Arianna De Simone

C’è un modo di ricordare che non consuma la memoria, ma la fa vivere. Era questo il cuore di 'La mafia non è musica': lo spettacolo andato in scena a fine anno presso il Teatro Palladium di Roma intrecciando parola, musica e coscienza civile. Sul palco, Luisa Impastato – nipote di Peppino – e la 'Nuova Orchestra Pedrollo' hanno guidato il pubblico in un viaggio che non chiedeva di commuoversi, ma di partecipare. Il progetto, già accolto con grande attenzione a Vicenza, è nato come atto narrativo e civile insieme: raccontare Peppino non per 'monumentalizzarlo', ma per restituire la verità di un ragazzo che scelse la libertà sapendo che avrebbe pagato un prezzo altissimo. E’ una memoria che vive, che chiama a rispondere, che non accetta la 'comfort zone' della celebrazione. Nel suo racconto, la memoria diventa gesto quotidiano, non celebrazione.

Luisa Impastato, che cosa significa, per lei, custodire una storia come quella di Peppino senza lasciarla cristallizzare?
“Mio padre prima di me, ma soprattutto mia nonna Felicia, a cui devo la mia scelta di raccogliere il passaggio di testimone, hanno dedicato la vita a difendere e custodire la memoria di Peppino. Lei, in particolare, ha trasformato il racconto in una pratica antimafia, veicolando con la storia di Peppino la forza del suo messaggio e delle sue lotte. Questo impegno, che oggi è portato avanti da Casa Memoria, ha permesso alla storia di Peppino di essere viva nel presente. E anche per me raccontare di lui non è mai una mera celebrazione, perché la  sua memoria diventa  pratica quotidiana di partecipazione, di mobilitazione, di presa di posizione”.

 


AFORISMI FIORENTINI
Meglio non rischiare
Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America, in una intervista ha dichiarato che se Maria Corina Machado gli consegnasse il suo premio Nobel, lui lo accetterebbe volentieri. Appresa la notizia, Jannik Sinner, molto legato alla sua coppa di Wimbledon, per prudenza ha annullato il suo viaggio in Usa.

 

 


CRONACA
Lo 'strano caso' di Sara
Articolo di: Maria Pia Cantarini

Maria Pia Cantarini

Sara Spazzini, una donna di 66 anni, il giorno 19 dicembre 2025 è stata trovata esanime nella propria abitazione nel centro di Castiglione delle Stiviere, una località dell’alto mantovano. E’ stata la sorella Patrizia a fare la drammatica scoperta: dopo aver tentato di contattare Sara più volte al telefono senza mai riuscire a comunicare con lei, insospettita da questo silenzio, ha deciso di recarsi presso la sua abitazione.


SCIENZA
Pet Therapy: quando la relazione
con gli animali diventa cura

Articolo di: Ludovica Zurzolo

Ludovica Zurzolo

Negli ospedali, nelle scuole e nelle strutture residenziali per anziani, la presenza degli animali sta diventando sempre più frequente. La 'pet therapy' - o gli Interventi assistiti con gli animali (Iaa) - si è rivelata un valido supporto ai percorsi di cura tradizionali, grazie a interventi strutturati e riconosciuti anche in ambito sanitario. “Non si tratta di attività ricreative improvvisate, ma di interventi progettati con obiettivi precisi, in cui la relazione con l’animale diventa parte integrante del percorso di cura”, spiegano alcuni operatori del settore. La 'pet therapy' utilizza la relazione tra esseri umani e animali, per favorire il benessere fisico, emotivo e sociale delle persone. Non si tratta di un semplice passatempo, ma di un’attività svolta da professionisti qualificati con animali selezionati e addestrati. Gli interventi possono avere finalità terapeutiche, educative o di supporto e coinvolgono non solo cani, ma anche gatti, cavalli, asini e conigli, a seconda del contesto e degli obiettivi. Tra i destinatari più comuni troviamo bambini con difficoltà relazionali o disturbi dello sviluppo, anziani, pazienti ospedalizzati, persone con disabilità fisiche o cognitive e chi vive situazioni di stress, solitudine o disagio emotivo. In ambito scolastico, per esempio, la presenza di un animale può aiutare a migliorare l’attenzione, ridurre l’ansia e favorire l’inclusione.

 


L'OPINIONE
'Buen camino'
è come l’Italia di oggi

Articolo di: Vittorio Lussana

Vittorio Lussana

Alla fine era vero che 'Buen camino', il nuovo film di Checco Zalone, non fosse granché. Una trama banale, all’interno della quale il protagonista si sente libero di riproporre quel che meglio sa fare: il 'tamarro' meridionale o il 'cafone arricchito', a seconda dei casi. Una sottesa critica alla subcultura piccolo borghese italiana, che rende la pellicola appena sufficiente. Ma tanto è bastato per innescare una 'polemica da autobus' contro il cosiddetto 'politicamente corretto'. Una diatriba che, ovviamente, si guarda bene dall’andare per lo meno a sfiorare il vero 'nocciolo' della questione: l’uso di precise metodologie di disinformazione ampiamente diffuse tra la popolazione attraverso i social network, congiunte con il ricorso a narrazioni demagogiche totalmente inattuali. Si reclama una sorta di libertà di falsificazione, in buona sostanza, secondo una visione assai poco fedele della società italiana e dei suoi multiformi interessi.

 


LIBRI
David Bowie 10 anni dopo
Articolo di: Lucilla Corioni

Lucilla Corioni

Dieci anni non bastano a misurare l’assenza di David Bowie. E’ un tempo breve e infinito insieme. Un intervallo in cui la sua voce sembra essersi soltanto allontanata dietro una curva del cielo. Lo scorso 9 gennaio 2026, a un decennio esatto dalla sua scomparsa, è comparso nelle librerie italiane 'David Bowie: oltre lo spazio e il tempo' di Paul Morley (Hoepli): un titolo che promette una biografia, un varco per rivedere l’artista che più di tutti ha osato mutare pelle, visione, identità. Tra i biografi più rispettati del rock britannico, Morley è già autore del celebrato 'The Age of Bowie', ma in questo caso compone un ritratto che non si accontenta della cronologia. Preferisce inseguire l’energia instabile di Bowie, la sua natura cangiante, l’urgenza di essere sempre “qualcos’altro”, come se la vita fosse una lunga performance di metamorfosi. Eppure, dentro quella continua mutazione, Morley ricerca la traccia emotiva, il tremito umano, l’artista che dialogava costantemente con il proprio tempo storico, con le sue paure, le sue accelerazioni, le sue crepe luminose. La versione italiana porta la firma di tre nomi che conoscono molto bene l’eredità del 'Duca Bianco': Ezio Guaitamacchi alla cura editoriale; Leonardo Follieri alla traduzione; e una prefazione a quattro mani di Manuel Agnelli e Paolo Fresu.