
In questi giorni tristi in cui tutti ricordiamo la poesia delle canzoni di Francesco Guccini per rivolgergli un ultimo saluto, abbiamo incontrato uno degli eredi della scuola musicale emiliano-romagnola
‘L’amore in E. R.’ non è solo un brano musicale pubblicato di recente dalla Nar International – Ada/Warner Music Italy, ma l’incontro artistico tra due pilastri della musica emiliano-romagnola: Alberto Bertoli e Mirko Casadei. Il brano nasce dalla volontà comune di celebrare un’identità territoriale che è, prima di tutto, un’attitudine dell’anima. Scritto a quattro mani da Bertoli insieme a Emanuele Dabbono — autore tra i più raffinati e profondi della nostra scena nazionale — il singolo vede in Mirko Casadei il partner ideale, capace di portare in dote non solo il prestigio di una dinastia che ha fatto la storia del folk italiano, ma anche quella carica vitale e solare che è il marchio di fabbrica della Romagna. Il tema portante della canzone è il superamento dei confini attraverso l’amore, che può essere per un amico, per una donna o, perché no, per una terra. Quel 'trattino' che separa graficamente l'Emilia dalla Romagna diventa, n questo caso, il vero punto di fusione: un 'ponte' che unisce due storie, due modi di intendere la vita e la musica. Alberto Bertoli infonde nel pezzo la sua 'anima rock' e la sua profondità riflessiva, mentre Mirko Casadei esplode con l’allegria e la forza del suo 'pop-folk', creando un equilibrio perfetto che profuma di festa, di asfalto e di radici profonde. Il sound è un mix travolgente e contemporaneo: una sezione ritmica solida accompagnata da chitarre di matrice rock che si intrecciano con i colori tipici della 'tradizione Casadei', rendendo il brano una potenziale hit radiofonica capace di unire più generazioni. Il testo non rinuncia allo spessore, arricchendosi di riferimenti autobiografici e suggestioni letterarie che raccontano il passato per dare un senso al presente. Ne abbiamo parlato con Alberto Bertoli, sotto il sole di una caldissima giornata emiliano-romagnola.


Alessandro Di Battista, con la sua associazione 'Schierarsi', aveva lanciato la campagna per la raccolta di firme per abolire il finanziamento pubblico dei giornali. Servivano 500 mila firme. Il tempo è scaduto e ne ha raccolte meno di 370 mila. Commento dell'interessato: “Un grande successo”. Nient'altro da aggiungere.


Ogni estate, le giornate sono più lunghe e più libere grazie alle ferie. Durante questi mesi caldi, la corsa, un grande classico del fitness, è una delle attività fisiche più praticate. Ma c'è un'altra attività fisica interessante che è un'alternativa valida alla corsa: il salto della corda.




17 mila chilometri in 19 ore di tratta senza scalo di rifornimento: è record tra i cieli per lo speciale Airbus A350–1000ULR, partito alle 7.33 del mattino del 23 luglio dall’aeroporto francese di Tolosa e atterrato presso l’aeroporto di Melbourne, in Australia, verso le 10.40 del giorno successivo (2.40 di notte in Italia). Il volo, testato dalla compagnia australiana Qantas, precede l’inaugurazione ufficiale delle prime due rotte che vedranno Sydney collegata a New York e a Londra, con la vendita dei biglietti prevista per ottobre 2027. Entra dunque nel vivo la fase finale del Project Sunrise avviato da Qantas nel 2017: un ambizioso progetto con l’obiettivo di verificare gli Airbus A350–1000ULR su autonomie pari a 10mila miglia nautiche (circa 18.500 chilometri). La modifica strutturale del canonico Airbus A350 prevede l’integrazione di una cisterna dalla capacità di circa 20mila litri di cherosene, da sommarsi al carico contenuto nel serbatoio principale. Il volo Tolosa–Melbourne ha permesso di registrare dati significativi in merito alla quantità di carburante consumato in tempo reale, alla temperatura registrata nel corso del volo fino alla rilevazione di eventuali stress strutturali del velivolo stesso. L’esito positivo della prova ha confermato la validità del modello Airbus selezionato, con 12 esemplari analoghi ordinati dalla compagnia e attualmente in produzione. L’esemplare atterrato a Melbourne verrà rivisitato e modificato, ma già emergono interessanti specifiche relative alla sistemazione dei passeggeri: 6 suite di prima classe, 52 posti business, 40 in premium economy e 140 in economy. Sarà, inoltre, riprogrammata la pressurizzazione della cabina di bordo, in modo da contrastare il jet lag e rendere il viaggio più confortevole.

In occasione della recente Giornata mondiale della Terra, celebratasi lo scorso 22 aprile 2026, l'azienda Ezviz (attiva nel settore della smart home, ndr) ha annunciato la propria adesione allo United Nations Global Compact. Si tratta della più ampia iniziativa globale, finalizzata a promuove pratiche aziendali responsabili in ambito ambientale, sociale e di 'governance'. L’adesione implica l’impegno a rispettare dieci principi fondamentali riguardanti: diritti umani, lavoro, ambiente e lotta alla corruzione, oltre al contributo agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs). Con oltre 250 mila partecipanti in più di 160 Paesi, il programma rappresenta, oggi, uno dei principali riferimenti internazionali per la sostenibilità d’impresa. Per aziende come Ezviv, che operano nel campo della videosorveglianza e delle tecnologie domestiche intelligenti, il tema non è secondario. Da un lato, questi dispositivi promettono maggiore sicurezza ed efficienza; dall’altro, sollevano interrogativi sul loro impatto ambientale — consumo energetico, produzione di rifiuti elettronici, inquinamento luminoso — e sul loro ruolo nella vita quotidiana. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, le iniziative già avviate includono la piantumazione di oltre 4 mila alberi, con una compensazione stimata di circa 738 tonnellate di Co2 e il recupero di plastica equivalente a più di un milione di bottiglie, in collaborazione con organizzazioni come la Plastic Bank e la Treedom.

Il parlamento è chiuso per ferie e tutti i politici italiani, compresa la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si concedono alcuni giorni di relax. Sono stati mesi pesanti per la premier: discussioni varie all’interno della maggioranza; attacchi dalle opposizioni; alti e bassi con il presidente americano, Donald Trump, che in passato la elogiava sempre e che, ora, dopo la guerra Usa-Iran, che ha causato la chiusura dello stretto di Hormuz, non la ritiene più facente parte dei suoi 'amici/alleati' privilegiati; politici che non vedono l’ora di sostituirla alle prossime elezioni (Conte, Renzi, Schlein); volti nuovi che potrebbero toglierle voti (Vannacci); e ora la 'ripicca' del premier spagnolo Sanchez per la sospensione temporanea del Trattato di Schengen, decisa dall’Italia il 1° agosto scorso, dopo l’assalto dei migranti nord africani a Ceuta (enclave spagnola situata di fronte a Gibilterra, sulla costa africana, ndr). Praticamente, la premier non ha pace. La sospensione di Schengen ha bloccato la libera circolazione tra Italia e Spagna: un possibile danno per il turismo. L’estate degli italiani è iniziata con un caldo estremo; numerosi incendi hanno devastato la penisola e messo a rischio la salute per la diossina nell’aria; il 'caro-benzina'; le scadenze fiscali; e ora, chi aveva prenotato un viaggio in Spagna, sarà sottoposto a controlli temporanei fino al 7 settembre 2026. Le misure adottate dai due primi ministri non sono però equivalenti: la Spagna controllerà anche i cittadini europei provenienti dall’Italia, mentre l’Italia non controllerà i viaggiatori degli altri Paesi Ue che arrivano da porti o aeroporti iberici.