Vittorio LussanaSul fronte pedagogico dell'educazione per l'infanzia, siamo di fronte a un bivio cruciale della Storia dell'umanità, in cui avremmo bisogno di nuovi concetti, nuovi valori e una nuova visione d'insieme, finalizzata a guidare i nostri passi verso un futuro più umano e sostenibile. La consapevolezza dovrebbe innalzarsi da locale ed egocentrica a globale e planetaria. Ma tale nuova 'coscienza' richiede anche una visione più limpida e coerente di noi stessi, della società, della natura e del cosmo. Invece, proprio in questo campo ci ritroviamo all'interno di un dibattito assolutamente schematico tra 'montessoriani', cattolico-moralisti e laici 'post gentiliani'. Forme di dialettica 'finte', che rischiano di lasciar spazio a quelle nuove discipline 'olistiche', per non dire 'new age', che quasi sempre degenerano verso convinzioni astratte, come dimostrato dal recente dibattito sulle vaccinazioni. La pedagogia infantile è materia delicata e importante: vale la pena soffermarsi, ogni tanto, intorno a essa, al fine di comprendere alcune problematiche spirituali, valoriali e di principio, che rischiano di condurci verso una stravagante società 'rovesciata', in cui uno sterile cinismo neo-materialista viene sostanzialmente confuso per intelligenza. Dobbiamo renderci conto che l'Italia è il Paese dei paradossi per eccellenza, vittima di una 'surrealtà' cristallizzatasi per troppo tempo: uno strano 'schema-non schema' in cui ogni principio di responsabilità individuale latita fortemente, perché di ogni evento e di ogni fatto è sempre colpevole qualcun altro. Un modo di giudicare, scegliere e decidere totalmente 'sbandato', che finisce col trasformare intere generazioni di bambini in nuovi 'capri espiatori' di una società che è l'esatto contrario di ciò che viene insegnato loro. Troppi aspetti retorici, cronicizzati all'interno dei nostri comportamenti, si contrappongono a nuove esigenze autoeducative le quali, purtroppo, vengono interpretate come semplici meccanismi: mere verità 'automatiche' che falsano, sotto il profilo della 'purezza' filosofica, ogni forma di spontaneità e autenticità individuale.

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L'ANALISI
Populismo da parrocchia
Articolo di: Chiara Scattone

Chiara Scattone"La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre". La frase è autosufficiente e autoconsistente. E poteva bastare a dimostrare il giusto disprezzo e la riprovevolezza verso un atto arrogante e odioso, che colpisce la donna e che la umilia, rendendo il suo corpo un mero oggetto nelle mani di un altro, di un uomo. Invece, Deborah Serracchiani, governatrice 'dem' del Friuli Venezia Giulia, ha deciso di aggiungere un inciso che ha stravolto tutto: "Ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese". In sostanza, con l'aggravante della presunta 'rottura' di un patto di accoglienza, una violenza sessuale acuisce la sua odiosità. Non è, quindi, l'abuso sul corpo femminile a essere odioso, quanto la provenienza geografica del soggetto che lo commette, o il suo 'status' di immigrato.


ASSOCIAZIONI
La regata per la pace
Articolo di: Fabrizio Federici

Fabrizio FedericiDiffondere la conoscenza del Mediterraneo sotto ogni possibile angolazione. Innanzitutto, organizzando incontri di studio, seminari, attività congressuali; in secondo luogo, attuare un programma pluriennale di 'eventi d'incontro', con l'esecuzione di brevi regate d'altura non agonistiche, con le quali collegare i porti italiani con altri porti mediterranei, per lo sviluppo del dialogo interculturale e interreligioso. Questi gli obiettivi principali di 'OMeGA', Osservatorio mediterraneo di geopolitica e antropologia, associazione culturale apolitica, apartitica, aconfessionale, contraria a qualsiasi discriminazione che, presso il Circolo della Marina di viale Tor di Quinto in Roma, ha presentato, in un incontro con la stampa, il progetto 'Rotte mediterranee' e, in particolare, la prima delle regate previste: 'Lungo le rotte del corallo'.


MUSICA
Il grande impegno di Aida
Articolo di: Raffaella Ugolini

Raffaella UgoliniLa sera del 4 maggio scorso, la cantautrice Aida Satta Flores è tornata al Teatro Ariston di Sanremo come ospite del Gef 2017, il Festival internazionale della creatività nelle scuole. Un palco che l'aveva già vista cantautrice sensibile e artista acclamata da pubblico e stampa specializzata in tre edizioni del Festival della canzone italana: nel 1986 con 'Croce del Sud', dopo la vittoria a Castrocaro 1985 con 'Alkaid'; nel 1989 con 'Certi uomini', prodotta da Gino Paoli; nel 1992 con 'Io scappo via', prodotta da Augusto Daolio e i Nomadi. Risale esattamente al 1992, infatti, il suo primo album di successo, prodotto sempre dai Nomadi: 'Il profumo dei limoni'. Proprio il titolo di quel suo primo album, che le valse il prestigioso riconoscimento, da parte di Fabrizio De Andrè, come una delle migliori giovani autrici dell'ultimo ventennio del '900, ha dato il titolo all'evento commemorativo del XXV anniversario della strage di Capaci, dell'assassinio del giudice Falcone, della moglie e della sua scorta, cui Aida aveva già dedicato la canzone: 'Qui la mafia non c'è'. Un concerto in cui la Satta Flores ha saputo coniugare la propria musica al suono della fanfara del XII Battaglione dei Carabinieri di Sicilia e con le voci della Corale Polifonica 'San Sebastiano' della Polizia municipale di Palermo. Con il patrocinio della Fondazione Falcone, la serata è stata inserita come 'evento-clou' e conclusivo della VI edizione de 'La settimana delle culture', presso il Real Teatro Santa Cecilia di Palermo, che si terrà il prossimo 23 maggio 2017. Lo scorso 17 dicembre 2016, l'autrice ha inoltre vinto tutti i premi della finale di 'SanremoSenior', evento tenutosi presso il Teatro del Casinò di Sanremo, aggiudicandosi il premio nella propria categoria, (cantautori), il premio dello studente e il premio Grand-Prix, che le ha consentito di partecipare come ospite al 'Gef 2017', la sera del 4 maggio scorso, all'Ariston di Sanremo.


L'OPINIONE
Le fiabe sono il 'ponte'
tra infanzia e cultura

Articolo di: Silvia Mattina

Silvia MattinaLa scuola è lo specchio della società e il luogo dove si registrano i cambiamenti di maggior rilievo. L'indagine su 'Integrazione delle seconde generazioni', condotta dall'Istat nel 2015 e cofinanziata da Unione europea e ministero dell'Interno analizza la vita scolastica proprio degli studenti nati da genitori stranieri che si sentono italiani, anche senza la cittadinanza. Per avere un'idea in cifre, questa la fotografia della situazione: in Italia è nato il 30,4% degli studenti stranieri che attualmente frequentano le scuole secondarie, di primo e secondo grado; il 23,5% è arrivato qui da noi prima dei 6 anni; il 26,2% è entrato in Italia tra i 6 e i 10 anni; il 19,9% è arrivato a 11 anni e più. Inoltre, il 38% degli alunni dichiara di sentirsi italiano, mentre il 33% continua a sentirsi straniero e poco più del 29% non risponde. Alla luce di questi primi dati, risulta evidente come la presenza degli alunni di seconda generazione sia un fattore in costante crescita nella vita scolastica, sollevando nuove e diverse questioni che investono non solo la sfera didattica, ma anche quella culturale e psicologica.


MONDO LAICO
Una Repubblica fondata
sull'ordinaria follža

Articolo di: Ennio Trinelli

Ennio TrinelliQuello della settimana passata è stato un fine settimana favoloso, beatificato dalla presenza di Grillo con 'grulli' al seguito, il quale - parcheggiato il Suv da milionario da qualche parte - insieme ad altri cialtroni di simili fattezze ha partecipato alla 'Marcia contro la povertà' di Assisi. Come se dalle parti di Assisi avessero capito il significato profondo di quanto predicato sulla povertà da un loro illustre e citato, spesso a sproposito, concittadino. Mentre il 'Grillo sparlante' tentava disperatamente di rifarsi un look, pontificando incongruenze a 5Stelle, i suoi prodighi compagni di italiche (s)venture si sforzavano in tutti i modi affinché le cose vadano sempre peggio. A Roma, per esempio, Virginia Raggi riusciva a nominare una vicecapo di gabinetto citata in giudizio dalla Corte dei Conti del Lazio per una quisquilia relativa a faccende di mense sociali. Nello stesso giorno, la 'sindaca praticante e viceversa' veniva a sua volta citata tra i testimoni a favore, cioè quelli che dovrebbero difenderlo, da Raffaele Marra, imputato per un'altra quisquilia come 'Mafia capitale' e, nella fattispecie, per una 'tangentucola' da appena 367 mila euro. Contemporaneamente, il capogruppo M5S in Campidoglio farneticava sull'essere contro o a favore dei vaccini riuscendo, nel medesimo comunicato stampa, la cui pochezza grammaticale e sintattica ve la raccomando, a scrivere di essere contrario, ma anche a favore alle vaccinazioni e, poi, a favore ma anche contrario, rimandando tutto alla legge dello Stato approvata due ore prima che lui la citasse nella sua 'nota-capolavoro'. Qualche giorno prima, il Senato della Repubblica a sua volta aveva votato una 'leggiucola' di nessuna importanza come quella sulla tortura, riuscendo ancora una volta a stravolgerne il senso e a trasformarla in una norma praticamente inapplicabile. Oltre a ciò, un articoletto risibile uscito mentre sto scrivendo queste righe, informa  che in Italia ci sono circa 4 milioni di posti di lavoro vacanti che nessuno vuole occupare, perché non si ritiene di dover fare lavori troppo umili. Giunti a questo punto, consiglieremmo di riscrivere l'articolo 1 della Costituzione, perché l'Italia, di fatto, è "una Repubblica fondata sull'ordinaria follìa" e, di certo, non sul lavoro.