Vittorio LussanaInteressante la diatriba giuridica esplosa alcune sere fa tra la politologa Sofia Ventura e il giornalista Marco Travaglio a '8 e mezzo', in merito alla decretazione d'urgenza e all'utilizzo dei relativi decreti amministrativi. Il dilemma si è generato per il fatto che i Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ndr) possano andare a ledere, temporaneamente e in casi limitati di necessità, le libertà individuali dei cittadini. Un'antica querelle, su cui si è spesso pronunciata anche la Corte costituzionale in anni lontani e su cui si sperava di non tornarci sopra, se non per rispolverare un antico dibattito dottrinario. E' chiaro, infatti, che il parlamento debba, ogni tanto, essere tenuto in considerazione, poiché non si può fare tutto attraverso dei 'regolamenti' come i Dpcm, anche se essi si richiamano a una norma giuridica o a un atto avente forza di legge come il decreto vero e proprio. Tuttavia, il Dpcm è un atto amministrativo che risulta anch'esso 'fonte di diritto', pur se di livello inferiore rispetto alla legge ordinaria. Esso trae i suoi effetti concreti da una particolare circostanza, come previsto nei casi di emergenza sanitaria, nello stato di calamità nazionale o nello stesso Stato di guerra, in caso d'invasione da parte di un esercito straniero. I Dpcm, insomma, sono giuridicamente legittimi, poiché possiedono una giustificazione formale - il decreto del 6 marzo 2020 - e una sostanziale: debbono incidere su una o più condizioni particolari. In tal senso, anche l'atto amministrativo di un Comune 'terremotato' che impone la 'non agibilità' di un'abitazione gravemente lesionata dal sisma - costringendo i residenti a trasferirsi dai parenti, oppure ad accettare una sistemazione temporanea in albergo a spese dello Stato - possiede la possibilità di risultare prioritario sulla libertà privata del cittadino e, persino, sulla proprietà privata. E' la tesi dl professor Gustavo Zagrebelsky, che non a caso è un ex giudice della nostra Corte Suprema. E per dimostrare che anche un regolamento o l'atto amministrativo in genere deve avere, in particolari circostanze, la possibilità di dispiegare i suoi effetti, si ricorda che tale ragionamento vale persino per quegli atti amministrativi di 'esproprio' che lo Stato o un ente locale - un Comune o la Regione - deve eseguire per questioni di pubblica utilità (costruzioni di ferrovie o autostrade), pur prevedendo risarcimenti per chi è costretto a cedere un lotto o un terreno.


MODA
Il giapponese che incanṭ Parigi
Articolo di: Michela Diamanti

Michela DiamantiL'eclettico e celebre stilista giapponese, Kenzo Takada, è scomparso il 4 ottobre scorso presso l'American Hospital di Neuilly-sur-Seine, in seguito alle complicazioni da Covid 19, all'età di 81 anni. E' stato il primo stilista nipponico a stabilirsi a Parigi, dove ha fondato la prestigiosa maison 'Kenzo', il cui noto marchio, di fama internazionale, continua a occupare un ruolo rilevante nel panorama della moda e del design. La morte del designer è sopraggiunta  proprio durante la 'fashion week' di Parigi da poco conclusa, svoltasi tra eventi in presenza e 'virtuali' a causa dell'emergenza sanitaria in corso.


RECENSIONI
La 'suspence' di Marco Gemma
Articolo di: Marcello Valeri

Marcello ValeriUn 'thriller all'italiana'. E non è poco, di questi tempi. Questa l'impressione di 'Fuga di Gas', il 'romanzo-thriller' di Marco Gemma, edito da Unicopli. Un autore interessante, che per riuscire a laurearsi ha fatto i lavori più disparati: finalmente, qualcuno che merita di essere letto e che ha lottato per emergere. Ma a prescindere da questo, ciò che si nota in quest'autore è lo stile, che definiremmo 'realistico'. La qual cosa non presuppone un ricorso a 'idiomi' locali più o meno folcloristici, come nei romanzi 'pasoliniani', ma un senso di irrazionalismo che sembra circolare 'sotto traccia' nella società.



CULTURA
La poesia e l'arte al tempo del Covid
Articolo di: Giuseppe Lorin

Giuseppe LorinGrandi consensi per l'evento artistico letterario 'L'arte si fa parola', svoltosi il 7 ottobre 2020 nella suggestiva cornice, ricca di spiritualità e di Storia, del Salone dei Piceni, presso il complesso monumentale di San Salvatore in Lauro a Roma. L'evento, organizzato da 'Insieme per l'arte', conferma il successo del progetto 'Una poesia per l'arte', che da anni propone il verso poetico a difesa della bellezza, dell'arte e dell'uomo, convinti che davvero la poesia sia "un atto di pace", una possibilità d'incontro e di dialogo sul sentiero della bellezza. L'evento ha visto la presentazione dell'antologia poetica 'Ho sete' di Autori Vari, curata da Ella Clafiria Grimaldi e Maria Pompea Carrabba, edita da SarpiArte Edizioni, con prefazione affidata alla biblista Rosalba Manes, docente presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. All'interno della raccolta, gli inserti dell'opera scultoria 'Spiritu...@...lmente' dell'artista Valeria Catania, di cui attualmente esiste un modello in scala, presentata in occasione del 'Giubileo dei detenuti', indetto da Papa Francesco lo scorso 6 novembre 2016. Un progetto scultoreo di riabilitazione e reinserimento, che esprime la necessità di creare qualcosa in cui credere, di una speranza che racchiuda in sé il messaggio di un riscatto sociale e morale. Il noto critico d'arte, Gianfranco Ferroni, ha infatti commentato: "Un esempio pressoché unico di arte sacra, dove si fondono le ricerche legate alla persona, alla motivazione di un'esistenza, di continuare una battaglia per la vita e anche di recuperare ciò che è stato abbandonato, sia fisicamente, sia moralmente".


L'OPINIONE
Il dramma ordinario
di una lunga attesa

Articolo di: Serena Di Giovanni

Serena Di GiovanniQuesto è il racconto di un'esperienza realmente vissuta. Tutto ha avuto inizio qualche giorno fa, quando decido che, per ragioni familiari, devo fare il famoso tampone per il Covid 19. Lo decido autonomamente, perché sentita la mia versione dei fatti, il medico mi dice che "non era necessario", che "non ero a rischio", ma che se proprio volevo farlo non c'era altra via che segnalare la mia situazione alla Asl. "Poco male", gli rispondo, "faccia ciò che deve". Mi fido del suo parere, ma non posso assolutamente rischiare, con un padre cardiopatico e una madre con una trombosi alle gambe. Io stavo bene, non avevo sintomi particolari, ma a un'ipocondriaca cronica come la sottoscritta, un po' di ansia viene sempre. Soprattutto, perché era la prima volta che facevo un tampone, da quando è iniziata questa brutta vicenda del coronavirus. Ottenuta l'impegnativa, mi metto in coda al 'drive in'. E qui inizia il dramma, quello dell'attesa: 10 interminabili ore in coda per fare un tampone; 10 ore in cui le persone - per rabbia e sfinimento - quasi vengono alle mani tra loro. Mi armo di santa pazienza e, finalmente, riesco a farlo. Mi chiedono se voglio fare il tampone molecolare, ma rispondo di voler fare quello rapido, perché ho urgenza di sapere. Non tanto per me, ma per i miei cari. "Sì, sì", mi rassicurano, "riceverai una e-mail o un sms entro poche ore".


ARTE
La pittura psicologica
Articolo di: Domenico Briguglio

Domenico BriguglioAlla galleria 'Il collezionista' di via Rasella 132 in Roma, è 'andata in scena' in questi giorni la personale di Luise Gandon, artista franco-austriaca abituale frequentatrice di 'piazze' artistiche d'assoluta rilevanza in tutta Europa. La mostra, fortemente voluta dal direttore artistico, Gabriele Giuliani e presentata dal critico d'arte Elena Gradini, ha fortemente impressionato il pubblico presente, accolto in stretta ottemperanza alle norme di prevenzione da Covid 19. In effetti, le opere della Gandon non possono non colpire: primi piani che balzano 'in proscenio' da sfondi oscuri (come i ritratti apparsi tra il medio e il tardo rinascimento) o, al contrario, composti da riflessi multicolori. La differenziazione tra le due tipologie non viene fatta a caso, ma risponde all'intenzione dell'artista d'identificare i soggetti ritratti con criteri di connotazione strettamente psicologici. Non sono, pertanto, le fattezze estetiche di un individuo a essere protagoniste, quanto il suo carattere, la personalità, che 'deve' risaltare nel caso dello sfondo scuro o confondersi, trarre forza espressiva da quello colorato, quasi a indicare un'essenza sfuggente a un'identificazione precisa, celata dietro una maschera pubblica a uso e consumo della società: un apparire totalmente diverso dall'essere. Ne deriva la peculiare strumentalizzazione del colore a cui le opere sono piegate, quasi costrette: violento, debordante o delicatamente sfumato, in declinazioni inconsuete nelle figure intere, il cui volto riulta nascosto, mai rivelato.