Virginia Imbriani

Dalle pedane olimpiche di Seoul 1988 e Barcellona 1992, ai 'box' della Ferrari in Formula 1, fino ai centri sportivi più esclusivi della capitale. La vita di Vito Toraldo è un racconto di precisione, velocità e disciplina. Otto volte campione d'Italia, Maestro 5° dan e preparatore atletico di celebrità e piloti, Toraldo ha dedicato la sua intera esistenza al Taekwondo e alla preparazione fisica d’eccellenza. Ma oggi, oltre alle medaglie e ai titoli, la sua missione si sposta su un terreno più ostico e profondo: la sicurezza sociale, la lotta al 'bullismo' e la protezione delle donne. In questa intervista, l'ex campione della nazionale Italiana ci svela come le arti marziali possano diventare uno strumento di salvezza e di equilibrio mentale nel caos del mondo moderno.

Vito Toraldo, il suo curriculum parla di una vita ai massimi livelli, dalle Olimpiadi al ‘reparto-corse’ della Ferrari, fino ai centri sportivi più esclusivi della capitale: ma chi è Vito Toraldo? E quali sono state le tappe fondamentali della tua incredibile carriera?
“Sono un ex atleta della nazionale Italiana nella disciplina olimpica del Taekwondo. Nella mia carriera agonistica vanto 8 titoli di campione d’Italia, dal 1986 al 1993 e la partecipazione a 4 campionati del mondo. Ho vinto 2 medaglie di bronzo alle Universiadi di San Francisco (California, Usa - 1986) e a Guadalajara (Messico, 1992) oltre ad aver vinto la medaglia di bronzo al Campionato europeo di Valencia, in Spagna, sempre nel 1992. Nel 1988 e nel 1992 ho fatto parte anche delle nazionali olimpiche per le Olimpiadi di Seoul 1988 e Barcellona 1992. Ho concluso la mia carriera partecipando al Campionato del mondo nel 1993 al Madison Square Garden di New York (Usa). Dalla Federazione italiana di Taekwondo ho ottenuto la cintura nera 5° dan e, per importanti meriti sportivi, il riconoscimento di Maestro di Taekwondo. In seguito al mio ritiro dalla vita d’atleta, dal 1994 in poi ho conseguito vari brevetti di preparatore atletico, sia in Italia, sia all’estero. Nel 2016, ho fatto parte dello staff tecnico come preparatore atletico nel ‘reparto-corse’ di Maranello della ‘Ferrari Formula 1’, allenando i meccanici del pit-stop nell’esecuzione del cambio-gomme durante i Gran Premi. Sono stato titolare di 3 centri sportivi: 2 a Lecce e l’ultimo a Roma. In quest’ultimo, lo ‘StarFit Parioli’, ho studiato un nuovo metodo d’allenamento ‘OnetoOne’ anche con l’ausilio del Powerplate, la pedana vibrante, grazie a un brevetto conseguito a Londra nel 2013. Negli anni, numerose sono state le celebrità che si sono allenate nel mio centro, a Roma. Nel Taekwondo e non solo: Maria Grazia Cucinotta, Alessia Ventura, Sergio Assisi, Amadeus, Alan Friedman, Laura Morante, la non meno famosa cintura nera, Claudia Gerini. E tante altre...”.

 


AFORISMI FIORENTINI
Fascista è
chi il fascista fa

Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

Gli indecenti atti di intolleranza che si sono manifestati alle varie manifestazioni del 25 aprile inducono a una modesta riflessione. Battersi per la libertà propria è facilissimo. Battersi per la libertà altrui è più difficile. Battersi per la libertà del proprio avversario è difficilissimo. E tuttavia, una società veramente libera è quella che riconosce e garantisce pari libertà a ciascun suo membro. Chi riconosce solo la libertà propria non è un liberale, ma un egoista e, molto spesso, un prepotente intollerante. Il fascismo non è contraddistinto dal colore della bandiera, ma dai comportamenti concreti verso gli altri. La battaglia è ancora lunga. Forse eterna.

 


MONDO LAICO
Intesa tra Mexedia Spa
e Donne for Peace

Articolo di: Cinzia Riontino

Cinzia Riontino

Lo scorso 28 aprile 2026, la 'Mexedia' Spa Società Benefit ha annunciato l’avvio di un’intesa con 'Donne for Peace', l’associazione attiva nel promuovere integrazione e inclusione attraverso attività sociali e culturali rivolte alle donne e alle comunità. L’iniziativa è nata dall’incontro tra esperienze diverse, ma complementari. E si propone di trasformare in azioni concrete le occasioni di partecipazione reale, mettendo al centro le persone e il loro coinvolgimento. Questo progetto si sviluppa all’interno delle attività della Benefit Unit di Mexedia, che negli anni ha sviluppato un approccio volto a promuovere interventi concreti e la partecipazione attiva.

 


IL PUNTO
Il ruggito del Leone
Articolo di: Andrea Accolla

Andrea Accolla

Le azioni di Donald Trump, in questi ultimi mesi, non hanno mai deluso in termini di spregiudicatezza: dichiarazioni di vittoria, ultimatum, dietrofront, nuove minacce. Un infinito giro di valzer, che instilla dubbi e preoccupazioni sempre più evidenti negli alleati storici e, più in generale, nel mondo intero. Nel timido dissenso verso una guerra che rischia concretamente di mettere in ginocchio l’intero pianeta dal punto di vista energetico e di ridisegnare, drasticamente, lo scenario geopolitico in Medio Oriente, si è distinta la voce decisa di Papa Leone XIV, che ha condannato a più riprese l’azione bellica intrapresa dal tycoon. Lo scorso 7 aprile, il pontefice, al rientro in Vaticano dopo la consueta visita alla residenza di Castel Gandolfo (Rm), aveva rilasciato ai giornalisti una dichiarazione nella quale ribadiva la sua estrema preoccupazione per l’ultimatum lanciato dal presidente degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran, dichiarandosi preoccupato sulla violazione del diritto internazionale e, soprattutto, sulla questione morale relativa al coinvolgimento di vittime innocenti. Parole dure, potenti, che hanno colpito e provocato la reazione di Donald Trump, che dal suo social ‘Truth’ tuonava contro il pontefice definendolo “debole sul fronte della criminalità e in politica estera”. Una presa di posizione dalla quale il presidente statunitense non si è mosso di un millimetro, sostenuto dalle parole del suo vice, J. D. Vance, che ha rincarato la dose, sottolineando che “il Papa dovrebbe occuparsi soltanto di questioni morali”.

 


L'OPINIONE
Matti e buffoni
Articolo di: Vittorio Lussana

Vittorio Lussana

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, utilizza un linguaggio aggressivo, offensivo, polarizzante. La sua condotta pubblica è un esempio classico di indecenza stilistica: parafrasando la Arendt si potrebbe parlare di “banalità dello schifo”. La sua mancanza di rispetto verso le istituzioni democratiche, la giustizia, l'equità sociale e il dissenso politico alimentano un comportamento che non è neanche quello di un 'padrino' della mafia, ma di un 'capoclan' della perfiferia romana come, per esempio, i Casamonica. Le sue dichiarazioni su temi sensibili, come la gestione dei conflitti internazionali e i suoi commenti nei riguardi degli avversari politici sono a dir poco osceni, quando non totalmente falsi o inventati. Se questo è l’uomo su cui quell’altro 'genio della lirica' di nome Steve Bannon ha puntato per combattere le ipocrisie dell’establishment, crediamo proprio che tale ricerca di schiettezza sia ormai destinata al fallimento, almeno negli Stati Uniti. I quali, essendo il Paese più contrattualista e mercificato al mondo, consuma i suoi fenomeni assai più celermente rispetto a noi europei, che in genere li sopportiamo almeno per un ventennio. E in questo, per lo meno, gli americani risultano essere un popolo fortunato, anche se tutta questa fortuna non la meriterebbero. Insomma, nella furia populista di sdoganare tutto e tutti, anche gli aspetti peggiori e più classisti dell’aziendalismo commerciale, lo Stato più capitalista dell'occidente ha finito col ritrovarsi alla Casa Bianca non tanto “un matto”, secondo quanto afferma Flavio Briatore, ma un narcisista cinico e maligno.


COLONNE SONORE
Le canzoni di Michael
Articolo di: Lucilla Corioni

Lucilla Corioni

Dal 24 aprile scorso, il grande Michael Jackson rivive tra note, immagini e memoria. L’anima di un mito torna nel nuovo progetto: 'Songs from the motion picture', dove passato e presente si sfiorano come in una danza senza tempo. C’è qualcosa di profondamente romantico nel modo in cui Michael Jackson continua a parlare al mondo: niente nostalgia, solo una presenza viva, quasi tangibile, che oggi si rinnova con l’uscita di 'Michael: songs from the motion picture', disponibile in digitale e in ogni forma possibile, Cd, musicassetta, Lp e 2-Lp, fino alla suggestiva ed esclusiva versione in vinile trasparente 'black ice'. Questo album è una raccolta, un viaggio emotivo, un racconto in musica che accompagna il film 'Michael', già nelle sale italiane, diretto da Antoine Fuqua e prodotto dal premio Oscar, Graham King. Un’opera che si muove tra luce e ombra, tra la grandezza pubblica e l’intimità privata, restituendo al pubblico il ritratto di un artista irripetibile. A incarnarlo sul grande schermo è Jaafar Jackson, nipote del Re del pop, al suo debutto cinematografico. Un passaggio di testimone che ha il sapore di una promessa sussurrata: quella di custodire una preziosa eredità. Le 13 tracce dell’album scorrono come pagine di un diario musicale. Si parte dagli esordi con i The Jackson 5, quando la voce di un bambino incantava il mondo con 'I’ll be ther'’ e 'Who’s lovin’ you'. Poi, il passaggio ai The Jacksons, fino all’esplosione solista con capolavori come 'Off the wall' e 'Thriller'.