dell’élite tecnologica, Donald Trump non accenna a cambiare marcia e prosegue imperterrito la sua strada in un settore ancora incompreso e inesplorato. L’avanzata tecnologica risponde, secondo il tycoon, alla necessità di non perdere terreno rispetto ai progressi nel campo da parte della Cina, il vero (e unico) attuale competitor degli Stati Uniti. Una corsa che ha il sapore della 'gara': un concetto fondamentale nell’azione 'trumpiana'. Per dare una spinta concreta al progetto, proprio in questi giorni il presidente americano ha confermato la propria fiducia a Jay Clayton, ponendolo a capo della 'task force' della Casa Bianca dedicata all'intelligenza artificiale. La 'Super Intelligence Force' (questo il nome del team) avrà il compito di “proteggere gli interessi e migliorare la vita di tutti gli americani”. Un compito decisamente arduo, quello che spetta a Clayton, che ha 120 giorni per raccogliere dati sugli aspetti legati ai rischi e alle opportunità che le varie Ai possono presentare. Jay Clayton dovrà ricorrere a tutta la sua capacità da 'team leader' maturata nel precedente incarico di direttore della National Intelligence, nel quale supervisionava l’azione di ben 18 agenzie di intelligence statunitensi.

Nei giorni scorsi, è partita un’azione legale di Claudia Conte contro gli haters: gli 'odiatori' presenti sui social network. Gli insulti e le minacce online, la tutela legale e la necessità di richiamare l’attenzione su un fenomeno che non può essere più considerato una conseguenza inevitabile dell’esposizione pubblica, è ormai diventata una violenza insopportabile. Claudia Conte, giornalista e scrittrice, ha dunque deciso di passare al contrattacco e ha annunciato azioni legali a seguito degli attacchi ricevuti in rete dopo il reportage: 'La voce di Israele'. “I social oggi, purtroppo, sono fuori controllo: da luogo di confronto sono diventati il nuovo terreno delle barbarie, dove la gente, protetta da uno schermo, si sente legittimata ad aggredire, insultare pesantemente e persino augurare la morte a chi la pensa diversamente”, ha dichiarato la Conte, ospite di 'Speciale Tg Nera', nell’intervista andata in onda giovedì 29 ottobre, su Canale 122 – Fatti di Nera. Di fronte agli attacchi ricevuti, la giornalista ha intrapreso iniziative legali, affidandosi agli studi T-Legal Brigida Vocalelli & Partners di Roma e Luca Guffetti di Milano, annunciando la decisione di devolvere in beneficenza i risarcimenti ottenuti a favore de 'La Memoria Viva', associazione con cui si è recata in Ucraina per le numerose missioni umanitarie a sostegno dei bambini orfani di guerra.