Vittorio Lussana

Dal 29 maggio scorso è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica 'Limerence/Self-Love': un 'featuring' prodotto per Pluma dischi che ha sancito la collaborazione tra gli Archivio Futuro e la cantante-producer

Dopo aver inaugurato la loro sinergia artistica, la band degli Archivio Futuro e la cantante-producer, Francesca Palamidessi, hanno deciso di dare vita a un progetto completo e strutturato, composto da due brani antitetici, sia sul piano tematico, sia in quello puramente musicale. La genesi dei pezzi riflette uno scambio creativo speculare: 'Limerence' è nata da una base strumentale degli Archivio Futuro poi affidata alla voce e alla sensibilità della Palamidessi, mentre per 'Self-Love' il processo creativo è stato l'esatto contrario. Ad accompagnare l'uscita c'è anche un videoclip ufficiale, interamente ideato dagli stessi artisti. Tutto il lavoro si sviluppa sul concetto di contrasto: luce contro ombra, interno contro esterno, morbidezza e dolcezza contrapposte a dinamismo ed esplosività. Le due tracce esplorano, infatti, il tema del rapporto con ciò che ci circonda: se, nel primo brano, il racconto si focalizza verso l'esterno, attraverso la lente di un'ossessione sentimentale, nel secondo lo sguardo si volge intimamente verso l'interno, celebrando l'autoaffermazione. Anche la produzione ribadisce l'identità e la specificità dei due progetti musicali, da sempre votati alla commistione tra strumenti acustici ed elettronica. Il risultato è una scrittura non convenzionale, che sfiora il 'pop', ma si spinge ben oltre, guardando a molteplici panorami sonori e abbracciando a pieno un’idea di pura ibridazione. Ecco, dunque, il videoclip ufficiale di questo 'feat' (cliccare QUI) e un’intervista gentilmente rilasciataci da Francesca Palamidessi a coronamento del 'featuring'.

 


AFORISMI FIORENTINI
La metamorfosi 'kafkiana'
del terrificante 'Cubo Nero'

Articolo di: Il Taciturno

Il Taciturno

Ci dicono che dietro lo pseudonimo Elisabettapep, che ha pubblicato un velenoso, anzi offensivo post contro i fiorentini che svolgono attività di locazioni turistiche, si nasconda Elisabetta Fabri, presidente e ad di 'Starhotel'. Se ciò fosse vero, sarebbe sconcertante dover rilevare come una manager di tale levatura, invece di mettere a frutto comune le proprie conoscenze, interviene nel dibattito con un ruolo di mestatore, anzi da 'untore'. A noi, invece, piacerebbe avere oneste informazioni su una cosa concreta e d’interesse pubblico. L'intervento edilizio del terribile 'Cubo Nero', per l'appunto riferibile a 'Starhotel', era iniziato come edilizia per abitazioni private: 157 alloggi che avrebbero fatto molto comodo ai fiorentini e che, alla fine della fiera, sono diventati appartamenti per locazione turistica i quali, si dice essere già troppo numerosi. Ora, la domanda è questa: quando, come, dove e perché si è realizzata questa metamorfosi? Ma soprattutto, quale interesse pubblico e quale interesse privato hanno indotto questa modifica? Grazie, presidente e amministratore Elisabettapep


LAVORO
Il bando ‘Tertium’
di Regione Lombardia

Articolo di: Gabriele Tortora

Gabriele Tortora

La direzione Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia ha approvato in questi giorni i criteri del bando 'Tertium', che rappresenta una straordinaria opportunità per le piccole e medie imprese lombarde. Il bando 'Tertium', infatti, attraverso il sostegno agli investimenti delle Pmi in asset materiali e immateriali che possano favorire il rafforzamento della flessibilità produttivo-organizzativa delle Pmi e il potenziamento della relativa resilienza agli shock endogeni ed esogeni, si rivolge alle aziende del comparto tessile, moda e accessorio, accompagnandole nell’affrontare le sfide di settore proprie del particolare momento storico. La misura sostiene progetti di sviluppo e di crescita strategica, anche attraverso il consolidamento della posizione sul mercato, la diversificazione e/o il lancio di nuovi prodotti o marchi, nonché a progetti volti a favorire la transizione ecologica e digitale, con impatto anche in termini di responsabilità e sostenibilità tecnologico-produttiva.

 


CINEMA ON DEMAND
Donne in fuga
dal mito americano

Articolo di: Maria Chiara D'Apote

Maria Chiara D'Apote

Da qualche giorno è visionabile su Amazon Prime, il film 'La pazza gioia', per la regia di Paolo Virzì del 2016. Una donna ripresa di spalle corre a passo veloce verso le rotaie di un treno: uno stacco e l’inquadratura riprende gli interni di Villa Biondi, una comunità che accoglie donne affette da patologie psichiatriche. In tale contesto, avviene l’incontro fatale tra Beatrice (Valeria Bruni Tedeschi), affetta di una sorta di mitomania che si sente vittima di un complotto ordito per farla rinchiudere e Donatella (una brillante Micaela Ramazzotti). Dalla loro fuga in poi, il film si barcamena tra 'gag' più o meno riuscite e un desiderio sfrenato di libertà, mentre le due donne sfrecciano con un’auto d’epoca verso il litorale della Versilia. Anche se il regista ha dichiarato che Beatrice e Donatella "non sono le ‘Thelma e Louise' all’italiana" non si può non pensare al noto road-movie americano (Telma & Louise del 1991, per la regia di Ridley Scott, con Susanne Saradon e Geena Davis). Non vi sono precipizi, se non, forse, quelli dell’anima e un luogo solidale, l'arte, dove ogni ferita si può rimarginare, in cui esorcizzare la paura della pazzia con un racconto dai toni agrodolci e spensierati. Sin dagli esordi, Virzì affronta temi complessi, come il conflitto familiare di 'Ferie d’Agosto' (1996) o la questione giovanile in 'Ovosodo' (1997), vincitore del Leone d’Argento alla 54esima Mostra del cinema di Venezia: il film-cult che lo elesse come nuovo autore della commedia sociale all’italiana di fine millennio. Voto: 7.

 


ENERGIA
Si torna al nucleare
Articolo di: Elisabetta Lattanzi

Elisabetta Lattanzi

Lo scorso 4 giugno, con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge-delega per il ritorno all’energia nucleare in Italia. Ora, il testo passerà all’esame del Senato della Repubblica. Il quadro normativo non solo punta a reintrodurre l’energia atomica in Italia tramite piccoli reattori modulari (Smr), ma affronta anche il tema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, i criteri per la scelta della localizzazione dei nuovi impianti e lo sviluppo di nuove tecnologie di fusione. Prevede anche l’istituzione di un’Autorità indipendente dedicata alla sicurezza nucleare. Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità, per gli enti locali, di manifestare volontariamente la propria disponibilità a ospitare i nuovi siti elettronucleari. Questa decisione mira a ridurre gli attriti tra amministrazioni centrali e territori, dando la possibilità ai comuni interessati di candidarsi direttamente alla partecipazione ai progetti. Dal punto di vista economico, il decreto legislativo prevede un contributo di 60 milioni di euro complessivi per il triennio 2027-2029, ripartito in tre quote annuali equivalenti. Queste risorse sono destinate alla ricerca tecnologica, allo sviluppo di competenze specifiche nel settore, all’individuazione di territori potenzialmente adatti, ad attività di progettazione, studio e programmazione. Se Palazzo Madama approverà definitivamente il decreto legislativo delegato, il Governo avrà 12 mesi per adottare i decreti attuativi. In Italia non ci sono centrali nucleari, perché con il referendum del 1987 quelle esistenti vennero dismesse e i vari governi hanno abbandonato i programmi nucleari.

 


MUSICA
Chissŕ...
Articolo di: Lucilla Corioni

Lucilla Corioni

Ernesto Bassignano in 'Chissà...' trasforma la malinconia in speranza, unendo poesia civile e delicatezza musicale in una ballata che invita a non smettere di credere nell'amore. Il nuovo singolo del cantautore romano è una 'ballad' elegante e intimista, che attraversa il nostro tempo con uno sguardo pieno di umanità. In un mondo segnato da conflitti, paure e divisioni, Ernesto Bassignano preferisce raccontare la fragilità come una possibilità di rinascita, affidando alla musica il compito di restituire speranza. La melodia procede con leggerezza, accompagnata dal pianoforte di Edoardo Petretti e dal violoncello di Giovanna Famulari: due collaboratori storici, capaci di creare un'atmosfera sospesa, quasi cinematografica. Ogni nota sembra accompagnare il peso delle parole, che parlano di sangue, di silenzi e di una pace ancora tutta da conquistare. L'autore sceglie il linguaggio della tenerezza per affrontare temi universali.