
La rassegna itinerante di Scanno e Peschici, giunta alla VI edizione, è entrata a far parte del programma ufficiale di ‘L'Aquila capitale italiana della cultura 2026’
Ci sono luoghi che non si limitano a ospitare presentazioni di libri, ma diventano spazi di confronto, dissenso e immaginazione. Il 'Ju Buk Feminist Festival' è uno di questi. Nato per dare voce al pensiero femminista nelle sue molteplici declinazioni, questa rassegna letteraria intreccia letteratura, attualità, arte e impegno civile, trasformando ogni edizione in un laboratorio aperto sul presente. In un tempo in cui parole come uguaglianza, diritti e libertà rischiano di essere svuotate o strumentalizzate, il 'Ju Buk' sceglie di restituire loro profondità attraverso il dialogo, l’ascolto e il racconto. Infatti, prima ancora di essere un festival, 'Ju Buk' è una domanda: quale spazio hanno oggi le voci delle donne nel racconto del mondo? Da qui nasce una manifestazione che, anno dopo anno, ha trasformato la cultura in un luogo di incontro, confronto e cambiamento: un evento che non si limita a descrivere il mondo, ma prova a cambiarlo, mettendo in relazione libri, corpi, paesaggi e comunità. Questa VI edizione, che si terrà a Scanno (Aq) e a Peschici (Fg) dal 24 luglio al 12 agosto 2026, promette, ancora una volta, di accendere il dibattito offrendo incontri, dialoghi e occasioni di confronto che fanno della cultura uno spazio di resistenza e di futuro. Per capire dove sta andando il 'Ju Buk Festival' abbiamo incontrato la sua ideatrice e fondatrice, Eleonora de Nardis Giansante.


Il risultato delle votazioni parlamentari sulla riforma elettorale ha chiarito di che 'pasta' è fatta la classe politica che ci governa e di quale 'pasta' sia fatta quella che ci governerà. I Partiti della maggioranza, perso il referendum, si sono messi in modalità: "Io speriamo che me la cavo", abbandonando ogni vincolo di solidarietà politica fino a tradire, clamorosamente, un impegno preso dal presidente del Consiglio in persona. Il ‘campo largo’, per parte sua, ha graniticamente consolidato il suo unico programma: qualunque cosa pur di battere la Meloni. Ed è cosi che il Partito democratico, dopo aver rinnegato 20 anni di politica giudiziaria al referendum, ha votato persino contro le preferenze. Buoni a nulla capaci di tutto: vinceranno le elezioni. E ‘affosseranno’ l'Italia.


Per anni, abbiamo pensato che dimagrire fosse un semplice calcolo matematico: mangi meno, ti muovi di più e il peso scende. Oggi, la scienza ci dice che non è così semplice: per dimagrire non basta muoversi e produrre deficit calorico, ma si deve provocare una vera e propria trasformazione biologica. Non conta solo quanto si pesa, ma come funziona il corpo: come gestisce gli zuccheri, quanta infiammazione c’è e la massa muscolare. L'infiammazione silente, oggi, è il vero male del secolo. E’ nascosta, non si vede, ma negli ultimi studi scientifici, i medici più aggiornati riescono, attraverso delle analisi, a individuarla subito.




C’è il teatro che si fa in una sala buia, con un palcoscenico, tendaggi, giochi di luci e cambi di scenografie studiati al millimetro. Ma non per forza gli spettacoli devono essere sgargianti o stilisticamente elaborati: è sufficiente anche un singolo attore che metta corpo e voce al servizio del pubblico. L’oscurità crea immersione e il lavoro degli interpreti colma la distanza fisica e spaziale che li separa anche dalle poltrone più lontane. E poi c’è il teatro di 'Kent': all’aperto, nomade, minimalista e, forse, ancora più suggestivo. Il 'setting' - le terrazze romane, diverse a ogni replica - diventa così fondamentale per entrare nel vivo della storia e nell’anima dei due protagonisti: Pietro (Matteo Quinzi) e un giornalista la cui identità non troppo nascosta risiede nel titolo (Valerio Di Benedetto). Si incontrano sul tetto di un edificio, ognuno in preda ad ansie e crisi personali. Il primo sta per buttarsi dal parapetto, quando il secondo sopraggiunge all’ultimo momento e lo salva. Da qui, i due si confronteranno sui rispettivi dilemmi interiori, in una commedia che rimanda, in maniera piuttosto diretta, a Superman. In particolare, a quello di Christopher Reeve dei primissimi film dedicati al personaggio, più volte omaggiato con musiche e riferimenti espliciti. Si può trattare la materia supereroistica senza la magia degli effetti digitali, senza i trucchi della settima arte e il grande budget destinato ai progetti cinematografici che da anni popolano i nostri schermi? La regista, Cristiana Vaccaro, partendo da un testo di Marco Andreoli, dimostra di sì. 'Kent', infatti, non ha bisogno di nient’altro che di una sceneggiatura solida, di due ottimi attori dagli eccellenti tempi comici, i brani musicali giusti (di Stefano Switala) e qualche accorto e intelligente stratagemma di messa in scena, in particolare nel sorprendente finale.

Le ondate di caldo che stanno investendo l'Italia non rendono difficile la vita soltanto agli anziani. Anche bambini e neonati sono particolarmente esposti agli effetti delle temperature elevate, soprattutto se vivono o trascorrono gran parte dell'estate nelle grandi città, dove il fenomeno delle cosiddette 'isole di calore urbane' può far percepire temperature ancora più alte rispetto alle aree verdi o rurali. I contesti urbani, infatti, trattengono il calore accumulato durante il giorno: asfalto, cemento, edifici e superfici impermeabili assorbono l'energia solare e la rilasciano lentamente nelle ore serali, mentre il traffico, gli impianti di climatizzazione e la scarsa presenza di alberi contribuiscono ad aumentare ulteriormente le temperature. Nelle giornate più torride, l'asfalto esposto direttamente al sole può raggiungere anche i 60-80 gradi centigradi, trasformando molte aree delle nostre metropoli in vere e proprie 'trappole di calore'. Queste condizioni rappresentano un rischio concreto per la salute dei più piccoli. A differenza degli adulti, infatti, i bambini regolano meno efficacemente la temperatura corporea: sudano meno, disperdono il calore con maggiore difficoltà e, soprattutto nei primi anni di vita, dispongono di riserve idriche che si esauriscono rapidamente.

Il tempo spesso divide le storie, che la musica riesce sempre a ricucire. E' proprio questa l'essenza di 'Don't look back In anger', il film evento dedicato agli Oasis, che trasforma una delle reunion più attese della storia del rock in una esperienza intensa di emozioni, ricordi e nuovi inizi. Dallo scorso 4 luglio è disponibile il 'teaser-trailer' dell'attesissimo documentario presentato da Disney+, dedicato alla leggendaria band britannica. Un'uscita dal forte valore simbolico. Esattamente un anno prima, gli Oasis inauguravano a Cardiff, in Galles, il 'tour Live '25', tornando finalmente sul palco tutti insieme dopo sedici anni di lontananza. Prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, il film porta la firma creativa dello sceneggiatore, produttore e regista candidato ai Bafta e agli Oscar, Steven Knight, autore di 'Peaky Blinders' e 'A thousand blows'. La regia è affidata a Dylan Southern e Will Lovelace, già apprezzati per 'Shut up and play the hits' e 'Meet me in the bathroom'. L'arrivo nelle sale è previsto per settembre, con una distribuzione in una selezione di cinema e nel circuito Imax. Successivamente, il documentario sarà disponibile in esclusiva in streaming su Disney+ a livello internazionale, mentre negli Stati Uniti approderà entro la fine dell'anno su Hulu e Disney+. Il film musicale, 'Don't look back In anger' racconta la straordinaria rinascita artistica di Liam e Noel Gallagher, seguendo il trionfo di 'Oasis Live '25', considerato uno dei ritorni rock più importanti del nostro tempo.