Vittorio Lussana

Intervista alla regista di 'A war on women', il docufilm sulla condizione delle donne iraniane che non chiede solamente di esser visto come opera necessaria, ma di essere ascoltato come atto politico

C’è un momento, in 'A war on women', in cui il dolore privato smette di appartenere a una sola persona e diventa memoria collettiva. E’ in quel momento, che il documentario di Raha Shirazi trova la sua forza più profonda: non nel semplice racconto della repressione, ma nella capacità di trasformare 40 anni di lotta femminile iraniana in una narrazione viva, stratificata, politica e, insieme, intimissima. Accolto con entusiasmo al Toronto International Film Festival e al Bif&st – Bari International Film&Tv Festival, questo film è giunto a Roma come una delle opere più necessarie dell’anno. Un documento visivo da prendere sul serio, perché attraverso immagini d’archivio, materiali clandestini e testimonianze potenti, la regista costruisce un racconto che attraversa diverse generazioni di donne iraniane, restituendo continuità storica a una resistenza troppo spesso ridotta a emergenza del presente. Nel documentario convivono esilio e appartenenza, trauma e dignità, memoria personale e battaglia politica. Le storie di figure come Masih Alinejad, Golshifteh Farahani e Shaparak Shajarizadeh s'intrecciano a quella della stessa regista, Raha Shirazi, costretta a lasciare l’Iran da bambina. Il risultato è un’opera che non chiede soltanto di essere guardata, ma ascoltata come un atto politico e umano. In occasione dell’evento di presentazione del docufilm, abbiamo avuto un dialogo con Raha Shirazi, per riuscire ad approfondire il senso di questo lavoro, il rapporto tra cinema e testimonianza e il peso della memoria nella costruzione di una nuova coscienza collettiva.

 


AFORISMI FIORENTINI
La fattoria degli animali
Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

Quindi, Marco Travaglio, che in tutti questi anni con il 'Fatto Quotidiano' ha avuto successo e notorietà facendo il procuratore delle Procure, vuol denunciare per 'falso' la Procura alla Procura. Siamo all’apoteosi finale de 'La fattoria degli animali' di George Orwell.



 


CONSUMI
Vicenda Coin: intesa con Mango
Articolo di: Cristian Cacace

Cristian Cacace

Importante svolta per Coin. La storica catena italiana di fashion store ha annunciato ufficialmente una partnership di lungo termine con il gigante della moda Mango. L’operazione, sancisce l’evoluzione del gruppo italiano verso il modello 'Brand Platform'.

 

 


RECENSIONI
Negli occhi di un bambino
Articolo di: Elisabetta Chiarelli

Elisabetta Chiarelli

'Guerra di infanzia e di Spagna' (Fazi Editore) di Fabrizia Ramondino è una storia al cui termine dispiace giungere, concludendo la lettura. Questa scrittrice ci introduce nel magico universo dell’Isola di Son Batle, presso Maiorca, in cui ha vissuto gli anni della sua infanzia con i genitori e i suoi fratelli. I colori caleidoscopici della natura maiorchina rivivono attraverso lo sguardo dell’autrice bambina e prendono le sembianze di animali, piante e vegetazione animati da una vitalità a tal punto selvaggia da confondersi tra loro, fino ad assumere l’aspetto di creature fantastiche, che accompagnano quotidianamente l’infanzia della scrittrice. Gli eventi della guerra che si susseguono in quegli anni attraversano con nitidezza i ricordi di Fabrizia Ramondino, che mostra, sin dalla più tenera età, uno sguardo critico e originale sul mondo che la circonda e sulle dinamiche relazionali che caratterizzano il mondo degli adulti, a cui si affaccia con interlocutoria e riflessiva sagacia. Cresciuta in una famiglia colta e anticonformista, la scrittrice ci riporta a un tempo della Storia in cui l’infanzia rappresentava effettivamente una fase epica della vita. Per essere felici non era necessario null’altro che la propria fantasia, la quale consentiva di fare esperienza del reale e si alimentava della complicità familiare, dell’arricchimento che era possibile trarre dall’esperienza altrui, dai racconti degli anziani, dalla condivisione collettiva del quotidiano, a prescindere dall’estrazione sociale e dalla provenienza geografica dei propri “compagni d’avventura”.

 

 


MODA
Romantiche sì,
introverse no

Articolo di: Cinzia Riontino

Cinzia Riontino

Il settore della moda sta attraversando una fase di complessa transizione e forte affanno economico, segnato da una contrazione dei ricavi che, si stima, abbia già polverizzato circa 10 miliardi di euro di fatturato nel triennio tra il 2024 e il 2026. Nonostante il comparto mantenga una rilevanza strategica cruciale rappresentando circa il 5% del Pil nazionale e impiegando oltre 1,2 milioni di addetti totali, la frenata dei mercati internazionali e il cambio delle abitudini di acquisto stanno mettendo a dura prova l'intera filiera del Made in Italy. Il bilancio dell’intero settore evidenzia un fatturato della moda italiana scivolato di 3 punti in percentuale, risentendo del forte rallentamento economico globale. Le esportazioni extra-Ue registrano un calo del 5%, pesantemente influenzato dalla minore domanda proveniente dalla Cina e dall'area asiatica. Inolte, secondo le ultime analisi di Bain & Company e Altagamma, l'aumento vertiginoso dei listini del lusso ha portato alla perdita di circa 70 milioni di clienti a livello globale negli ultimi tre anni, spingendo verso una netta polarizzazione del mercato. I distretti produttivi storici, come la Toscana e il Veneto, registrano cali produttivi significativi e un massiccio ricorso alla cassa integrazione.


CRONACA
Delitto di Garlasco:
un’altra estate di passione

Articolo di: Maria Pia Cantarini

Maria Pia Cantarini

La procura di Pavia 'inchioda' Andrea Sempio come unico colpevole dell'omicidio di Chiara Poggi. La procura pavese e il dottor Fabio Napoleone, infatti, hanno messo nero su bianco le loro ipotesi accusatorie, descrivendo le aggravanti dell'omicidio: "Abbieti motivi" ed "estrema crudeltà". Di conseguenza, Alberto Stasi viene posto al di fuori dalla scena del crimine. Inoltre, sempre la procura ha chiuso le indagini preliminari, notificando l'avviso di garanzia all'indagato, Andrea Sempio. Contestualmente, ha trasmesso l'intera documentazione alla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, per l'eventuale revisione della condanna di Alberto Stasi. La procuratrice Nanni ha precisato "che non sarà né veloce, né facile lo studio degli atti", preannunciando che occorrerà tempo e peculiarità nell'esame della documentazione prodotta. Le intercettazioni e i soliloqui in macchina di Andrea Sempio portano a ritenere l'indagato colpevole di questo grave omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta  di via Pascoli a Garlasco (Pv). Dalle analisi genetiche, le impronte del Dna rilevate dalla perizia della genetista, Denise Albani, sotto le unghie di Chiara, appartengono alla linea maschile della famiglia Sempio e non vi è traccia alcuna di Alberto Stasi, condannato a 16 anni di reclusione, di cui 11 già scontati. Il ragazzo, nei primi due gradi di giudizio, era stato assolto, ma successivamente è stato condannato, in via definitiva, dalla Suprema Corte di Cassazione.