Vittorio LussanaLa surreale tata pugliese di 'Un medico in famiglia 10' oggi è una solida attrice di notevole esperienza, ormai lanciatissima verso la regia di molti spettacoli, con ottimi risultati

Cristiana Vaccaro, attrice versatile e completa, nota per aver interpretato il ruolo di Maddalena nella serie televisiva 'Un medico in famiglia 10' a fianco di Lino Banfi e Milena Vukotic, non è mai di riposo. Anzi, l'esperienza e la professionalità acquisita la inducono a mettere in scena tutte le idee che emergono dalla sua vulcanica vitalità. Dal dramma del bombardamento di San Lorenzo nel 1943, ai testi spiritosi e satirici di 'UGO', in cui monologhi in stile 'stand up comedy' si alternano a racconti teatrali un po' folli, a volte surreali, per divertirsi e riflettere allo stesso tempo. Da qualche anno si cimenta anche nella regia con progetti e idee sempre originali, come il 'Terrazzi tour, uno spettacolo itinerante portato in molte case private di Roma e messo in scena sulle terrazze più suggestive della capitale. Infine, anche il recente 'Rumors', uno spettacolo presentato sul palco del Teatro Furio Camillo insieme ai ragazzi della sua Accademia Bordeaux, che ha riscosso consensi di pubblico e critica. Una 'bella storia', insomma, che dimostra come, anche in una società divenuta liquida come quella di oggi, lavorando duramente si possa riuscire a realizzare i propri sogni.

Cristiana Vaccaro, ci parli di queste 'superserate' intitolate UGO? Perché questo titolo? Cosa significa?
"U.G.O. è l'acronimo di 'Unidentified gabbling object', che letteralmente significa: 'Oggetto parlottante non identificato'. Esattamente come nel caso degli Ufo, la 'serata UGO' non è del tutto identificabile. Sul palco si alternano monologhi, racconti, satire, stand up e il taglio è sempre quello dell'ironia e del sarcasmo. Possiamo definirlo un 'comedy show', un 'dramedy club': una 'superserata', insomma, come hai detto tu. UGO nasce due anni fa dall'incontro con Annalisa Dianti Cordone, Arianna Dell'Arti, Paola Michelini, Cristina Pellegrino e Francesca Staasch, la collaborazione di Betta Cianchini e il sostegno di Radio Rock. Ogni serata è come un debutto: prevede testi spesso inediti e sempre una special guest musicale. C'è un lavoro costante di talent scouting, in cui inseriamo ogni volta artiste diverse. L'unico limite è dato dal tempo: ogni pezzo deve avere una durata massima di 8 minuti. Finora hanno partecipato almeno 50 artiste, tra attrici, autrici, performer e musiciste".


AFORISMI FIORENTINI
Povero Paese
Articolo di: Il Taciturno

Il TaciturnoSalvini: "Farò di tutto per bloccare Renzi". Boschi: "Pur di non spalancare la strada a Salvini verso un Palazzo Chigi tutto suo, il Pd è anche pronto ad allearsi con i pentastellati". Ma davvero questa povera Italia non ha di meglio che farsi scegliere un governo così da persone così?



L'ANALISI
Dalla democrazia alla demagogia
Articolo di: Maria Elena Gottarelli

Maria Elena GottarelliMartedì 20 agosto 2019, in Italia è caduto il 65esimo governo in 71 anni. Niente allarmismi, quindi: il nostro Paese è più avvezzo alle crisi che alla stabilità politica. Ciò che invece deve preoccupare è la progressiva perdita di fiducia degli italiani nei confronti delle istituzioni.


SPORT
Quando Gimondi seppellì il 'cannibale'
Articolo di: Marcello Valeri

Marcello ValeriE' morto Felice Gimondi, un ciclista tenace, forse uno dei pochi degni di ereditare il ruolo di successore, negli anni '60 e '70 del secolo scorso, di Fausto Coppi. In tanti hanno esaltato in questi giorni i suoi successi su strada, ma in pochi hanno ricordato il suo grande talento anche su pista. Ricordiamo, per esempio, una '6 giorni di Milano' massacrante, vinta nel 1977 al velodromo Vigorelli in coppia con Van Linden, in cui alla fine della corsa non riusciva neanche a camminare per il generoso sforzo che aveva prodotto, a 35 anni 'suonati'. Resta pur vero che, probabilmente, Eddy Merckx fosse un talento assoluto, mentre Gimondi rappresentava il risultato di un 'ciclismo operaio', in cui ogni successo veniva costruito giorno per giorno. Proprio per questo era fortissimo nelle grandi corse a tappe dove, anche quando non vinceva, otteneva sempre ottimi piazzamenti. Tuttavia, non è stato Felice Gimondi a imbattersi in Eddy Merckx, come ha scritto Vittorio Feltri su 'Libero', bensì il contrario: è stato il 'cannibale' ad aver incontrato questo splendido ragazzo bergamasco, con il sorriso sempre stampato sul suo volto, in un momento della carriera in cui credeva di non avere più avversari da battere. Fu una rivalità autentica, vera, molto accesa: solo un arcigno bergamasco poteva tener testa a un fiammingo che stava dimostrando, innanzi a tutto il mondo, di essere il numero uno. La risposta di Gimondi giunse nel 1973 sul circuito di Barcellona, durante il campionato mondiale su strada. Il campione fiammingo, per ben due volte cercò di togliersi dalla ruota il bergamasco, il quale, tuttavia, strinse i denti e non cedette, andando ostinatamente a riprenderlo in ambedue le occasioni.


L'OPINIONE
Vogliono il potere e basta
Articolo di: Ennio Trinelli

Ennio TrinelliCon il discorso del 20 agosto scorso, il fu presidente invisibile, Giuseppe Conte, è riuscito a convincere un altro 10% di indecisi sul votare Lega o meno. E' un altro, speriamo l'ultimo, ma temiamo il peggiore, straordinario e irripetibile capolavoro dei 'pentadementi' al governo dell'Italia, che in altro luogo e su altra testata avevamo ipotizzato alla guida del Paese per un massimo di 18 mesi. E' triste avere sempre ragione. Conte, per salvare le natiche al movimentucolo che lo aveva messo lì, è riuscito a utilizzare tutti gli insulti possibili, ancora più gravi perché edulcorati da una dialettica ben allenata, che è stata uno sterile esercizio di stile, quando sarebbe bastato dargli dell'incompetente: ovvero, il termine che meglio lo definisce. Salvini, che è un furbo, ha immediatamente usato gli insulti rivoltigli, improvvisando un show per le telecamere, tutte schierate lì a contenderselo, proprio mentre Conte saliva al Quirinale, evento che nessuno, invece, ha seguito in diretta. E' finita così la triste avventura del 'pentaleghismo' al potere. Ora, se ci andrà bene, avremo ancora qualche mese di sceneggiata 'pentazingarettiana' (noi siamo romanisti e mai lo chiameremo governo 'giallorosso', perché coi santi veri non si scherza!) con nuovo collasso e psicodrammi 'renzian-calendiani' al seguito. Poi andremo a votare e, se ci va bene, sarà spuntato un altro onnipotente del "ghe pensi mì", a cui in massa gli italiani daranno il voto.


MONDO LAICO
Uniti per unire l'Italia
Articolo di: Valentina Spagnolo

Valentina SpagnoloSono ancora giorni di vacanza. Tuttavia, l'Italia sta vivendo un momento molto difficile dal punto di vista politico, economico, sanitario, del welfare, dell'integrazione, del dialogo, dell'istruzione e della politica estera, con una accelerazione della crisi anche a livello governativo, parlamentare e delle alleanze politiche. Difficile rimanere fermi ad assistere tutti i giorni a scontri politici, senza mai avere risposte concrete o azioni costruttive in favore della buona convivenza e di tutti quelli che soffrono, o sono alla ricerca di un lavoro dignitoso. Per tali motivi, il movimento internazionale e interprofessionale 'Uniti per Unire' e le 1000 associazioni, comunità e confederazioni aderenti, stanno promuovendo il manifesto 'Uniti per unire l'Italia', basato sugli importanti punti sopra elencati, avanzando proposte al mondo politico e a tutti i Partiti per verificare se vi sia la volontà di risolvere questioni importanti, tra le quali: a) fuga dei cervelli; b) carenza medici; c) politiche d'integrazione; d) accordi bilaterali con i Paesi dei migranti e dei rifugiati; e) informazione; f) discriminazione e razzismo; g) occupazione giovanile, precariato e welfare; h) ambiente e sanità; i) politica estera. Un manifesto che consenta all'Italia di uscire dal labirinto delle strumentalizzazioni politiche e mediatiche.